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Piazza Verdi

11 novembre 2017 "Squarci poetici"

11 novembre 2017
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“Chi se io gridassi mi udirebbe mai dalle schiere degli angeli ed anche se uno di loro al cuore mi prendesse, io verrei meno per la sua più forte presenza. Perchè il bello è solo l’inizio del tremendo, che sopportiamo appena, e il bello lo ammiriamo così perchè incurante disdegna di distruggerci. Ogni angelo è tremendo.” (Rainer Maria Rilke) Oggi viaggiamo tra “Squarci poetici”.

 

Iniziamo con l’annuncio delle nomination ai prossimi UBU2017, l’appuntamento con i premi più ambiti del teatro nazionale giunto alla 40esima edizione.


L’infanzia dell’Alta Sicurezza è il risultato di un laboratorio di teatro partecipato di Mimmo Sorrentino iniziato due anni fa con otto attrici detenute nel carcere di Vigevano e finalizzato, come recita l’art. 27 della Costituzione, “…alla rieducazione del condannato”.
Un teatro pertanto pensato per chi lo fa e non per chi lo vede. Poi è accaduto che L’infanzia dell’alta sicurezza è diventato uno spettacolo evento. In un anno oltre 40 repliche nel carcere di Vigevano con la presenza di oltre 6.000 persone. Laboratorio dopo laboratorio, spettacolo dopo spettacolo, queste donne, alcune con cognomi pesanti, hanno iniziato un po’ alla volta ad aprire i cassetti della loro esistenza partendo dalle loro infanzie. In questo modo si sono date la possibilità di accedere al loro dolore. Di togliersi le maschere delle carnefici e delle vittime.
Si sono aperti squarci di umanità. Prodotto poesia in persone e contesti dove la poesia era stata bandita, violentata, cancellata. Lo spettacolo sarà rappresentato al teatro Palladium di Roma il 15 novembre nell’ambito del Festival Destini Incrociati.

 

“Non ci sono più i pianisti di una volta”: quante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase da chi rimpiange una sorta di gigantesca Golden Age del pianoforte che va da Liszt e Chopin fino a Horowitz e Benedetti Michelangeli? Eppure, musicisti e interpreti che oggi mitizziamo furono a loro volta contestati o addirittura sbeffeggiati. Il libro Da Benedetti Michelangeli alla Argerich. Trent'anni con i grandi pianisti ha l'obiettivo di definire un quadro dei pianisti classici della nostra epoca, con spirito critico ma senza insensati disfattismi.
A narrarla Luca Ciammarughi, egli stesso pianista, conduttore radiofonico e critico musicale, profondamente innamorato della musica e del pianoforte. L'autore ha l'ambizione di delineare una storia contemporanea dell'interpretazione pianistica: ben sapendo però quanto sia difficile individuare ciò che lascerà un segno e ciò che invece rimarrà inesorabilmente confinato a un'epoca o a mode passeggere. Dello stesso autore anche il volume Le ultime Sonate di Schubert. Contesto, testo, interpretazione primo studio italiano approfondito sulle ultime tre Sonate di Schubert, contesto storico e biografico in cui queste opere nacquero, l'analisi dettagliata di ogni Sonata e in ultimo la storia dell'interpretazione attraverso la discografia, da Schnabel e Erdmann fino ai giovani pianisti dei giorni nostri.
Incontriamo l’autore e il pianista Luca Ciammarughi anche in occasione di alcuni concerti che lo vedranno prossimamente protagonista.

 

Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa con il nuovo spettacolo Amelia la strega che ammalia and friends” evocano lo spirito e la potenza creativa di tre grandi donne, scrittrici e poetesse, provando ad entrare nella loro "caverna sentimentale". Anche per raccontarne la vita e il destino. Sul palco prenderanno forma e si intrecceranno le voci, le pulsioni e i sogni di Emily Dickinson, Sylvia Plath, Amelia Rosselli e altri "amici”. I Marcido tentano qui d'imbastir coi versi un'opera di Teatro; di assumere cioè col carico verbale, fonico, della partitura testuale, anche quella misteriosa significazione, che né voce né tecnica, e neanche la cosiddetta "musicalità", possono, sole, far emergere in tutta la sua fremente ambiguità ontologica: si sta parlando di quel mistero sostanzialmente di natura erotica che per I Marcido fonda, giustificandolo storicamente ancora, il Teatro, certo quando è grande, certo quando è Tentativo!

 

Luca Mosso traccia un parallelo cinematografico tra The Square regia di Ruben Östlund e The Place regia di Paolo Genovese.

 

Capolavoro del decadentismo di fine secolo, Salomè scritto da Oscar Wilde nel 1891 e successivamente musicato da Richard Strauss, venne rappresentato per la prima volta nel 1896 a Parigi mentre a Londra ne fu vietato l'allestimento fino al 1931 a causa dei suoi temi considerati eccessivamente scabrosi. Pare che venne scritta pensando alla grande attrice Sarah Bernhardt, che però si rifiutò di recitarla, per non essere coinvolta dallo scandalo che aveva travolto Oscar Wilde. La trama si ispira alla storia della figlia di Erodiade che, secondo il racconto evangelico, fu la causa del martirio di San Giovanni Battista. Al centro della pièce una donna, il male incantatore, l'archetipo della femme fatale dall'algida bellezza: Salomè. Fredda ammaliatrice da una parte e creatura innocente dall'altra, vittima del desiderio di essere amata, è lo strumento del martirio di Giovanni Battista e per questo della sua santità. Mantenendo la stessa tesa attenzione ai rapporti umani, alle relazioni di forza e debolezza che si creano tra i personaggi, Luca Ligato firma la regia di Salomè indagando con acutezza l’incontro tra la protagonista e il Battista. Oggi lo incontriamo con tutto il cast.

 

A La Casa di Vetro, centro culturale di Milano, dall’11 novembre 2017 al 10 marzo 2018, si terrà la mostra I Bolscevichi al Potere. 1917 – 1940: dalla Russia rivoluzionaria al terrore staliniano. Con circa 60 immagini storiche, provenienti da agenzie internazionali distribuite in Italia da AGF (Agenzia Giornalistica Fotografica), la mostra racconta dalla caduta dello Zar alla Rivoluzione d’Ottobre, dalla guerra civile alla nascita dell’Unione Sovietica, dalla morte di Lenin al terrore staliniano e all’assassinio di Trotsky. La mostra fa parte del progetto History & Photography che ha per obiettivo raccontare la storia con la fotografia al grande pubblico e ai più giovani valorizzando gli archivi storico fotografici con esposizioni e fotoproiezioni. Ne parliamo con il curatore Alessandro Luigi Perna.

 

Fassbinder Wunderkammer, il nuovo lavoro discografico di Alessandra Novaga, è un disco che parla di cinema, del cinema di Rainer Werner Fassbinder. Tutti i temi musicali, eccetto L.M., che è una rivisitazione di Lili Marlene, sono di Peer Raben che è stato il compositore di tutte le sue colonne sonore, nonché amico e collaboratore, e spesso anche attore nei suoi films. Alessandra Novaga decide qui di adattare queste melodie per chitarra anzi per chitarre, tre diverse chitarre: una vecchissima e inaccordabile Framus degli anni '40, una chitarra classica, usata solo in un brano, e una Gibson 339. “E' il disco più personale che abbia realizzato sino ad ora” afferma la musicista “E' una summa delle mie esperienze strumentali e musicali, ed è una dichiarazione d'amore al cinema e a Rainer Werner Fassbinder”.
Noi oggi la ascoltiamo dal vivo a chiusura della puntata. 

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