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Piazza Verdi

Sul cominciare

Sul cominciare
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Oggi puntiamo "Sul Cominciare"

Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile.(Francesco d’Assisi) Qualunque cosa sogni d’intraprendere, cominciala. L’audacia ha del genio, del potere, della magia. (Goethe).
E per finire oggi puntiamo "Sul Cominciare".
In tutto il mondo l’acqua è stata privatizzata. Ormai da dieci anni, fiumi, laghi e sorgenti sono sorvegliati dalle guardie armate del governo, che non permettono a nessuno di avvicinarsi alle fonti idriche. Il divario tra ricchi e poveri è allarmante e mentre i primi vivono all’interno delle così dette recinzioni, ovvero città recintate da filo spinato e sorvegliate da telecamere di sicurezza, i secondi tentano di sopravvivere al di fuori di esse lottando ogni giorno contro la mancanza di cibo e di acqua. In un parcheggio abbandonato e degradato dietro ad un cimitero periferico, sorge una micro comunità di senzatetto, all’interno della quale sono parcheggiate due roulotte fatiscenti. Nella prima ci vivono tre fratelli orfani: Caio, ex prete nichilista e depresso, Achille, sordomuto e irrequieto, e Olga, la sorella maggiore, obesa e con un occhio solo. Nell’altra roulotte ci vive Mezzaluna, precario compagno di lei, un musulmano, immigrato in Italia ormai da dieci anni, che per sopravvivere seppellisce rifiuti tossici per un’associazione criminale di giorno e lavora come ambulante di notte. Presto alla comunità, già logorata da continui conflitti razziali ed interpersonali per la sopravvivenza, si aggiungerà Aldo, un medio borghese, elegante e maturo, che dopo un grave problema famigliare si è ritrovato a dormire per strada. Ma a sconvolgere il già precario equilibrio di questa comunità sarà Nina, una ragazza ribelle e indomabile, un’anima sospesa ed imprevedibile, che si rivelerà al tempo stesso, il più grande dei loro problemi e la chiave per il loro riscatto sociale. Questo il "plot" di "Cous Cous Klan" il nuovo lavoro teatrale di Carozzeria Orfeo che ancora una volta è impegnata a fotografare senza fronzoli un’umanità socialmente instabile, carica di nevrosi e debolezze, attraverso un occhio sempre lucido, divertito e, soprattutto, innamorato dei personaggi che racconta.
"Human see, human do" il nuovo lavoro di Luca Dell’Anna Quartet fa il verso all’espressione gergale americana "monkey see, monkey do", già ribaltata nella scena del vecchio "il pianeta delle scimmie" dai carcerieri scimmia nei confronti di Charlton Heston in gabbia. L’espressione si riferirebbe alla stupidità del ripetere le cose a pappagallo senza pensare, tuttavia nel processo creativo il pensiero è spesso un ostacolo, un peso di cui liberarsi per lasciare fluire le idee. Il ribaltamento della frase originale è quindi inteso anche in questo senso. Proprio da un impulso di "fare senza pensare" parte tutto questo progetto: da un invito ad un festival e da una serie di circostanze favorevoli si è verificata una sorta di allineamento di pianeti per cui è stato immediatamente chiaro quali fossero le persone da coinvolgere e con altrettanta naturalezza è stato chiaro che questa singola occasione dovesse trasformarsi in un progetto più concreto.
Oggi li ascoltiamo dal vivo nel nostro auditorium.
A un secolo dalla sua nascita, torna in scena il celebre personaggio di Sergio Tofano, animando, da protagonista, la commedia "Una losca congiura, ovvero Barbariccia contro Bonaventura" La Compagnia del Teatro Alkaest presenta questa esilarante avventura in chiave contemporanea, al Teatro Arsenale.
Sul palcoscenico si incrociano gli attori e l’elettronica digitale, creando un’inedita scatola magica multimediale fatta di testo, immagini e musica. Il Signor Bonaventura appare sulle pagine del Corriere dei Piccoli il 28 ottobre del 1917, raggiungendo una vastissima popolarità. Nasce dalla penna di uno dei più grandi attori italiani, Sergio Tofano, in arte Sto, anche scrittore, disegnatore, caricaturista, creatore di immagini per la moda e la pubblicità. Utilizzando i suoi versi accurati, disseminati con discrezione di qualche parola inconsueta e di qualche rima acrobatica, la compagnia del Teatro Alkaest si reimmerge nell’immaginario di quell’ometto dal cappello rosso e dai pantaloni bianchi, per farne uno spettacolo contemporaneo per bambini e adulti. Oggi tutto il cast è nostro gradito ospite.
Paola Piacenza ci porta al cinema con "Napoli velata" di Ferzan Ozpetek.
Ludwig van Beethoven fu uno dei più grandi geni musicali mai esistiti.
Non si può comprendere il genio con occhi normali, non rientra in nessuna categoria e la sua complessità non si può afferrare. Indagarne la vita vuol dire accostarsi ad altezze umanamente insolite, rubarne per un istante la grandezza e la follia per raggiungere ebrezze ed emozioni insperate. Così, partendo da una passione antica, Corrado D’Elia si accosta a Beethoven con emozione per indagarne i tanti misteri, la sordità, i rapporti col padre e con il suo tempo, il suo talento, gli amori, profondi e contrastati, le sue durezze e soprattutto la sua musica, la sua musica immortale. E quella Nona Sinfonia, quei quattro movimenti così conosciuti e amati che hanno cambiato la storia della musica per sempre. Lo spettacolo "Io, Ludwig van Beethoven" fa parte degli Album di Corrado D'Elia, eventi scenici quasi intimi, privati, come potrebbe esserlo un album di vecchie fotografie da mostrare con pudore. Sono racconti di passioni, percorsi poetici che ogni volta coinvolgono ed emozionano, sospendendo il tempo, in uno stato di totale condivisione con il pubblico.
Il Castello Sforzesco di Milano propone diverse attività per adulti, bambini e famiglie nel periodo delle festività natalizie, ne parliamo con Fiorella Mattio (Conservatore dei beni culturali - Direzione Area Soprintendenza Castello, Musei Archeologici e Musei Storici - Resp. Ufficio Sviluppo Musei e Comunicazione).
Clock’s Pointer Dance è un quintetto costituito da una frontline (Paolo Malacarne, tromba; Andrea Catagnoli, sax contralto; Andrea Baronchelli, trombone), riconducibile a sonorità jazzistiche, e una sezione ritmica di origine marcatamente rock (Michele Bonifati, chitarra; Filippo Sala, batteria). Il quintetto si è formato in occasione del primo JAZZ(s)RA Forum di Annecy, Francia, nell’ottobre 2015 dove ha rappresentato l’Italia e la regione Lombardia, all’interno del progetto europeo Erasmus+, in un’importante occasione di scambio e confronto tra giovani musicisti emergenti di diversi paesi europei (Francia, Germania, Spagna e Italia). In quest’occasione il progetto ha suscitato riscontri entusiastici da parte del pubblico e della critica. L’omonimo primo album, registrato a dicembre dello scorso anno, è stato pubblicato il 28 giugno 2017. L’album contiene tutti brani originali a firma dei 5 musicisti che rappresentano uno sguardo contemporaneo sul jazz, sintesi delle diverse sensibilità musicali dei componenti della formazione.
Oggi sul finire di questo anno, sul finire della nostra puntata di fine anno li ascoltiamo dal vivo "sul cominciare" della loro carriera.

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