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Piazza Verdi

CittàMondo

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Un mondo creativo per tutti i bambini e le bambine in questo fine settimana con tanti appuntamenti tra musica teatro e arte a loro specificatamente dedicati e ancora la possibilità di “giocare lavorando”. Ne parliamo con Sara Zambotti tra i creativi dietro il progetto Radio Muba una vera e propria postazione radiofonica in cui i bambini imparano a “fare la radio” e che domenica 13 dicembre vedrà i bambini vestire i panni di giornalisti alle prese con un ospite d’eccezione.

 

Ferdinando Bruni e Francesco Frongia firmano il primo Bertolt Brecht "made in Elfo", a sessant'anni dalla morte del drammaturgo. Lo fanno scegliendo la commedia Puntila e il suo servo Matti che fu rappresentata per la prima volta quando Brecht rientrò in Europa dall'esilio negli Stati Uniti, dapprima a Zurigo nel 1948, poi scelta per inaugurare nel 1949 la prima stagione del Berliner Ensemble. Brecht mette in scena una "variante" di dottor Jeckyll e Mister Hyde, il ricco possidente Puntila è infatti un personaggio a due volti, da sobrio è un tiranno che vessa i suoi dipendenti, sfrutta i suoi operai e vuol dare la figlia Eva in moglie a un diplomatico inetto e a caccia di dote, quando è ubriaco, diventa amico di tutti e vuol far sposare Eva al suo autista Matti, che tratta su un piano di parità.  Sfortunatamente le sbronze passano sempre...e noi assistiamo a tutto questo nel “fantastico” mondo di Putiland.

 

Medina è il mondo che si muove. Un dedalo di strade immaginarie dentro le quali perdersi e ritrovarsi. Medina è il sinonimo di una civiltà contemporanea  alla perenne ricerca del nuovo. Un luogo dove convivere barattando saperi come nella Venezia di Marco Polo: città regale legata alla terra grazie al mare e luogo dalle mille calli e dalle mille fedi. Medina ha dentro di sé una speranza, una bellezza per la vita, un omaggio alla semplicità delle cose. Medina è anche il titolo del nuovo lavoro discografico del sassofonista Raffaele Casarano che oggi, accompagnato al pianoforte da Mirko Signorile, ce ne darà un assaggio dal vivo.

 

«Siamo quelli che si sono sottratti a tenere il passo. Siamo pezzi d’iceberg che si sono staccati e galleggiano nelle acque nere della notte. Ce ne andiamo in silenzio tra le ultime cene, souvenirs, intervalli ricreativi e blues della solitudine. Sogniamo amori portentosi e universi fantasticima diamo vita al nostro concerto di inferni.»
Con queste parole si presenta la compagnia teatrale AstorriTintinelli che oggi incontriamo per presentare il loro nuovo lavoro Il sogno dell’arrostito. Sul palco un uomo e una donna, due compagni, due militanti politici, si trovano a dar vita ad un comizio. Due personaggi fuori dalla storia tentano disperatamente di animare una festa dell’umanità nel vuoto d’amore di questo tempo. I due protagonisti dicono di loro: «Rivoltiamoci ora non nella tomba». Si potrebbe identificarli come un sindacalista e un operaio; l’uno rappresenta la forza delle parole, l’altro la forza del lavoro. Entrambi credono nell’utopia e nel riscatto per un mondo diverso da quello in cui vivono. Mentre il tempo scorre sembrano portare avanti gli stessi ideali, ma quasi senza accorgersi li tradiscono.

 

Paola Piacenza ci porta al cinema con Le ricette della signora Toku regia di Naomi Kawase.

 

Maria Luisa Minguzzi e Francesco Pezzi: nati entrambi nel centro storico di Ravenna, lui il 30 agosto del 1849, lei nella notte del 21 giugno del 1852. Da quasi cent'anni abitano, non visti, nella scuola di S. Bartolo, vicino a Ravenna.
Giovanissimi si incontrano, si innamorano e si infiammano per l'idea dell'anarchia, che guiderà le scelte e i pensieri di tutta la loro vita. Tra militanza, fughe, confino e carcere, sono la coppia che accoglie gli amici anarchici nelle case sempre aperte di Firenze, Lugano, Napoli, Buenos Aires, Londra. Primi fra tutti Andrea Costa, Anna Kuliscioff ed Enrico Malatesta, che fu anche il terzo nella loro relazione per qualche anno. Moriranno a Firenze, lei nel 1911, cieca e piegata nella salute dopo il confino a Orbetello, lui suicida nel 1917, in un boschetto alle Cascine.
Con Amore e anarchia Luigi Dadina, insieme a Laura Gambi, racconta questa storia in uno spettacolo di cui è anche interprete con Michela Marangoni a partire dal testo Amore e anarchia di Claudia Bassi Angelini. Oggi lo racconterà anche a noi dal vivo nel nostro audotorium.

 

Una maratona notturna dedicata alla videoarte italiana e internazionale che si snoda in 8 spazi espositivi dedicati al contemporaneo disseminati nel centro storico di Trieste. VideoNotte #3 videoperformance è un progetto di Casa dell’Arte con il sostegno di Fondazione Benefica Kathleen Foreman Casali che si sviluppa nelle sedi storiche delle 14 associazioni aderenti che coprono tutta la città e presenta 11 video che trattano il tema della videoperformance nelle infinite declinazioni di questa pratica, dalla documentazione in video di azioni compiute da artisti e performer davanti alla telecamera con o senza pubblico, fino all'interazione live fra corpo e video nelle performance supportate da immagini in movimento. Ne parliamo con Massimo Premuda che coordina tutto il progetto.

 

Ye Katama Hod, titolo del nuovo lavoro della cantante Saba Anglana, significa “la pancia della città”. Il titolo deriva dalla considerazione che ogni città, specie ogni metropoli, da Addis Ababa a Roma, da Mogadiscio a New York, a ogni latitudine del pianeta, si forma come un organismo vivente, in continua espansione. La sua pancia è il luogo più autentico di ogni trasformazione. Spesso non coincide con il suo centro geografico ma include, come nei ghetti, nelle periferie, nelle fasce più deboli, l’aspetto viscerale della sua esistenza. Lì si manifesta anche la sua malattia, da lì prendono forma i disagi, le contraddizioni, le sofferenze che catalizzano i grandi cambiamenti storici e sociali.
In suono e parole oggi lo ascolteremo dal vivo.

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