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Radio3 Mondo

In Niger gli esperimenti europei sulle migrazioni

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Il destino del Paese che molti politici chiamano la "frontiera meridionale dell'Europa" è sempre più in bilico. E intanto il Niger continua a essere tra le nazioni più povere del mondo
Come mai il Niger, in modo totalmente inaspettato, è divenuto il più grande beneficiario al mondo di aiuti europei? Un’inchiesta giornalistica ha cercato di capirne le ragioni partendo dalla capitale Niamey, dove il denaro europeo scorre nelle casse di un governo accusato di corruzione e che affronta ogni giorno proteste di massa, fino ad arrivare alle prigioni nel deserto, dove gli “autisti” – coloro che trasportano illegalmente i migranti – sono stati rinchiusi sotto le pressioni della vecchia Europa. Che aveva promesso dei compensi per coloro che avessero smesso di lavorare nel (redditizio) settore delle migrazioni illegali. Compensi che, però, non sono ancora arrivati. Il destino del Paese che molti politici chiamano la “frontiera meridionale dell’Europa” è sempre più in bilico. E intanto il Niger continua a essere tra le nazioni più povere del mondo.

Mercoledì 30 maggio alle 11.00 Anna Maria Giordano ne parlerà con Giacomo Zandonini, giornalista freelance esperto di migrazioni: lavora da anni in Niger e ha collaborato alla realizzazione del documentario "Wallah Je te jure", le storie di uomini e donne in viaggio lungo le rotte migratorie dall'Africa occidentale all'Italia (2016, regia di Marcello Merletto).

In apertura il vertice di Parigi sulla Libia, un accordo non sottoscritto e una data, il 10 dicembre prossimo,  per le elezioni. Nel paese in cui l'Italia dovrebbe essere protagonista e in cui si gioca la sorte della questione migranti, l'assenza di un governo lascia campo libero ai progetti di Macron: ne parliamo con Arturo Varvelli, ricercatore Ispi, e autore di "L’Italia e l’ascesa di Gheddafi" (Baldini Castoldi Dalai).

Infine il racconto di Andrea De Georgio, giornalista free lance da Dakar, della
 Biennale Arte Africana Dak'Art.

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