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Anna Maria Ortese 5 | Naufraga

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Sul carrello coperta da una custodia grigia c'è la macchina da scrivere. Più in basso ci sono dei libri e una bottiglia di Martini rosso, per gli ospiti. La camera 319 è arredata con semplicità, due sedie, un tavolo, un divano.
È una malinconica stanza al terzo piano di un residence, una casa di riposo che si chiama Anni Azzurri, a Milano. È lì che Anna Maria Ortese si ritira – di tanto in tanto – gli ultimi anni della sua vita, ed è lì che lavora tutto il tempo ai suoi libri, fumando le sue Nazionali senza filtro, mentre corregge le bozze anche per dieci dodici ore di seguito, incontra giornalisti, rilascia interviste. Rimane in quella stanza anche 20 giorni di fila. A volte, per il troppo battere sui tasti del portatile, avvolge le punte di due dita nei cerotti. È in questo luogo che la scrittrice interrompe la sua abituale residenza a Rapallo, fra il 1997 e il 1998, per trascorrere del tempo a Milano, dove lavora alla nuova edizione, per Adelphi, del Porto di Toledo nel residence Anni azzurri, che si trova nella stessa zona della città di cui parla con affetto nei romanzi milanesi. E lì viene affettuosamente supportata dai redattori della casa editrice. Corregge la prima edizione del romanzo, e riscrive alcune parti, cosa che la impegna moltissimo e che sottolinea la sua predilezione per quel libro che, fra tutti gli altri, la ha accompagnata più a lungo nel corso della vita, anche se il Premio Strega l’ha vinto nel 1967, con il romanzo Poveri e semplici che, dietro i panni della protagonista Bettina, descrive le vicende dell’Ortese dall’arrivo a Milano al rapporto con il gruppo di intellettuali e artisti che costituiscono il centro del romanzo. Nel 1993 a 79 anni, la Ortese riesce finalmente ad ottenere un certo successo di pubblico con Il Cardillo Addolorato, sempre edito da Adelphi, visto che la casa editrice già dal 1986 ha cominciato a ristampare tutte le sue opere. E scrive: «Malgrado la mia vita non sia ciò che si dice una vita realizzata, devo considerarmi fortunata perché, su un totale di almeno cinquant’anni di vita adulta, riuscii qualche volta ad accostare questa riva luminosa – io che mi considero un eterno naufrago – dell’espressione o espressività che avevano per scopo cogliere il meraviglioso fenomeno del vivere e del sentire». Infatti a 50 anni Anna Maria viveva già con un atteggiamento da persona anziana, pur avendo una mente vivace, come se avesse deciso di negare l’essere donna. Sarà l’amico Dario Bellezza a raccontare, con discrezione, l’amore per Marcello Venturi, «una delusione d’amore» come confessa la stessa Ortese (e che la fa apparire agli occhi del poeta, nell’occasione del loro primo incontro, con un aspetto “monacale”, “senile”, sebbene non lo fosse). E sempre Bellezza nel 1986 promuove la raccolta di firme fra amici e intellettuali affinché le venga assegnata la pensione prevista dalla legge Bacchelli. La scrittrice confessa, in una lettera al poeta-amico, di essere stata sfrattata dalla casa di Rapallo, la città che aveva scelto come ultimo porto. Anna Maria Ortese muore il 9 marzo nel 1998, tre anni dopo la sua amatissima sorella Maria. Una specie di testamento, Anna Maria lo scrive in Corpo celeste: «Ecco, ho finito. Ho finito di essere uno scrittore – se mai lo sono stata – ma sono lieta di aver speso la mia vita per questo. Sono lieta, in mezzo alle mie tristezze mediterranee, di essere qui. E dirvi come è bello pensare strutture di luce, e gettarle come reti aeree sulla terra, perché essa non sia più quel luogo buio e perduto che a molti si dimostra – se vengono a occupare i linguaggi, il respiro, la dignità delle persone. A dirvi come sia buona la Terra, e il primo dei valori, e da difendere in ogni momento. Dovunque siano occhi che vi guardano con pace o paura, là vi è qualcosa di celeste, e bisogna onorarlo e difenderlo».

Bibliografia essenziale, per approfondire
Ortese segreta, di Adelia Battista (minimum fax)
Il male freddo di Anna Maria Ortese (su Linea d’ombra, intervista di Goffredo Fofi)
L’Iguana che visse due volte. Omaggio ad Anna Maria Ortese (Elliot)
Il porto di Toledo, Anna Maria Ortese (Adelphi)
 

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