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Edgar Allan Poe | 1 Chi ha paura del buio?

Edgar Allan Poe |  1 Chi ha paura del buio?
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"L'oscurità intanto era divenuta completa. Si era fatto un silenzio così perfetto che si sarebbe sentito cadere uno spillo sul tappeto".

Florinda Fiamma racconta Edgar Allan Poe

Edgar Allan Poe, maestro della letteratura macabra, aveva paura del buio. In una lettera confidò a un amico “I demoni approfittano della notte per traviare gli sprovveduti”.

Una paura nata da lontano, quando era in collegio in Inghilterra. Poe nacque a Boston nel 1809, figlio di un'attrice inglese e dell'attore David Poe Jr. che li abbandonò quasi subito. Sua madre morì l'anno successivo di tubercolosi; Poe, orfano a tre anni, fu preso in casa da un mercante scozzese, John Allan, e andò a vivere con la sua famiglia a Richmond in Virginia.  Gli Allan furono di fatto la sua famiglia e da loro Edgar prese il secondo cognome. Nel 1815 dagli Stati Uniti si trasferirono in Gran Bretagna. A soli sette anni il piccolo Edgar era a Londra con la matrigna Frances che tanto amava. Fu mandato in un sobborgo a nord della città in un collegio, gestito da un reverendo. E forse qui nacque la sua paura del buio. Infatti pare che le lezioni venissero tenute anche nel cimitero che confinava con il collegio. Il preside, che insegnava matematica, a volte faceva lezione all’aperto e faceva sciamare gli studenti tra le tombe. Con un metodo bizzarro per imparare a far di conto: ogni bambino adottava una lapide, sottraendo all’anno del decesso quello della nascita, ricavava così l’età del defunto e imparava la matematica. Poe e compagni nel cimitero facevano anche l’ora di ginnastica a volte. I ragazzi ricevevano in dono un piccolo badile di legno all’inizio dell’anno scolastico. E per fare esercizio fisico scavavano la fossa ai parrocchiani che morivano nel semestre. Le memorie di quel tempo, i suoi ricordi scolastici sublimati sono raccontati nel William Wilson (un racconto del 1839), dove Edgar Allan Poe descrive con lugubre malinconia la sua scuola. Ecco cosa scrive nel William Wilson: «Le prime impressioni della mia vita di scolaro sono legate a una vasta casa stravagante in stile elisabettiano, di un tetro villaggio inglese dov’erano tanti alberi, nodosi e giganteschi. Con viali dall’ombra profonda, nella quale s’immergeva e stava addormentato il campanile gotico tutto pinnacoli».

La paura del buio accompagnò Poe fino alla fine. Edgar, il fiero scrittore col mantello nero, irascibile, spesso con i sensi alterati, lo temeva tanto da non riuscire a dormire, e anche da adulto, Muddie sua zia doveva restare per ore accanto a lui, tenendogli la mano, prima che lui si addormentasse. E se lei si allontanava Edgar apriva gli occhi, la pregava di non andar via: “Non ancora Muddie, non ancora”.

 



Qualcosa da leggere, per approfondire

Vita di Edgar Allan Poe di Julio Cortázar (Le Lettere)

Opere scelte di Edgar Allan Poe, a cura di Giorgio Manganelli (I Meridiani - Mondadori)

Vite segrete dei grandi scrittori di Robert Schnakenberg (Mondadori Electa)

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