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Non è un Paese per Giovani

NON RIESCO A NON PENSARCI

NON RIESCO A NON PENSARCI
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Cosa avrei potuto dire a un figlio oggi? Insegnare cosa? Come mi potrei giustificare per quello che sta accadendo? Voglio dire, noi siamo gente normale, dico di testa eh, pensiamo cose normali e non siamo pronti a confrontarci con problemi così potenti come quelli di un esodo che ci travolge. E allora che si fa? Si delega. E a chi?
NON RIESCO A NON PENSARCI

Non riesco a non pensarci. Cosa avrei potuto dire a un figlio oggi? Insegnare cosa? Come mi potrei giustificare per quello che sta accadendo? Voglio dire, noi siamo gente normale, dico di testa eh, pensiamo cose normali e non siamo pronti a confrontarci con problemi così potenti come quelli di un esodo che ci travolge. E allora che si fa? Si delega. E a chi? Alla politica che è li apposta, pagata da noi, eletta da noi, per risolverci i problemi. Ma mi rendo conto oggi, con questa riflessione, che da almeno quando voto io, la politica non mi ha mai risolto nulla. Ha sempre  rimandato la questione, o dato le colpe ai governi precedenti. Ma lo sapete quanto tempo è che sento dire le stesse medesime cose dai politici su argomenti opposti, o su questioni sociali come questa. Noi siamo ignoranti in materia, possiamo solo esprimere un'opinione sui fatti e provare pietà e compassione per quei poveracci che vengono catapultati al di qua del mare come sassi nelle fionde ma per il resto che ne sappiamo? Gli interessi fra stati, le logiche di potere internazionale, gli scambi di favori, le lobbies che hanno poteri occulti e infine il traffico di schiavi...che ne sappiamo? Noi diamo il voto ogni tanto a quello che alza più la voce per difenderci senza sapere come farà a difenderci. Ci fidiamo, ma siamo dei disperati senza patria politica. L'Italia è inesistente ormai in Europa e nel mondo. Non siamo nemmeno andati ai mondiali! È l’indicativo per capire quanto non esistiamo più. Per ricostruire l'Italia chissà quanto ci vorrà adesso? Io non saprei davvero cosa dire a un figlio. Sono sgomento, deluso, privo di argomenti, sono uno di quelli che si lascerebbe morire adesso.
Non ho forze per reagire e aiutare il mio paese. Come, poi, in che modo? Dicendo a mio figlio vattene da qui? Vai a lavorare in Inghilterra? O addirittura in Cina? Ma dai su, io non voglio che mio figlio vada in Cina. E' troppo lontana da me. Ho la sensazione che non potrei far altro che dire perdonami. Abbi pietà di me. Non sono stato in grado di combattere per i principi fondamentali della democrazia e adesso siamo allo sbando. Siamo tutti colpevoli di questo scempio. Siamo moralmente colpevoli. Figlio mio che non ho, perdonami e fai di me ciò che vuoi perché io non so più chi sono, non ho più riferimenti né politici né morali, non ho più nemmeno un dio da regalarti. Ho solo tanto rammarico e tanta rabbia sepolta negli anni e non riesco nemmeno a pentirmi. Sono un vero desaparecidos dell'anima, perso nella tundra grovigliosa di una notte senza luna. Siamo al buio adesso, io e te, e nel paradosso di una vita vissuta all'insegna del massimo "superficialismo" tra virgolette, sono io che chiedo aiuto a te, sono io che spero in te.
Aiutami a ricostruire questa terra, abbi tu la forza di seminare di nuovo, e di raccogliere i risultati raggiunti.
Figlio mio che non ho, noi abbiamo fallito, siamo riusciti a farlo senza accorgercene, in apnea verso il mondo che premeva con le sue guerre di religione e le sue vittime sacrificali. Siamo riusciti a farlo ancora. La storia si ripete. Nei libri, noi saremo gli stolti, quelli che non capirono cosa stava per succedere. Adesso tocca a te figlio mio che non ho, salva tuo padre, portalo via da se stesso, ridagli un'identità e aiutalo a camminare a testa alta perché adesso la tengo bassa, e mi vergogno di averti messo al mondo in un mondo abbandonato anche da me.
 

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