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Gettoni di Letteratura

Irène Némirovsky 4 - Ho viaggiato molto e molto ballato

Irène Némirovsky 4 - Ho viaggiato molto e molto ballato
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Irène poco più che adolescente frequenta i locali notturni di Montmatre e va matta per la danza: foxtrot, tanghi argentini, musiche importate dall'America

Florinda Fiamma racconta Iréne Némirovsky


«Ho viaggiato molto e molto ballato», Iréne Némirovsky riassume così la sua vita
. Ama il teatro, lo champagne, i film di Charlie Chaplin e fumare sigarette di nascoso dalla sua tata, con la quale va in giro tra alberghi di lusso e città termali, vestita alla moda. Irène poco più che adolescente frequenta i locali notturni di Montmatre e va matta per la danza: foxtrot, tanghi argentini, musiche importate dall’America. Nel febbraio 1921 ha compiuto 18 anni ed è l’età di eccitanti giri in macchina, gite in campagna e mare, da Biarritz a Fointainebleu passando per la Normandia, sempre accompagnata da Miss Matthews la governante inglese che le aveva dato il soprannome di Topsy, sbadata, testa tra le nuvole. Di notte, dopo aver scritto versi sincopati in russo, Irène inizia a scrivere i suoi primi testi in prosa francese. Uno di questi racconti fu pubblicato su una rivista frivola e maschilista e Irène lo firmò con uno pseudonimo, il soprannome Topsy che le aveva dato Madmoseille. Nella sua vita c’era stata un’altra tata, l’amatissima Zezelle madrelingua francese che l’aveva accompagnata negli anni dell’infanzia in Russia e le aveva insegnato alla perfezione il francese ma che era stata cacciata in malo modo da sua madre. Irène infatti fu sempre affidata alle governanti perché sua madre, Anna Margoulis, che a Parigi diventò Fanny, non si interessava molto di lei. Sottile piccola bruna, occhi neri, capelli corti labbra carnose con modi eleganti ed educazione impeccabile, questa era Irène Némirovsky, l’unica figlia di una madre capricciosa, la raffinata e autoritaria Fanny

In molti suoi romanzi Irène farà i conti con la figura della madre anaffettiva. Ma nel Il ballo, labisso che divide madre e figlia e le rende «rivali» di vita e di giovinezza si concretizza nella smisurata vendetta della quattordicenne Antoinette nei confronti di sua madre il giorno in cui ha organizzato un ballo.

Una specie di vertigine si impossessò di lei, un bisogno selvaggio di commettere una bravata, di fare del male. Serrando i denti, prese le buste, le accartocciò fra le mani, le lacerò e le buttò tutte insieme nella Senna. Per un lungo istante, trattenendo il respiro, le guardò svolazzare contro l’arcata del ponte. Alla fine il vento le trascinò nell’acqua. 

Per tutti gli anni Trenta Irène Némirovsky continua a pubblicare con successo di pubblico e di critica. Nel dopoguerra sulla sua opera cala il silenzio.

 

 

Qualcosa da leggere, per approfondire

La vita di Irène Némirovsky di Olivier Philipponnat, Patrick Lienhardt (Adelphi 2009)

Irène nemirovsky di Cinzia Bigliosi (Doppiozero 2013)

Ultime Puntate e Podcast

Ascolta Eudora Welty 1 | Una bambina del Sud

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22/03/2021

«Nella casa di North Congress Street a Jackson, nel Mississipi, dove sono nata nel 1909, io e i miei due fratelli minori siamo cresciuti al batti e ribatti degli orologi. Nell'ingresso c'era un pendola di quercia, in stile arte povera californiana, che mandava rintocchi come di gong per il soggiorno, la sala da pranzo, la cucina e su per la cassa armonica delle scale. In camera dei miei genitori ce n'era una che faceva da controcanto, mentre quello della cucina era un cucù con due lunghe catene, a cui una volta il mio fratellino era riuscito ad appendere il gatto».

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Ascolta Eudora Welty 2 | Morte di un commesso viaggiatore

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22/03/2021

«Era il suo primo giorno in viaggio dopo un lungo assedio dell'influenza. Aveva avuto la febbre altissima, e si era fatto debole e pallido, tanto da notare la differenza allo specchio, e non riusciva a concentrarsi... Per tutto il pomeriggio, in mezzo a quella rabbia, e senza alcun motivo, aveva pensato alla nonna morta: un'anima che rasserenava. Gli tornò la voglia di affondare nel grande letto di piume che una volta stava proprio in camera di nonna... Poi se la scordò nuovamente. Tu guarda che colline desolate! E gli sembrava pure di andare dalla parte sbagliata: come se stesse tornando indietro, molto indietro. Non si vedeva una casa che fosse una. Volersene tornare a letto però non serviva a niente».

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Ascolta Eudora Welty 3 | Come una fotografia

Eudora Welty 3 | Come una fotografia

22/03/2021

«C'era un album di fotografie che serbava l'annotazione meticolosa di quei giorni. Laurel tastò il ripiano sopra le nicchie e lo urtò, i bordi squadrati, la nappina di seta. Lo tirò giù. Un paio di istantanee sbiadite e sgranate stampate in casa stavano ancora attaccate sulle pagine a fronte: Clinton e Becky «su a casa», ognuno fotografato dall'altro, in piedi nello stesso punto su un binario ferroviario (una radura verdeggiante), lui sottile come un giunco, il piede su una pietra miliare, intento a dondolare un cappello di paglia; lei con le braccia cariche dei fiori di campo che avevano raccolto lungo il cammino»

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Ascolta Eudora Welty 4 | Com'è che abito all'ufficio postale

Eudora Welty 4 | Com'è che abito all'ufficio postale

22/03/2021

«Mi trovavo lì con tutta la famiglia dalla parte di Stella-Rondo e messa su contro di me. Ma se c'è qualcosa che ho, è un minimo d'orgoglio. Così ho deciso di andarmene giù dritta all'ufficio postale. Sul retro c'è un sacco di posto, mi son detta. «Adesso è troppo tardi per fermarmi» ho fatto. «Potevate pensarci ieri. Io me ne vado all'ufficio postale e se volete vedermi, l'unico modo è venirmi a cercare lì».

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