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Jane Austen | La serenità dell'isolamento

Jane Austen | La serenità dell'isolamento
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"Tutto ciò che usciva dalla sua penna era compiuto, su ogni argomento sapeva esprimersi con precisione pari alla chiarezza delle sue idee"

Florinda Fiamma racconta la vita di Jane Austen

Jane Austen vive in completo isolamento dal mondo letterario; non si conoscono né lettere né incontri personali con nessun autore a lei contemporaneo. Tutto ciò che ha scritto è stato creato nel suo salotto senza confrontarsi con altri intellettuali e scrittori. Persino durante gli ultimi anni della sua vita, quando le sue opere stavano crescendo nella stima del pubblico, non amplia la cerchia delle sue conoscenze e pochi dei suoi lettori conoscono il suo nome. Jane Austen non viaggiò mai, non attraversò mai Londra in bus, né fece colazione da sola in un locale pubblico. Il suo talento e il suo stile di vita si combinavano alla perfezione.

Jane Austen poco prima di compiere 40 anni inizia ad avere sintomi di una malattia sconosciuta, probabilmente al sistema endocrino. Jane è solita stare spesso sdraiata dopo pranzo. E anche sua madre lo faceva, a volte di pomeriggio, a volte di sera, non in un momento preciso della giornata. Siccome c'era un solo divano nella stanza, Jane si sdraiava su tre sedie che sistemava per sé con dei cuscini, anche se non sembrava una sistemazione comoda. Lo chiamava il suo divano, e persino quando l'altro, quello vero, era libero non lo occupava mai. Sembrava voler far credere di preferire le sedie, per lasciarlo libero a sua madre. Negli ultimi mesi era molto pallida, la voce era debole e bassa, e sembrava debilitata e sofferente. È di quei giorni una lettera che Jane scrive alla nipote in cui dice di aver finito un altro romanzo, Persuasione, ma che il dolore le impedisce di scrivere ancora. Suo nipote James Austen Leigh racconta così i suoi ultimi giorni: “Mai venne meno la dolcezza del suo carattere. Era riguardosa e grata verso tutti quelli che l’accudivano. Quando arrivò la fine crollò rapidamente e quando qualcuno le chiese cosa desiderasse rispose “niente altro che morire””. Jane Austen muore il 18 luglio del 1817 e viene sepolta al centro della navata a nord della cattedrale di Winchester.

Pochi mesi dopo la sua morte, suo fratello rivela al pubblico l’identità di Jane insieme alla pubblicazione di due romanzi postumi, L’abbazia di Northanger e Persuasione e scrive questo appunto: “Tutto ciò che usciva dalla sua penna era compiuto, su ogni argomento sapeva esprimersi con precisione pari alla chiarezza delle sue idee”. Sono gli anni in cui finalmente sempre più donne impugnano la penna con sicurezza, forse anche per merito di una signorina di provincia riservata e sovversiva insieme. Virginia Woof scrive su Jane Austen, ritenendola la più alta tra le scrittrici, l’autrice i cui libri saranno immortali e dice che è morta “proprio quando aveva cominciato a nutrire fiducia nel proprio successo”.

 

Da leggere, per approfondire

Niente donne perfette, per favore di Jane Austen, (L’Orma Editore)

Jane Austen di Virginia Woolf (Elliott)

Ricordo di Jane Austen di James Edward Austen-Leigh, a cura di  Giuseppe Ierolli (Elliot)

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