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Pascal

215:- La bella estate

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L'estate di una bambina nel 1980 e le estati sempre uguali

Playlist puntata:    

Calypso queen - Calypso Rose
Mare mare  - Luca Carboni
Voglio vederti danzare - Franco Battiato
L'estate sta finendo - Righeira
Common People - Pulp
 

Prima storia: Campeggio estate di Giovanni Bocchi

Estate 1980...Si parte. La zia Fannì lavora alla Lancia di Chivasso e c'è aria di cassa integrazione. Ho sei anni e non so cosa significhi quella parola e le sue conseguenze, possibili o già reali, che occupano minacciose i discorsi dei grandi. Per me, mio fratello e la mia cuginetta vuol dire solo una cosa: vacanze lunghiiiissime ...Infatti, quell'anno, grazie alla forzata disponibilità di tempo della zia Fannì, alla sua intraprendenza e a quella di zia Mari e zia Nata, ci sono stati riservati ben 35 giorni di campeggio al mare a Sottomarina. Di quell'estate non ricordo quasi nulla del posto in sé, a parte il nome un po' inquietante. Quei giorni sono volati via nella calda e accogliente spensieratezza di un'ineguagliabile felicità semplice: gli interminabili giochi, le grandi tavolate, i nonni che, ospiti di parenti, vengono a trovarci stracarichi di verdura e frutta e di ogni ben di Dio producesse la loro terra, da cui se ne erano dovuti andare per cercare lavoro e a cui d'estate tornavano con una sorta di familiare ma risentita nostalgia che si accovacciava talvolta soprattutto nei racconti di nonna.... e poi mamma e papà che, finalmente, ci hanno raggiunti per qualche giorno. Ricordo le piccole grandi avventure di quando più volte la tenda (8 posti a casetta - la sacca dei ferri occupava più di mezzo baule della macchina) veniva allagata dai temporali estivi che immancabilmente si presentavano di notte e obbligavano anche noi fanciulli guidati dalla zia Fannì a scavare sotto la pioggia trincee perimetrali e a meglio sistemare i sacchi di terra posti a zavorrare i vari angoli del nostro accampamento. Il nostro mondo era tutto lì: la nostra capanna con la nostra cameretta, le scomode brande e i sacchi a pelo pieni di sabbia, la spiaggia, il mare, la nostra famiglia....era semplicemente tutto lì...non avevamo bisogno di niente...neanche delle scarpe ...e ricordo in proposito i pianti di mio fratello quando alla fine delle vacanze non voleva proprio saperne di rimettersele. Ecco, mi è rimasto impresso un senso di compiutezza che nella vita non ricordo di aver mai più provato. Poi le vacanze sono finite e i nonni ci hanno riportato a casa ma ancora adesso posso sentire il profumo di un pollo arrosto ruspante (sic!) - cotto poco prima della nostra partenza mattutina e mangiato in una piazzola dell'autogrill lungo l'autostrada del ritorno - appiccicoso come i sedili bollenti della 127 rossa di nonno ma buono come il sapore di quell'estate a cui ritorno contenta con gli occhi di bambina e la memoria delle persone a me più care. Buone vacanze!

Seconda storia: Il diario di Pino Tosca

Bacio è un paesano della riva destra del Po. Ama il suo fiume e la solitudine che c'è. Appena l'aria si intiepidisce, si allarga, incomincia a camminare scalzo sui sabbioni, con gli zoccoli in mano. Veste con un cappello da cowboy, con una camicia da soldato stracciata, col colletto verde chiaro e anche i pantoloni corti, stracciati. Arriva sul sabbione con la bici a mano, perché ovviamente sulla sabbia, non può andare in bici. Insieme a lui arrivano sempre anche Gigion, macellaio di San Zenone Po, sempre a caccia di femmine e Torchio che invece non è come gli altri. Il suo stile è uno degli argomenti di cui si parla d'estate sul sabbione. Questi sono i personaggi pieni di poesia, protagonisti dello splendido diario di Pino Tosca che abbiamo trovato nell’Archivio Diaristico di Pieve Santo Stefano. Ascolta questa storia qui a Pascal!
Cogliamo l’occasione per ringraziare l’Archivio dei Diari: fate un lavoro essenziale e prezioso!

 

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