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Pascal

172: Ricordami chi sei

Ascolta l'audio
La storia di Marco e la sua mamma e di Carl e sua moglie Susan
Playlist puntata:
Demand it - Hand Habits
This time tomorrow - The Kinks (tagliare intro di 16'')
You and I - Wilco
Don't look back in Anger - Oasis

Prima storia: Al supermercato di Marco Annicchiarico

Anche questa settimana il picco massimo della mondanità nel nostro ricomposto equilibrio familiare si raggiungerà grazie a una gita tra le corsie e l’umanità varia dell’Esselunga di Viale Piave. Non so ancora che questa sarà l’ultima volta che andremo tutti e tre insieme a fare la spesa. Come sempre, entriamo in fila indiana: mio padre seduto davanti, nella carrozzina, io dietro a spingere e mia madre a seguire. «Mamma, ci sei?», chiedo. «Cammina che non mi perdo.» Mio padre allunga la mano per prendere una busta di spinaci, l’appoggia nel sacchetto che ha sulle gambe, e riprendiamo il cammino. Più avanti, quasi in fondo alla corsia, un uomo della sicurezza aiuta un’altra signora in carrozzina a prendere qualcosa da uno scaffale. «Mà, ci sei?», chiedo sempre senza voltarmi. «Vai avanti e pensa per te, che non sono fatta deficiente! E smetti di chiamarmi mamma ché non sei mica mio figlio. Figurati se facevo un figlio come te.» Sorrido, ormai per abitudine, e continuo a spingere la carrozzina, mentre mio padre guarda prima a destra e poi a sinistra i cartelli con gli sconti, senza trovare altro di suo interesse. Ci fermiamo davanti ai funghi, ma anche quelli non vanno bene, e così riprendo a spingere. 
«Lucia, ci sei?» Silenzio. Non faccio in tempo a girarmi che lei ci supera con un grappolo d’uva in mano e, come se niente fosse, acino dopo acino, continua a mangiare, passando davanti al tipo della sicurezza. Lui la guarda e chiede con voce ferma: «Signora, è buona?”» «Non male – risponde mia madre continuando a masticare – ma tanto non la compriamo perché l’abbiamo già presa questa mattina al mercato.» L’uomo la guarda mentre, di spalle, continua a camminare, tutta sorridente. Io, intanto, inizio a pensare che adesso la fermerà e dovrò avvicinarmi, tutto rosso in faccia, per chiedere scusa e spiegare anche a lui tutta la storia, che è colpa dell’alzheimer e che, se a lui sta bene, adesso la metto in un sacchetto e la pago alla cassa. Lui, invece, scuotendo la testa, si gira dall’altra parte e poi ci passa accanto brontolando qualcosa. Io fingo indifferenza totale mentre mio padre inizia a ripetere come un mantra: «che vergogna, che vergogna!» Poi mia madre si ferma in fondo al reparto di frutta e verdura e, quando la raggiungiamo, chiede se vogliamo assaggiare un po’ d’uva. «Lucia, ma non lo sai che non si prende l’uva così?», la rimprovera a voce bassa mio padre. «E chi te l’ha detto? - gli risponde lei -  Dovevi vedere quante persone se la portavano via nei sacchetti...»

Seconda Storia: L'Alzhaimer mi inpediva di mettere la sveglia

"Dal momento in cui mi è stato detto che ho avevo l'Alzheimer, le cose che avevo lasciato andare non sono più riuscito a recuperarle. Ma qualcosa ho recuperato". 
Susan interviene a questo punto chiedendo al marito se sa dirle l'ora. Carl indossa un orologio molto piccolo, e solleva il polso per guardarlo. "Vuoi guardare il mio?" gli chiede Susan che ne indossa uno col quadrante più ampio. Carlo lo guarda e inizia a sussurrare qualcosa sulle lancette, quella piccola, quella lunga, quella sottile, ore, minuti secondi.
Carl smette di parlare e fissa intensamente l'orologio. Susan sembra nervosa. Nella stanza sono tutti col fiato sospeso. 
Carl passa un po 'di tempo su quella lancetta delle ore e poi inizia a contare da cinque in su in un bisbiglio attorno al quadrante dell'orologio. "5, 10, 15, 20, 25, 30, 35, 40. E' l' 1:40, giusto?"
"Sì!" urla quasi Susan con un sorriso enorme sul viso.
Anche Carl ora respira e si lascia andare in una risata.
Stasera grazie a Carl riscopriamo cosa vuol dire imparare a leggere l'ora, a tutte le età e anche con una laurea in fisica. La storia di Carl è stata raccontata da Chana Walt in una splendida puntata di This American Life che vi consigliamo di ascoltare, "It'll Make Sense When You're Older" 

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