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Piazza Verdi

2 dicembre 2017 "Profondità"

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Il luogo dove musica, teatro, danza, cinema e arte si incontrano. Musicisti e cantanti pronti a donarsi al nostro pubblico in esclusive esibizioni dal vivo. Attori e registi illustrano ed interpretano brani tratti dalle piece in tournee nel nostro paese. Ritratti dei più grandi e affermati coreografi ed étoiles della danza mondiale. Le testimonianze dei protagonisti del mondo delle arti plastiche e figurative. Il film della settimana in una minuziosa recensione. Un programma di Elio Sabella In redazione e in regia Lilli Minutello In conduzione Maya Giudici | Oliviero Ponte di Pino - indirizzo di posta elettronica: piazzaverdi@rai.it

L’altezza è profondità, l’abisso è luce inaccessa, la tenebra è chiarezza.(Giordano Bruno)
Il pubblico scambia facilmente colui che pesca nel torbido con colui che attinge dal profondo
(Friedrich Nietzsche).
Oggi ci immergiamo in “Profondità”.

 

Luca D’Alberto è un compositore classico, arrangiatore d’archi e poli strumentista dal cuore italiano. D’Alberto, con il suo approccio innovativo, dimostra fino a che punto uno strumento tradizionale possa essere sfruttato, fa musica intensamente vera, struggente, pensata per trasportare l’ascoltatore in un altro luogo: una musica che è un antidoto al rumore della vita moderna e una rara occasione di riflessione. Oggi abbiamo l’onore di aprire la nostra puntata presentando il suo nuovo lavoro discografico. Guidato da linee di piano ed accordi di violino Endless, questo il titolo, è un tuffo nella “profondità” di territori lontani, panorami cinematografici ed eterei. Prodotto da Martyn Heyne (Tiny Ruins, The National) e Henrik Schwarz, il nuovo album ricorda ancora una volta il potenziale proprio della musica di trasformarsi in emozione. Un disco che cattura con la una delicata attenzione ai dettagli e poi conquista l’ascoltatore con la sua tranquilla intensità. La sua musica è viscerale, con una vita tutta sua, cinematica eppure anche personale.
Tutti gli strumenti all’interno di Endless (viola, violino, violoncello, viola elettrica e piano) sono suonati da Luca D’Alberto, ma nelle esecuzioni che oggi presenterà dal vivo terrà per se il violino e la viola facendosi accompagnare da Federica Vecchio al violoncello e da Simone Temporali al pianoforte.

 

In Casca la terra, lo spettacolo del gruppo Guinea Pigs che oggi presentiamo, “sprofondiamo” in uno spazio e in un tempo post-industriale. Un mondo che continua ad andare avanti, in cui la gente continua a lavorare e a fare figli. Un mondo apparentemente fermo, quello dentro, dove tutto accade in un giorno, e lo stesso giorno è un mese, sette, otto, nove, un anno. In questa vita seduta, che si ripete nella continua sensazione di un dejà vu, stanno quattro personaggi: due “vecchi” di trent'anni e due giovani ventenni. I due “vecchi”, Raquel e Adrian non si lasciano andare, continuano a pensare alle cose che hanno perduto in cerca del modo per riconciliarsi e congedarsi per sempre. Lui morto suicida dopo essere stato licenziato, rimprovera a lei di non avere mai accettato il suo amore per il lavoro; lei, costretta da un incidente su una sedia a rotelle, lo accusa di avere sempre amato di più la sua postazione da call center di lei. Quel che divide Magdalaine e Jona, i due giovani, invece, non è il lavoro, bensì l’attesa di un figlio che non arriva, che non c’è, e che forse non può esserci, se non escogitando un piano e mettendolo in pratica con fede e abnegazione. Il figlio che aspettano, lo sognano diverso da tutti: il nuovo Messia che cambierà le sorti dell'umanità, un Redentore moderno che possa finalmente dare un senso ai giorni passati e a quelli a venire. In quest’attesa si intrecciano offese, incomprensioni, minacce, nel tentativo reciproco di prevalere sull’ altro, di non darla vinta, di avere l’ultima parola. Con noi oggi tutto il cast.

 

“Com’è profondo il mare” cantava Lucio Dalla. Un report in forma di concerto su Giusi Nicolini, Sindaco di Lampedusa, e sull’esercizio del potere nell’isola degli sbarchi e delle tartarughe, un luogo diventato emblema del confine, ribalta per la rappresentazione delle politiche europee. Della mano che cura e di quella che colpisce. Nell’isola coesistono, non senza emblematiche difficoltà, le locali opposte fazioni che si sfiorano sul livello umano, le contrapposizioni geopolitiche storicamente connesse ai colonialismi, gli accadimenti e gli immaginari contemporanei e il desiderio di perseguire una vita fatta di pesca, buon turismo e accoglienza pacifica degli isolani. Isola e sogna, di e con Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi con Giorgia Sangineto e Marco Mochi Sismondi musiche di Vittoria Burattini (percussioni), Mauro Sommavilla (elettronica, chitarra) e Vincenzo Scorza (elettronica), porta in scena le parole accese degli abitanti di Lampedusa, di Giusi Nicolini, di chi ha descritto lei e di chi ha descritto la sua isola; e ne fa una questione di ritmo, di timbrica e di sensi contrapposti.

 

Luca Mosso ci porta al cinema con Happy End regia di Michael Haneke.

 

Il Festival Exister sostiene e promuove da sempre le giovani compagnie ed artisti del circuito Anticorpi XL. Durante questa decima edizione sono presentati le creazioni di Luna Cenere e Olimpia Fortuni  accompagnate da una creazione di Marco Chenevier. Proprio quest’ultimo sarà oggi nostro ospite per presentarci Questo lavoro sull'arancia sua coreografia che prosegue la ricerca iniziata con Quintetto, interrogandosi sul dispositivo scenico e sul linguaggio della danza contemporanea. Strizzando l'occhio al film Arancia Meccanica di Stanley Kubrick, Marco Chenevier crea sulla scena un cortocircuito tra danzatori e spettatori, richiamando il pubblico ad assumersi le proprie responsabilità, all’interno di un esilarante gioco di ruoli. Il lavoro, creato con il mentoring di Roberto Castello e Roberta Nicolai, vede in scena i danzatori Marco Chenevier e Alessia Pinto.

 

L'edizione 2017 di Filmaker International Film Festival, in programma fino al 10 dicembre a Milano presso lo Spazio Oberdan, l’Arcobaleno Film Center e la Casa del Pane, pone al suo centro, come sempre, il cinema documentario e “di ricerca”: un’identità netta e riconoscibile che da quasi quarant’anni fa di Filmmaker, all’interno di un panorama nazionale affollato di appuntamenti, un punto di riferimento certo per chi vuole scoprire e sostenere nuovi autori, nuove forme cinematografiche, nuove relazioni con il pubblico. E non è un caso che tra i “nuovi” autori portati per la prima volta all’attenzione degli spettatori italiani, figurino nomi diventati col tempo degli autentici “classici”, da Ulrich Seidl a Frederick Wiseman, da Rithy Panh a Errol Morris. Oggi, grazie a Cristina Piccino che fa parte del  gruppo di selezione, incontreremo Lech Kowalski regista di I Pay for Your story film che sarà presentato stasera.

 

Il "solo piano", per la musica con improvvisazione, è un punto d'arrivo di assoluta importanza per un pianista, una situazione tra le più delicate in assoluto, musicalmente parlando, in quanto, in questa dimensione, il musicista si mette a nudo, si priva di nascondigli scendendo nelle sue più intime “profondità”. Si pone in dialogo con l'ascoltatore ed è necessario essere assolutamente sinceri nel materiale esposto e nella maniera di esporlo, bisogna essere sé stessi. Ma al tempo stesso è assolutamente intrigante e stimolante non solo per la parte individuale, relativa al "divertimento" dell'esecutore ma anche per la partecipazione emotiva dell'ascoltatore che viene guidato da chi suona, preso per mano e accompagnato in viaggio, viene fatto partecipe dei rischi che l'esecutore decide di prendere e ne condivide le emozioni. Il musicista descrive se stesso e la musica è un linguaggio che non lascia scampo a falsità: rispecchia totalmente ciò che si è. Autoritratto è il titolo del lavoro discografico di Oscar Del Barba per piano solo e che oggi conl’esecuzione dal vivo di alcuni estratti chiuderà la nostra puntata.

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