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E. Porrino: Nuraghi, tre danze primitive sarde per orchestra
I Nuraghi di Sardegna sono costruzioni megalitiche di aspetto solenne, dell’epoca del bronzo, la cui storia è ancora avvolta nel mistero. Gli abitatori di questi nuraghi svolgevano danze propiziatrici invocando le forze occulte e primigenie della Natura. I tre brani sinfonici, indicati sotto il titolo di Nuraghi, intendono appunto rievocare il ritmo e lo spirito di queste danze primitive: Danza della Terra, Danza dell’Acqua, Danza del Fuoco.”

Chi scrive è Ennio Porrino, interessante figura di musicista nato a Cagliari nel 1910 e scomparso a Roma nel ’59. Dopo gli studi al Conservatorio romano di Santa Cecilia (dove fu allievo prediletto di Ottorino Respighi), Porrino è testimone della vita musicale italiana nei suoi molti incarichi istituzionali: titolare della cattedra di Composizione al Conservatorio di Roma, poi nominato membro effettivo dell’Accademia di Santa Cecilia e dell’Accademia Cherubini di Firenze; insegna al Conservatorio di Venezia, a Napoli è Direttore della Biblioteca Musicale S. Pietro a Majella e poi docente di Composizione nello stesso Conservatorio; infine a Cagliari Direttore del Conservatorio Palestrina (dove istituisce la cattedra di etnofonia sarda) e Direttore Artistico dell’Ente Lirico e dell’Istituzione dei Concerti. 

Porrino fu valido critico musicale pubblicista e conferenziere e, come leggiamo nel ricco sito a lui dedicato, “si dedicò alla scrittura di poesie e racconti che divennero poi testi o libretti per la sua musica”. E tutto ciò a corredo di un’attività compositiva molto apprezzata in Italia e all’estero, concretizzata in una lunga serie di applaudite esecuzioni, alcune delle quali Porrino interpretò dal podio.

Porrino opera su un doppio crinale di ispirazione: da una parte troviamo le suggestioni locali di una terra, quella sarda, letta nelle sue connotazioni più ancestrali, arcaiche e universali (“La Sardegna deve essergli grata perché con lui è entrata come mito nella storia della musica”, scriverà Pietro Sassu). 

Molte opere di Porrino si legano alla Sardegna in modo più che esplicito: dal primo lavoro Traccas al poema sinfonico Sardegna all’opera in tre atti su libretto proprio I Shardana (Gli uomini dei nuraghi), che la Rai trasmise e presentò al Premio Italia nel 1955 - Arnoldo Foà e Giorgio Albertazzi voci recitanti, Orchestra Sinfonica e Coro di Roma della Rai diretti rispettivamente da Ennio Porrino e Nino Antonellini - in forma di adattamento radiofonico col titolo Hutalabì (il grido di guerra degli antichi popoli sardi). 

Questo primo filone viene letto dalla critica più acuta come un inserimento importante di Porrino nel solco di quei musicisti europei e non solo che, da Bartòk a De Falla a Stravinskij, si volgono alle tradizioni musicali dei paesi di origine con approccio quasi scientifico (senza quasi nel caso di Bartòk) arrivando ad identificarne i nuclei musicali identitari.

La seconda visuale dalla quale l’opera di Porrino va interpretata è quella più internazionale, che intimamente si lega al sinfonismo di Respighi e alle ricerche di quegli anni, che Porrino concretizza in lavori sinfonici, da camera ed opere per il teatro come Gli Orazi (di cui lui stesso scrisse: “Questo lavoro non è melodramma, nel senso tradizionale ed ottocentesco della parola, ma un’opera teatrale moderna che sta tra l’oratorio profano e uno spettacolo sportivo”).

Difficile scrivere musica in quegli anni in Italia, con un pubblico tenacemente legato, sulla scena e non, al linguaggio del melodramma; pure, in una evoluzione interrotta dalla morte precoce, Porrino non disdegnò le incursioni – magari non programmaticamente riconosciute – in linguaggi più sperimentali come la dodecafonia, che si affaccia ad esempio nel Concerto dell’Argentarola per chitarra e orchestra. 

Nuraghi, trittico di danze composto nel 1952 e dedicato all’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, entrò subito nel repertorio di alcuni grandi direttori come Claudio Abbado che lo fecero conoscere con successo in tutto il mondo; memorabile il trionfo nel ’53 con Stokowski all’Argentina di Roma. Un successo che l’opera di Porrino, valido tramite tra più visioni e culture musicali, certo merita ancora.

Ennio Porrino
Nuraghi, tre danze primitive sarde per orchestra

 - Danza della terra (Allegro barbaro)
 - Danza dell’acqua (Lento e calmo - poco più mosso - Allegro sereno)
 - Danza del fuoco (Allegro vivo)


Orchestra “Alessandro Scarlatti” di Napoli della Rai
direttore, Ennio Porrino

Registrazione del 19 aprile 1958
 

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