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Qui comincia

Poesia e gioia - Qui comincia 15/10/2017

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Arthur Rimbaud, Omar Khayyam, Pablo Neruda, Antonella Anedda, Mariangela Gualtieri, Franco Loi

Argomento del giorno
Poesia e gioia. Arthur Rimbaud, Omar Khayyam, Pablo Neruda, Antonella Anedda, Mariangela Gualtieri, Franco Loi

Musica del giorno
Johann Sebastian Bach. Allegro da Concerto brandeburghese n. 5 in re maggiore BWV 1050. Céline Frisch, clavicembalo. Café Zimmermann diretto da Pablo Valetti
Henry Purcell. Jubilate in re maggiore Z. 232. Rachel Wheatley, soprano. Simon Berridge, tenore. Rogers Covey Crump, tenore. Simon Grant, basso. Tavener Choir and Players diretti da Andrew Parrott.
Claude Debussy. Quelques aspects de «Nous n'irons plus au bois» da Images oubliée. Jean-Efflam Bavouzet, pianoforte.
Ludwig van Beethoven. Allegro con brio da Sinfonia in la maggiore op. 92. London Symphony Orchestra, Bernard Haitink.
Bonnie ‘Prince’ Billy. Joy and Jubilee.

In conduzione Maria Grazia Calandrone
Regia e consulenza musicale di Ennio Speranza

Ultime Puntate e Podcast

Ascolta Musica e identità nel Novecento italiano

Musica e identità nel Novecento italiano

19/05/2019

Il caso di Gavino Gabriel (1881-1980) offre l'occasione per riconsiderare uno dei nodi più problematici ma anche più fecondi del primo Novecento musicale italiano, legato al difficile rapporto di convivenza tra la retorica del nazionalismo e una rinnovata coscienza dei valori culturali locali. Apprezzato cantore e interprete delle musiche tradizionali della sua terra d'origine, la Sardegna, Gabriel fu anche un compositore, un etnografo ante litteram e un pionieristico promotore delle tecnologie di riproduzione del suono per la documentazione scientifica e per la didattica dell'educazione musicale. Dopo un'assidua frequentazione dei cenacoli artistici e intellettuali legati alla rivista «La Voce», Gabriel avviò rapporti di collaborazione con Giuseppe Prezzolini, Gabriele d'Annunzio, Ildebrando Pizzetti, Umberto Giordano e Giovanni Gentile; partecipò al dibattito sulla costruzione dell'identità nazionale rivendicando la centralità della musica e dei patrimoni culturali, e nel 1932 divenne il primo direttore della Discoteca di Stato.

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Ascolta Il Guercino. Opere da quadrerie e collezioni del Seicento

Il Guercino. Opere da quadrerie e collezioni del Seicento

18/05/2019

L'esposizione al Forte di Bard di Aosta, attraverso una prestigiosa selezione di 50 opere, dà conto della grandezza di questo artista, tra i più rappresentativi della fase matura del Barocco. Giovan Francesco Barbieri, detto il Guercino (Cento 1591 – Bologna 1666), dopo aver rivolto la sua attenzione alla pittura di Dosso Dossi e dello Scarsellino, appresa la lezione cromatica di Tiziano e dei veneti, si accosta all'arte di Ludovico Carracci, derivandone uno spiccato interesse per gli effetti di luce e la resa atmosferica e sviluppando una tecnica pittorica aggiornata, senza tuttavia cancellare l'ispirazione comunque naturalistica che resta alla base della sua creazione. Il risultato delle diverse suggestioni acquisiste è uno stile unico, riconoscibile e in costante evoluzione.

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Ascolta L'insonnia dello spirito

L'insonnia dello spirito

17/05/2019

Bucarest, inizio anni '30: è qui, nella "piccola Parigi" dei Balcani, che il destino di Emil Cioran interseca quello di Petre Țuțea, dando vita a un sodalizio che avrebbe sfidato il corso degli eventi e le alterne vicissitudini personali. Esponenti di spicco della "Generazione Criterion", i due pensatori romeni frequentano caffè e circoli letterari, impressionando per la loro vivacità intellettuale e la loro verve oratoria. Stesso clima di complicità a Berlino: insieme discutono del futuro della Romania. Poi però spietata interviene la Storia. Nel 1937 Cioran parte per Parigi e assiste all'Occupazione tedesca della capitale francese; Țuțea resta in patria dove subirà il calvario della persecuzione comunista.

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Ascolta In Principio era l'immagine di  Andrea Emo

In Principio era l'immagine di Andrea Emo

16/05/2019

"Un filosofo deve pensare con giusto orgoglio alle reazioni (più che alle azioni) che il suo pensiero susciterà. Le reazioni a lui ignote che il suo pensiero susciterà sono la miglior parte della sua opera". Così si esprimeva Andrea Emo in una delle centinaia di pagine scritte di nascosto, al riparo da quella che lui stesso definiva la sua radicale "inettitudine" alla vita. Il suo è stato definito un "nichilismo radicale". Eppure la figura di questo pensatore troppo spesso è rimasta in ombra nel panorama dei liberi pensatori di inizio Novecento. Questa raccolta di pensieri e appunti, commentata da studiosi, intende rompere il silenzio e l'oblio attraverso i suoi pensieri più densi e fortunati sul ruolo dell'arte, sulla bellezza e sulla potenza dell'immagine nella nostra società contemporanea.

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