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Piazza Verdi

Onniscienza

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..."Onniscienza"
"Trovo strano si possa pensare che una divinità onnipotente, onnisciente e benevola abbia preparato il mondo, da nebulose senza vita, in tanti milioni di anni, per poi ritenersi soddisfatta dall’apparizione finale di Hitler, Stalin e dalla bomba H." (Bertrand Russell)
"La gloria di colui che tutto move per l'universo penetra, e risplende in una parte più e meno altrove." (Dante Alighieri)
…"Onniscienza".

Esistono nuove generazioni che lavorano per creare forme innovative di espressione come il trentottenne pianista Andrea Manzoni che, cancellando i confini tra jazz, musica elettronica, classica, rock e pop, va delineando uno stile crossover portando le sue composizioni in una dimensione di interazione dal sapore internazionale. He knows everything è il titolo del suo terzo lavoro discografico, un album concepito per pianoforte e batteria, con un forte impatto melodico che lascia sempre spazio ad un drumming poliritmico, decostruito e progettato dal punto di vista sonoro specificatamente per queste composizioni. L'esperienza di Manzoni come compositore per il cinema, il teatro, la danza e la musica elettronica, accoppiata al lavoro di Andrea Beccaro, che lo accompagna alla batteria, apre le porte ad un progetto dalle molteplici sfumature.
Oscar De Summa, autore e attore tra i più apprezzati della scena teatrale italiana, è il nostro primo ospite teatrale con la Trilogia della provincia. Si comincia con Diario di provincia dove la noia è la sovrana di un regno bruciato in cui uomini e donne indugiano senza concludere nulla, rassegnati. Stare nella piazza deserta a guardare le cosce delle donne, bere e rubare alla luce del sole: questa è la Puglia amata e odiata raccontata da Oscar De Summa, protagonista che dice no all’asfissia dei giorni eternamente uguali, e lo fa ribellandosi ingenuamente: cambiando lavoro prima e abbigliamento dopo, inseguendo le mode del nord ma trovandosi piantato sempre nella stessa palude. Un affresco divertente dietro cui si nasconde una tragedia, un risvolto drammatico che forse rappresenta l’unica rottura a una routine che annienta ogni speranza, ogni gesto eroico. Si prosegue con Stasera sono in vena uno spettacolo ironico e amaro al tempo stesso, in cui si raccontano gli anni Ottanta: anni in cui si è formata la Sacra Corona Unita, organizzazione che ha allargato i suoi settori di investimento scoprendo che il disagio umano è una delle cose che in assoluto rendono di più sul mercato. E’ qui che fa breccia l'idea di una "Panacea per tutti i mali", una medicina che ci tolga dall'imbarazzo di vivere, è qui che fa il suo ingresso trionfale ed incontrastato "la droga". Infine con La sorella di Gesù Cristo dove una ragazza prende in mano una pistola Smith & Wesson 9 millimetri e attraversa tutto il paese per andare a sparare al ragazzo che la sera prima, il venerdì santo della passione, l’ha costretta a subire una violenza. Una ragazza che in virtù di quell’atto improvviso e inaspettato è costretta a crescere, a diventare donna, a superare gli sguardi e i pregiudizi che a questi sguardi corrispondono, superando i quali supera anche i pregiudizi stessi, come se anche questo fosse un viaggio iniziatico che dall’infanzia porta diritti nel mondo degli adulti. Si comincia dai familiari, per coinvolgere, man mano, tutti gli abitanti del paese fino a rivelare, nel profondo, la nostra società, un’italietta convinta di un progresso automatico e teso all’infinito degli anni ‘80, tutta incentrata sull’arroganza del maschio dominatore. Così questa ragazza per riprendersi il suo corpo, il suo corpo privato, è costretta a farlo pubblico, a darlo in pasto alla folla, ad assumere su di sé il suo stesso corpo sessualizzato dai maschi e dalla società contemporanea, dove l’occidente e l’oriente giocano tutto il loro potere dominante attraverso l’imposizione di visioni e divieti. Ma qual è la via per rimettere tutto al suo posto? Usare la violenza per riparare ad una violenza?
Phase duo sono Eloisa Manera (violinista, compositrice and improvvisatrice) e Stefano Greco (producer, sound designer e dj). Lei arriva dal mondo della classica, ha suonato con Mario Brunello e Herbie Hancock e la sua arte non ha confini; il mensile Musica Jazz l’ha inserita nella shortlist delle 10 donne che stanno cambiando il Jazz; lui dall’ambiente elettronico milanese con una passione sfrenata per i poliritmi, l’Africa e Mussorgsky. Hanno cominciato a suonare insieme nell’alveo del collettivo di musicisti di Musicamorfosi mescolando le loro differenti storie e background artistici. Il loro primo progetto è un mix o meglio un live remix di minimal music da Steve Reich e Terry Riley che li ha condotti a scrivere e sperimentare tra live e elettronica brani originali e minimali Raga indiani.
Paola Piacenza ci porta al cinema con Quello che non so di lei regia di Roman Polanski.
Nave Libra, il pattugliatore della Marina Italiana, è ad appena un’ora e mezza di navigazione da un barcone carico di famiglie siriane che sta affondando. Ma i comandi militari italiani sono preoccupati di dover poi trasferire i profughi sulla costa più vicina. Così non mettono a disposizione la loro unità, nonostante le numerose telefonate di soccorso e la formale e ripetuta richiesta delle Forze Armate maltesi di poter dare istruzioni alla nave italiana perché intervenga. Il peschereccio, partito dalla Libia con almeno quattrocentottanta persone, sta imbarcando acqua. Dopo cinque ore di attesa e di inutili solleciti da parte delle autorità maltesi ai colleghi italiani, il barcone si rovescia. Morirannno 268 persone, tra cui sessanta bambini. Massimiliano Loizzi con Il matto 3 – Io non sono Stato porta in scena il terzo capitolo della sua personale trilogia sull’Italia e i morti di Stato, con il suo folle processo, dissacrante, ironico e drammatico, per una nuova "inchiesta" di ordinaria follia sulle storture del "Bel Paese", dove persino Gesù Cristo, redivivo e rivoluzionario, sarà testimone chiave e accusatore. Questa volta portando alla ribalta, e quasi spingendo con violenza a prenderne parte, uno dei temi più discussi della storia della Seconda Repubblica: gli stranieri. O migranti, immigrati, extracomunitari, a seconda di come si preferisca definirli.
La Fondazione Luciana Matalon di Milano, in collaborazione con Fratelli Alinari, Fondazione per la Storia della Fotografia di Firenze, ospita la mostra del fotografo Nino De Pietro, fino al 31 marzo 2018. L’esposizione Schegge di periferie: il Neorealismo a Milano, curata da Maria Possenti, Emanuela Sesti e Italo Zannier, presenta 70 foto da pellicola negativa in bianco e nero che De Pietro, con la sua inseparabile Leica, ha scattato a Milano tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta. Ne parliamo oggi con il prof. Italo Zannier.
Pericopes+1 è il collaudato trio transatlantico formato dal sassofonista Emiliano Vernizzi, il pianista Alessandro Sgobbio e il batterista newyorkese Nick Wight. Progetto a vocazione internazionale, Pericopes+1 ha al suo attivo un’intensa attività live, cento concerti negli ultimi due anni tra US e Europa e partecipazioni a importanti festival. La musica di Legacy,il loro nuovo lavoro discografico, nasce e si sviluppa on the road, a stretto contatto con l’attività concertistica del trio. Le composizioni, tutte originali, combinano elementi jazz e sonorità post-rock e elettriche, una formula che ha suscitato l’interesse della critica più attenta ai nuovi percorsi del jazz made in Italy. Con loro chiudiamo questa puntata.

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