Benvenuto in RaiPlay Radio. Questa la legenda per navigare tra i contenuti tramite tastiera. I link principali corrispondenti alle varie sezioni del giornale sono stati associati a tasti di scelta rapida da tastiera. Premere ALT + la lettera o il numero desiderat0 + INVIO: ALT + 1 = Vai al canale Rai Radio 1
ALT + 2 = Vai al canale Rai Radio 2
ALT + 3 = Vai al canale Rai Radio 3
ALT + 4 = Vai al canale Rai Radio Tutta Italiana
ALT + 5 = Vai al canale Rai Radio Classica
ALT + 6 = Vai al canale Rai Radio Techetè
ALT + 7 = Vai al canale Rai Radio Live
ALT + 8 = Vai al canale Rai Radio Kids
ALT + 9 = Vai al canale Isoradio
ALT + 0 = Vai al canale Gr Parlamento
ALT + P = Play - ascolta la radio

Prima pagina

La nostra partita in Europa è dare risposte più chiare

La nostra partita in Europa  è dare risposte più chiare
Ascolta l'audio

Per l’Europa il 2017, l’anno di tutte le paure elettorali, sembra non finire mai. Otto mesi fa in Olanda andò bene, e subito dopo, in maggio, venne la cruciale vittoria di Macron in Francia. La Ue si salvò allora da morte certa, ma si può rimanere vivi e paralizzati, ed è proprio questo il pericolo che incombe oggi sull’Europa. I tedeschi hanno votato in ottobre con minori preoccupazioni dopo la messa in sicurezza del partner francese, e il risultato, oltre ad aprire le porte del Bundestag all’estrema destra, ha costretto Angela Merkel a trattare con verdi e liberali per la formazione del nuovo governo. Trattative che entrano proprio oggi in una fase non più soltanto esplorativa. Babbo Natale porterà in dono il nuovo esecutivo, oppure dovremo aspettare la Befana e oltre? L’unica certezza è che la Cancelliera sarà più condizionata di quanto lo fosse dai socialdemocratici, nei rapporti con Washington, in quelli con la Russia, ma soprattutto, e la cosa ci interessa, nella difesa del rigore finanziario e nella contrarietà al concetto, spesso leggendario, della «Germania che paga per tutti». Noi italiani avremo forse nostalgia di Wolfgang Schäuble, diventato presidente del Bundestag? Più che possibile.

E per rimanere in tema di elezioni, come dimenticare l’Austria dove l’europeista Sebastian Kurz vuole governare assieme all’ultradestra dell’antieuropeista Strache? Sarà a favore della Ue, l’inevitabile compromesso per il quale si tratta ancora? E dove andrà la Repubblica Ceca sotto la guida del magnate Andrej Babis, privo di orientamenti ben definiti? In Europa, lo si è visto anche ma non soltanto in Austria, sembrano avanzare verso ovest i confini del gruppo di Visegrad (Polonia, Ungheria, Rep. Ceca e Slovacchia) e delle Repubbliche Baltiche, il loro iper-nazionalismo, il loro rifiuto di passare dalla «chiesa» di Mosca a quella, temuta più che reale, di Bruxelles. Il progetto sulla redistribuzione dei rifugiati dall’Italia e dalla Grecia, peraltro poco rispettato anche da altri soci, dimostra una ferma volontà di questi Paesi di fare da sé, rimanendo però beneficiari dei generosi finanziamenti comunitari. Si va prospettando una «Europa separata» all’interno dell’Europa, e questa formula subdola quanto interessata è oggi certamente più insidiosa per la Ue della Brexit britannica. Che scuote quasi quotidianamente il governo di Londra, moltiplica le preoccupazioni degli stessi britannici per la loro economia, e non trova di sicuro un elemento di consolazione quando Theresa May indica con simbolico decisionismo la data-limite del divorzio sulla Manica.

 Una citazione in questo cahier de doléancesspetta di diritto alla Catalogna, e non soltanto perché Puigdemont si è rifugiato a Bruxelles. Sin qui l’Europa non è in alcun modo intervenuta nella questione interna spagnola, e ha fatto bene. Ma se gli eccessi di Rajoy (gli arresti dei rappresentanti indipendentisti) faranno perdere a Madrid le elezioni del 21 dicembre, l’Europa non potrà più evitare una mediazione capace di portare, nel migliore dei casi, a negoziati su un allargamento dell’autonomia catalana e non più all’indipendenza. Con l’aggravante che potrebbe essere troppo tardi per discutere. Le abbiamo lasciate volontariamente per ultime, le elezioni italiane previste per marzo che si iscrivono a pieno titolo nella cornice di una Europa sopravvissuta sì, ma ancora preda delle sue infermità. [...]

continua sul Corriere delle Sera

Ultime Puntate e Podcast

Ascolta Sudan, golpe dei militari: arrestato il premier Hamdok. Sangue sulle proteste
  • Ascolta
  • Podcast
  • Opzioni
Ascolta Chi ha fatto danni non faccia spallucce

Chi ha fatto danni non faccia spallucce

25/10/2021

Alla fine il nuovo amministratore delegato di Unicredit ha alzato l'asticella ad un livello tale che il Tesoro ha dovuto rompere le trattative per la cessione del Monte dei Paschi di Siena

  • Ascolta
  • Podcast
  • Opzioni
Ascolta La provocazione di Erdogan, cacciati 10 ambasciatori occidentali
  • Ascolta
  • Podcast
  • Opzioni
Ascolta Bonus edilizi, proroghe ma con aliquote ridotte

Bonus edilizi, proroghe ma con aliquote ridotte

23/10/2021

Con Enrico Fontana

  • Ascolta
  • Podcast
  • Opzioni

Caricamento...

Ascolta le dirette

Rai Radio 1

Rai Radio 2

Rai Radio 3

Rai Isoradio

Rai Radio 1 Sport

Rai Radio 2 Indie

Rai Radio 3 Classica

Rai Radio GR Parlamento

Rai Radio Kids

Rai Radio Live

Rai Radio Techetè

Rai Radio Tutta Italiana

Canali Overview
Apri lista canali

Riproduzione casuale Audio precedente Indietro di 15 secondi Ascolta Audio successivo Avanti di 15 secondi Ripeti
VolumeVolume off

Riproduzione casuale Audio precedente Indietro di 15 secondi Ascolta la diretta Avanti di 15 secondi Audio successivo Ripeti
VolumeVolume off Apri il player
Nessun risultato per