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Me Anziano You TuberS

#MeAnzianoYouTuberS Dipendenze

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Tutto quello di cui non possiamo fare a meno

Avevo 39 anni quando assoldai il mio primo personal trainer. Era un ragazzo con gli occhi blu,excampione di nuoto. Mi organizzava un’ ora di ginnastica in un angolo del mio studio. Un giorno, notando la mia eccedente vitalità ( ero già convinta di essere una vecchia cariatide e questo mi metteva-come si dice-le ali ai piedi) mi propose di andare, insieme, a Villa Panfili e di provare a correre un po’. Tu cominci camminando, quando te lo dico io stacchi qualche passo di corsa e vediamo... Mi fermò 45 minuti dopo, avevo corso ininterrottamente e sentivo nelle gambe che avrei potuto continuare all’infinito. Fu l’inizio di un grande amore: corro ancora oggi, che 39 anni li ha appena compiuti mio figlio, un giorno sì e un giorno no. Il giorno no il mio umore è sensibilmente più cupo del giorno sì. Correre è pura gioia. Senti il sangue pulsare allegro nelle vene, senti Il cuore che batte lento e sicuro.

I pensieri che ti si affollavano in testa pesanti nel consueto panico da risveglio, si fanno leggeri e volano ciascuno al suo posto: quelli cupi nell’angolino buio, quelli positivi in posizione dominante. Mentre corri pensi che la vita è bella e se dall’angolino buio sfugge una vocina che dice “tanto tra poco ti finisce”, accelere e la spegni. Ovviamente questa sana abitudine è diventata un vizio. Ho corso con ulna e radio fratturati, sbilanciata dal gesso. Corro sotto la pioggia, dopo una sbronza, con la tosse. Ho corso nel centro di Tokio con la diossina a mille, corro sul lungotevere quando è appena esondato, corro sul fango molle fra le pantegane spiaggiate sugli argini. Se ho poco tempo corro in casa dove ho comprato un enorme tapis roulant che ronza come un frigorifero. Se non corro, come i drogati, sto male, mi accorgo di colpo di essere mortale. Fine delle belle sensazioni inizio dei sintomi ipocondriaci. Gli amici, soprattutto i sedentari corpulenti cercano di colpevolizzarmi: "Guarda che hai sviluppato una forma di dipendenza dall’esercizio fisico".

E allora? Certo che l’ho sviluppata. Non c’è passione che non sviluppi dipendenza. Preferite una vita spassionata?

LIDIA RAVERA

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