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Natascha Wodin

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Natascha Wodin, Veniva da Mariupol
Libro del giorno
Natascha Wodin, Veniva da Mariupol, L’orma

Musica del giorno
Johann Sebastian Bach. Fantasia in do minore BWV 906. Javier Nuñez, clavicembalo.
Dmitrij Šostakovič. Allegretto da Concerto per violoncello e orchestra n. 1 in si bemolle maggiore op. 107. Truls Mørk, violoncello. London Philharmonic Orchestra, Mariss Jansons. 
Valentin Silvestrov. Allegro vivace da Kitsch Music. Aleksandr Lubimov, pianoforte.
Jean Sibelius. Moderato. Allegro ma non tanto da Sinfonia n. 3 in do maggiore op. 52. Orchestra Filarmonica di Helsinki, Leif Segerstam.
Regina Spektor. Après moi.

In conduzione Attilio Scarpellini
regia e consulenza musicale di Ennio Speranza

Ultime Puntate e Podcast

Ascolta John Williams. Music for Films, Television, and the Concert Stage

John Williams. Music for Films, Television, and the Concert Stage

20/07/2019

Solo alcuni anni fa la musica di Williams ha iniziato ad essere presa sul serio, per gli studiosi dei dipartimenti di musica e film, documenti per conferenze e tesi di dottorato. Il presente volume cerca di costruire, integrare e rivedere ciò che è stato scritto finora su Williams. Questo volume è una vasta esplorazione dell'output di Williams, che mira a mostrare la gamma della sua produzione (non solo focalizzandosi sul film) e ad analizzare la profondità della sua drammaturgia e le sue capacità compositive con casi di studio selezionati. Per realizzare questa esplorazione - che non ha la pretesa di esaustività ma di essere un'indagine accurata che possiede sia la latitudine che la profondità - è stata riunita una grande squadra di studiosi internazionali da tutto il mondo. I contributori provengono da film, media e dipartimenti musicali - per fornire una varietà di prospettive disciplinari sul lavoro di Williams.

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Ascolta In viaggio di Piero Chiara

In viaggio di Piero Chiara

19/07/2019

Piero Chiara amava viaggiare e viaggiò molto. Lo faceva per divertimento, o per incontrare gli amici, o per il suo lavoro di scrittore, o perché attratto da un richiamo del passato, quando città antiche lo invitavano a scoprire che "la realtà era superiore ai suoi sogni". Qualunque fosse la ragione, la spinta a partire era la curiosità che lo animava di vedere nuovi paesi, gustare dal vero la bellezza di opere d'arte di cui aveva letto nei libri, capire popoli diversi. Così fu per la Spagna, il Paese che più amava («una terra dove si incontrano tutte le civiltà, dove le pietre romane fanno da base agli archi moreschi»), gli Stati Uniti (dove fu più volte, dal 1966 al 1970), la Cecoslovacchia (sulle tracce di Casanova) e naturalmente le città italiane, che rivide più volte, sempre con occhi differenti. Luoghi di cui Chiara ci ha lasciato memoria nelle cronache che soprattutto fra gli anni '50 e '60, prima del grande successo letterario, inviò ai giornali coi quali collaborava: L'Italia, Giornale del Popolo, La Prealpina, Gazzetta Ticinese. Articoli scritti per il piacere di raccontare, di descrivere città e paesi, di far rivivere personaggi storici e evocare i valori culturali delle epoche passate, ma che pure sono vere e proprie opere narrative.

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Ascolta Non siamo mai stati moderni di Bruno Latour

Non siamo mai stati moderni di Bruno Latour

18/07/2019

Per Latour hanno ragione i pellerossa dei western: è proprio vero che il Viso Pallido parla con lingua biforcuta. Quella scienza, quella tecnica, quella democrazia di cui andiamo tanto orgogliosi, al punto da imporle agli altri, sono state infatti costruite separando i rapporti di forza politici da quelli scientifici, ma fondando sempre la forza sulla ragione e la ragione sulla forza. Prefazione di Giulio Giorello Embrioni congelati, virus dell'aids, buco dell'ozono… questi «oggetti» rientrano nel campo della natura o della cultura? Una volta le cose erano più semplici: le scienze naturali si occupavano della natura e le discipline sociali della società. Ma questa tradizionale divisione non riesce più a rendere conto dell'attuale proliferazione di ibridi. Ne deriva un senso di angoscia che i filosofi, postmoderni, moderni o anti-moderni che siano, non riescono a placare. E se avessimo sbagliato strada? In effetti, la società «moderna» non ha mai funzionato in modo coerente con la grande scissura su cui si fonda il suo sistema di rappresentazione del mondo, che oppone radicalmente natura e cultura. I cosiddetti «moderni» non hanno mai smesso di creare ibridi e tuttavia si rifiutano di prenderli in considerazione in quanto tali. Non siamo mai stati davvero moderni, dunque, ed è proprio quel paradigma fondatore che va rimesso in discussione per capire il nostro mondo.

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Ascolta A sud dell'Alameda. Diario di un'occupazione

A sud dell'Alameda. Diario di un'occupazione

17/07/2019

Nella zona sud di Santiago, oltre l'Alameda, la grande avenida che in modo emblematico taglia in due la città, gli studenti di un piccolo istituto privato hanno deciso di entrare in occupazione per unirsi al movimento di protesta che sta infiammando il Cile. Chiedono una scuola più giusta e democratica, dove il diritto allo studio sia alla portata di tutti. Nel giro di pochi giorni la loro vita cambia radicalmente: di fronte alle nuove responsabilità crescono gli attriti tra i compagni, il cibo scarseggia e l'organizzazione interna si fa sempre più rigida e diffidente. Tra loro c'è Nicolas, il miglior portiere della scuola. La politica non lo interessa, le lunghe assemblee lo annoiano ed è rimasto solo per Paula, o almeno crede che sia così. Mentre la scuola è in fermento e i carabinieri rispondono con la violenza alle contestazioni, dalla finestra di una casa vicina c'è qualcuno che osserva. Osserva e ricorda… Intrecciando gli stili del diario e della graphic novel, A sud dell'Alameda racconta la Rivoluzione dei Pinguini, il movimento studentesco che ha scosso la coscienza del Cile nel 2006 e nel 2011, arrivando ad occupare le prime pagine dei giornali di tutto il mondo, e che - tra partecipazione e contagioso senso civico - ha dato vita a una nuova ed emozionante pagina della storia delle rivoluzioni.

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