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Jane Austen | Niente donne perfette, per favore

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"Preferisco le persone poco gradevoli, mi risparmiano la fatica di doverle amare".

Florinda Fiamma racconta la vita di Jane Austen

Un pezzetto d’avorio su cui lavoro con un pennellino tanto fine da produrre ben poco effetto nonostante tutta la fatica”, così Jane Austen descrive il suo mestiere di scrittrice. Un pennellino con cui racconta le complesse relazioni tra emozioni private e società. La Austen teme di non essere originale, tanto che all’indomani dell’uscita di Ragione e sentimento cerca con trepidazione il romanzo di una contemporanea, Mary Brunton, dal titolo Self Control, perché ha paura di scoprirci trame e personaggi simili ai suoi. Ma poi si conforta e nel 1816 in un’altra lettera scrive: “Devo rimanere fedele al mio stile e proseguire a modo mio per la mia strada”. L’uso di scrivere romanzi era diffuso tra le giovani donne dell’Inghilterra vittoriana e non costituiva un ostacolo al matrimonio, a patto di restare solo un divertimento, senza ambizioni letterarie, che invece Jane Austen ha e continua a scrivere e a pubblicare. Il 29 gennaio1813 confessa a sua sorella in una lettera: “Cara Cassandra, sono felice di annunciarti che da Londra è finalmente arrivato il mio caro bambino: ho ricevuto una copia di Orgoglio e pregiudizio via diligenza”.

Jane Austen ha scritto sei romanzi, moltissimi racconti e oltre 3000 lettere, anche se a noi ne sono arrivate solo 160, perché sua sorella Cassandra ha gettato nel camino tutte le altre per timore che Jane, ormai famosa, dopo la sua morte potesse diventare oggetto di curiosità. Nell’epistolario le sorelle Austen parlano di balli, abiti e frivolezze, e anche di loro stesse, che alle feste danzanti si vestono di tutto punto e indossano cuffiette nuove di zecca. Nelle lettere Jane fa degli ironici resoconti di feste, e caustici apprezzamenti di abiti e critica alcuni cliché della buona società di provinciali. Sempre ironicamente chiosa: “Preferisco le persone poco gradevoli, mi risparmiano la fatica di doverle amare”. 

E in una lettera alla sua amata nipote Fanny, mentre parla di trame di romanzi e scimmiotta i comportamenti di eroine esemplari, commenta: “Niente donne perfette, per favore, come sai, mi danno il volta stomaco”. Del resto c’è chi ritiene che Emma Woodhouse, protagonista del suo romanzo Emma, sia la prima eroina moderna, perché è dotata di amor proprio, esattamente come Jane Austen, che l’ha creata. La Austen nei suoi romanzi racconta di matrimoni e amori ma lei non si è mai sposata. Pare abbia avuto una forte delusione amorosa a vent’anni, dopo il corteggiamento di Tom Lefroy, un giovane irlandese di cui lei si invaghisce. A impedire l’unione dei due ragazzi fu la loro diversa estrazione economica e sociale, visto che lei era priva di dote. E Jane sceglie un’esistenza familiare, e dedicata alla scrittura.

 

Da leggere, per approfondire

Niente donne perfette, per favore di Jane Austen, (L’Orma Editore)

Jane Austen di Virginia Woolf (Elliott)

Ricordo di Jane Austen di James Edward Austen-Leigh, a cura di  Giuseppe Ierolli (Elliot)

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