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Stereonotte

Confini immaginari bluesy e tropicali, tra folk dolente e innovazioni ritmiche.

Confini immaginari  bluesy e tropicali, tra folk dolente e innovazioni ritmiche.
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Confini immaginari bluesy e tropicali svelano i nuovi Eels, Jack White e Josh T. Pearson. Planano nella seconda parte tra il folk dolente di Sixto Rodriguez e le innovazioni ritmiche di Talking Heads e LCD Soundsystem. Approdano infine in una dimensione altermundista, tra Sudamerica, Congo, Siria e Palestina. Con Mauro Zanda.

La SCALETTA di Stereonotte – 21 gennaio 2018

Confini immaginari con Mauro Zanda

PT. I

•          Beastie Boys "Sabotage"

•          Josh T. Pearson "Straight To The Top!"

•          Jack White "Connected By Love"

•          Nathaniel Rateliff & The Night Sweats "You Worry Me"

•          Eels "Deconstruction"

•          Car Seat Headrest "Nervous Young Inhumans"

•          Beck "Devil's Haircut"

 

PT. II  

•          Sixto Rodriguez "Cause"

•          Bill Withers "Use me"

•          Tim Buckley "Sweet Surrender"

•          Marlon Williams feat. Aldous Harding "Nobody Gets What They Want Anymore"

•          Sufjan Stevens "Tonya Harding (In D major)"

•          Tune-Yards "Heart Attack"

•          LCD Soundsystem "Dance Yrself Clean"

•          Talking Heads "Big Business/I Zimbra (Live)"

 

PT. III

            DISCO DELLA SETTIMANA Bomba Estéreo "Duele" (da Ayo, consigliato da Max De Tomassi)

.

•          Chancha Via Circuito "Jardines ft. Lido Pimienta"

•          Ondatropica "Tiene Sabor, Tiene Sazón"

•          TootArd "Laissez Passer"

•          Bjork "Crystalline (Omar Souleyman Remix)"

•          47Soul "Mo Light"

•          Tshegue "When You Walk"

•          Seun Kuti & Egypt 80 "Black Times (feat. Carlos Santana)"

•          Fela Kuti "Water No Get Enemy"

 

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04/07/2020

A cura di Andrea Cacciagrano

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03/07/2020

"La maledizione dello Zeppelin" Il 5 Luglio del 1971 sul palco del Vigorelli di Milano sale il golden boy di Monghidoro: Gianni Morandi. La folla esplode in un boato, il suo manager tira un respiro di sollievo, sapeva che il suo in fondo era un cavallo di razza, di quelli che non deludono mai. Aveva ragione da vendere, ma se parliamo di cavalli di razza, quello era l'ippodromo sbagliato. Il boato era di disapprovazione totale. Gianni Morandi lo sapeva perfettamente. Tempo zero e venne travolto da una pioggia di pomodori e lattine di birra. Il problema non era lui, si trovava semplicemente nel posto sbagliato, un antilope caduta nella fossa dei leoni: da un lato giovanissimi contestatori che cavalcando la tigre della cultura volevano vedere concerti gratis e dall'altro poliziotti pronti con manganellate ad impedirglielo. La tensione era altissima. C'erano migliaia di persone con il naso all'insù in trepidante attesa dell'arrivo di un fantomatico dirigibile britannico. Si chiamava Led Zeppelin, sembrava invincibile e nessuno poteva immaginare, come cantò Demetrio Stratos qualche anno dopo, che un rumore d'acciaio lo fece cadere. La maledizione dello Zeppelin, come non ve l'hanno mai raccontata,

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02/07/2020

Madchester, la pazza capitale del pop rivoluzionario! Dai giorni di punk e post-punk la città del nord dell'Inghilterra si è trasformata dalla ex capitale della rivoluzione industriale in declino alla capitale della musica leggera più moderna e indipendente. Pur mantenendo uno spirito ribelle e alternativo ha sfornato dozzine di hit mondiali, artisti e band di culto che rimangono nel cuore dei music fan Lele Sacchi questa notte si concentra sul periodo in cui la città venne chiamata MADCHESTER fra fine '80 e inizii '90, quando la 'madness' che arrivava dalla nuova scena clubbing dance con epicentro l'Hacienda si mischiava con i sound più tradizionalmente brit della 'Manchester' punk e indie. Partiamo dai Joy Division per arrivare a quel periodo perchè il lungo filo rosso della storia del pop di Manchester va sempre dipanato dal principio e in questo caso dalla band il cui debutto ha appena compiuto 40 anni.

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30/06/2020

I se e i ma | Certe congiunzioni non fanno la storia ma la rendono sicuramente più immaginifica; pensa a cosa avrebbero potuto combinare Janis Joplin, Buddy Holly, Jimi Hendrix o Jim Morrison se fossero ancora vivi. Quali percorsi sonori avrebbero intrapreso? Funk, folk, blues o un'immersione totale nel cinema o nella poesia? E pensa anche che tutto quello che stai immaginando, magari non sarebbe accaduto.

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