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Pascal

055: Camminare sul filo

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Un amico borderline e una donna al confine delle cose

Playlist puntata: 

LIVIN' ON THE EDGE - AEROSMITH 
INDIFFERENCE - PEARL JAM 
STAY FREE - THE CLASH 
CRIMINAL - FIONA APPLE 
TUYO - RODRIGO AMARANTE 

Prima storia: Stay free di Riccardo Zanon

Ho sempre avuto una specie di attrazione per gli emarginati, i diversi, quelli ai quali nessuno degnava uno sguardo, se non di disprezzo. Questo fino dalle scuole elementari, mi ricordo ancora di quando la maestra (suora) cercò di dissuadermi dal frequentare un mio compagno di classe piuttosto scatenato, di famiglia povera, dicendomi che se si sta vicino alle mele marce si rischia di fare la stessa fine, io rimasi in silenzio un paio di secondi e le dissi che le mele, a differenza di me, non avevano il cervello. Non credo fosse per spirito crocerossino, ho imparato molto presto che ci si salva sempre da soli, non era nemmeno per la voglia di sentirmi superiore, perché ho sempre avuto l'autostima di un paio di infradito, usate. La mia era probabilmente semplice curiosità etnologica, volevo conoscere popoli e mondi diversi, partendo da quelli vicino a me. C'era questo ragazzo, un paio d'anni più grande di me,che si faceva. Viveva la sua condizione di tossico con una sorprendente leggerezza, tra sistemazioni precarie, amori improbabili, lavori sottopagati e visite al SERT. Ci frequentammo per un periodo, io gli raccontavo delle mie prime lezioni all'università, delle ragazze che incontravo, lui in un modo o in un altro finiva sempre per parlare di droga. Mi spiegava di come prendesse le pasticche recuperate al SERT bevendo birra da quattro soldi, per aumentarne l'effetto, oppure di come a volte riuscisse a metterle da parte un po', per barattarle con qualche dose.
Capitava di trovarmelo fuori dell'università, due occhiaie nere e pallido come un lenzuolo, magro com'era, sembrava un panda anoressico, così finivo per offrigli il pranzo. Una volta stavamo camminando assieme, improvvisamente mutò espressione, mi chiese di andarmene mentre lui cambiava direzione. Quando lo rividi qualche giorno dopo mi spiegò che avevamo incrociato un tipo con il quale, la sera prima, aveva comprato una dose in comproprietà, una volta avuta la busta in mano però se l'era fatta tutta lui. Il tipo non l'aveva presa bene e da allora lo stava cercando per gonfiarlo di botte. Il tempo che passavo con lui era pieno di episodi istruttivi, come quando lo incontrai con una t-shirt piena di macchie di sangue, venne a casa mia e gliene diedi una pulita, mentre vide lo spavento nei miei occhi mi disse di non preoccuparmi, che a volte l'eroina era tagliata con sostanze che procuravano un prurito fortissimo e lui (che tra tutti i pregi che aveva non poteva annoverare di certo una forza di volontà adamantina) si era grattato fino a sanguinare. Tutto normale insomma, scemo io che mi ero preoccupato.
In realtà spesso lui riusciva anche essere molto divertente, una sera uscimmo con delle tipe che avevo conosciuto a lezione (non una grande mossa, col senno di poi), e dopo aver descritto ogni singolo tatuaggio che ricopriva le sua braccia saltò sopra un tavolo del locale dove eravamo e, atteggiandosi da surfista, iniziò a cantare "Noi siamo i giovani, i giovani del  SERT".
Dopo qualche mese iniziammo a vederci sempre di meno, forse aveva paura che provassi a salvarlo, e non voleva deludermi, o forse la sua anima inquieta non lo lasciava fermarsi, quel che mi ricordo ancora è che in tutto quel tempo non mi chiese mai un soldo, mai. Ad un certo punto sparì del tutto, senza dirmi niente, e di lui non seppi più nulla. Pochi anni fa mi arrivò una notizia di terza mano, pareva si fosse trasferito in un'altra regione e che finalmente si fosse liberato dai suoi demoni. 
Tempo fa ho letto un articolo che raccontava la storia dietro a "Stay Free", una canzone dei Clash che conoscevo appena. Scritta da Mick Jones, parla di un suo compagno di liceo, Robin Banks, come lui testa calda e ribelle, suo complice di mille bravate. I due combinarono così tanti casini che furono espulsi dalla scuola assieme, il suo amico però alla chitarra preferì la pistola, e dopo l'ennesima banca rapinata finì in carcere. Quando torna libero, dice l'articolo, Mick Jones lo viene a sapere, i Clash sono delle star adesso, e stanno per partire alla conquista  dell'America, ma lui non si è mai dimenticato dell'amico sfortunato. Va a trovarlo a casa con la chitarra e gli canta la canzone a lui dedicata, "Stay Free", uno dei più bei regali che si possa ricevere. Purtroppo però Robin Banks non resterà "free" per molto, dopo qualche tempo una rapina a Stoccolma lo riporterà in prigione. Stranamente la musica è sempre rimasta fuori da tutte le cose di cui io e il mio amico eroinomane abbiamo parlato in quei mesi di frequentazione, non so se conoscesse o meno i Clash. Però, da quando ho letto quell'articolo, ogni volta che sento "Stay free" non posso fare a meno di pensare a lui, spero sia davvero libero dai suoi demoni, magari un giorno riuscirò nuovamente a bere una birra con lui. Sperando che questa volta non faccia il surfista sul tavolo.

Seconda storia: FABIANA ESCOBAR - la signora della droga e l'assistente sociale

La scena è quella di un film, ma davanti alle telecamere non c'è una semplice attrice, ma Fabiana Escobar. Ex moglie del più grande spacciatore del quartiere, un tempo Fabiana era soprannominata Bibi Perigosa, Bibi la pericolosa.

Il suo ex marito, Saulo da Sá Silva, è in prigione. Fabiana non ha niente a che vedere con il boss colombiano Pablo Escobar. Escobar è un cognome molto diffuso in America Latina. Ma, come Pablo in Colombia, anche Bibi è famosa in Brasile. È perfino una stella della tv e una scrittrice di successo. "Credo nel lavoro e nella carriera", dice. Anche se secondo l'ex ministro della giustizia, Alexandre de Moraes lei "ricicla i soldi della criminalità organizzata" . "Ho infranto la legge, ma nessuno lo può dimostrare", sostiene Escobar. Non è mai stata processata per essere stata la moglie di un gangster. Ma dal passato continua a trarre profitti ed è guardata dal suo pubblico - persone della classe media che non metterebbero mai piede in una favela - con un misto di orrore e divertimento.
Un giorno, una famosa sceneggiatrice capita per caso sul suo blog e inizia così la sua nuova carriera: autrice, attrice, scrittrice, Fabiana non vede contraddizioni nella sua storia, in cui è stata a volte Bibi, la signora della droga, e a volte Fabiana, l'assistente sociale. È diventata famosa in quanto criminale, ma si considera una persona che fa del bene: con la celebrità può dare voce a chi di solito non viene ascoltato, mostrare ai giovani che esiste una strada alternativa a quella del traffico di droga. 

Abbiamo scoperto l'incredibile storia di Fabiana Escobar in un articolo di Fabian Federl su Die Zeit dal titolo "Fabiana Escobar Dalla strada", che abbiamo tradotto da Internazionale. Leggetelo anche voi!


(Foto di copertina di hojusaram via Flikr)

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