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Classicaradio

Koinè spirituale

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L. Bernstein, Chichester Psalms

For hours on end I brooded and mused

On materiae musicae, used and abused;

On aspects of unconventionality,

Over the death in our time of tonality...

Pieces for nattering, clucking sopranos

With squadrons of vibraphones, fleets of pianos

Played with the forearms, the fists and the palms --

And then I came up with the Chichester Psalms.

... My youngest child, old-fashioned and sweet.

And he stands on his own two tonal feet. (*)

Così Leonard Bernstein sul New York Times nel 1965: nel suo linguaggio denso ma apparentemente "leggero" il musicista lascia una vera e propria dichiarazione sulla poetica che è alla genesi di un'opera sacra tra le sue più belle ed amate, i Chichester Psalms.

Questa composizione per coro e orchestra si colloca in un momento significativo per il musicista; segnato – come il mondo intero - dall'assassinio di J.F. Kennedy nel '63, a quel dolore Bernstein aggiunge quello per la perdita dell'amico musicista Marc Blitzstein, assalito a morte l’anno seguente: “Non posso smettere di pensare a Kennedy o a Marc. La vita è un dente senza pelle” (l’espressione divenuta proverbiale fa riferimento al libro biblico di Giobbe e sta a indicare la più assoluta privazione).

Estenuanti anche le fatiche direttoriali con la New York Philharmonic Orchestra, che avevano decisamente rallentato il suo impeto compositivo, per cui in quel 1965 Bernstein volle prendersi un anno sabbatico. Fu allora che dal Sussex il Reverendo Hussey chiese umilmente a Bernstein di comporre un brano per il Festival musicale che riuniva i cori delle cattedrali di Chichester, Winchester and Salisbury.

L’elemento sacro aveva già ispirato Bernstein, che nella sua terza sinfonia "Kaddish" del '63 aveva condensato tutto il dolore di una umanità che riflette sulle sue miserie. In quell'occasione il musicista aveva ripercorso le proprie origini culturali usando l'ebraico; ora, in questi Salmi, Bernstein elegge nuovamente quella lingua a espressione simbolica di una spiritualità aperta e universale. Ma mentre "Kaddish" si ispira alle più amare considerazioni e il suo linguaggio aspro si apre a tentativi di sperimentazione seriale (che Bernstein abbandonerà perché incoerenti con la sua personalità compositiva), nei Salmi di Chichester brilla un’energica solarità.

Dissimulate ma numerosissime le complessità, sia nelle linee che nei ritmi - spesso cabalisticamente riferiti al numero sette (per sperimentare il sapore di questa asimmetria basta scandire rapidamente i sette tempi così raggruppati: 1-2-1-2-1-2-3); eppure i Salmi – ne sono citati sei raggruppati in tre movimenti - scorrono in modo chiaro e comprensibile. Non mancano, secondo l'esplicita richiesta del committente, riferimenti ritmici melodici ed armonici al linguaggio del musical - che nel ’57 col suo West Side Story Bernstein aveva nobilitato grandemente.

Il musicista alterna momenti concitati con stasi melodiche di grande dolcezza, destinate a una voce bianca solista; vivacissimamente il coro si fonde con l'orchestra salvo poi apparire nella compatta sonorità a cappella che riporta al corale luterano. Attraverso il linguaggio antico del re Davide Bernstein non ci racconta solo una positiva confidenza nella divinità, ma anche un modo forte e profondo di essere popolo - certo anche oggi una preziosa indicazione.

(*) liberamente si può intendere così: "Per ore ed ore rimuginando ho meditato / sulla sostanza della musica, usata ed abusata; / sui vari aspetti dell’anticonformismo,/ sulla odierna morte della tonalità … / musica da chiacchiericcio, soprani che chiocciano / con squadroni di vibrafoni, pianoforti a flotte / suonati con avambracci, pugni e il palmo delle mani - / E allora ho scritto i Salmi di Chichester / … il mio figlio più piccolo, dolce e vecchio stile. / Che si regge sui suoi due tonalissimi piedi."


Leonard Bernstein

Chichester Psalms per voce solista (**), coro e orchestra

Testi in ebraico tratto dai Salmi 108, 100, 23, 2, 131, 133

- Maestoso ma energico / Allegro molto

- Andante con moto, ma tranquillo / Allegro feroce

- Prelude / Sostenuto molto / Peacefully flowing


Orchestra Sinfonica e Coro di Roma della Rai

direttore, Leonard Bernstein

maestro del Coro, Giulio Bertola

(**) voce bianca n. ind.

Registrato all'Auditorium del Foro Italico a Roma il 5 giugno 1967.

 

Interno della Cattedrale di Chichester, Sussex

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