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Piazza Verdi

Carpe Diem - Cogli il giorno

Carpe Diem - Cogli il giorno
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Cominciamo con il cogliere un momento che durerà esattamente un giorno intero, o come suggerisce lo stesso regista: «La catarsi di uno spettatore che sceglie di prendersi 24 ore tutte per se». Parliamo di Jan Fabre che porta, con la sua compagnia Troubleyn, a Roma Europa Festival, al Teatro Argentina Mount Olympus – To glorify the cult of tragedy, una performance della durata di 24 ore. Lo faremo insieme a: Fabrizio Grifasi (direttore Romaeuropa) e Antonio Calbi (Direttore  Teatro di Roma).

 

Prima musica dal vivo con Opera Prima Ensemble, il nuovo gruppo musicale diretto e promosso da Cristiano Contadin, che ci presenterà composizioni di G.P. Telemann che fanno parte della loro ultima registrazione discografica dell'integrale delle trio sonate e dei concerti con la viola da gamba.

 

Cogliere 10 attimi nel corso di 100 anni di storia. Angela Demattè ha scritto per Carmelo Rifici che ne firma la regia Il Compromesso. Un'indagine che dalla Prima Guerra Mondiale parte dal punto di vista di cittadini che ancora italiani non sono, all'inizio: sono austriaci italiani, trentini. Come De Gasperi. Questi personaggi: un politico, dei contadini, una ragazza fragile diventeranno italiani, faranno figli e dunque saranno padri di italiani. Seguiamo le vicende di questa stirpe per 100 anni, fino ad oggi, e nel frattempo ripercorriamo la storia d'Italia e la sua politica.

Oppure cogliere l’attimo della storia in un modo completamente diverso o in una moda… eccoci a presentare La moda e la morte una commedia nera sulla percezione sempre più confusa che abbiamo della Grande Storia scitta da Magdalena Barile per Animanera con la regia di Aldo Cassano. La Moda e la Morte sono sorelle, condividono un appartamento e governano il mondo. La Storia è una bambina capricciosa che gioca alla guerra e non vuole studiare. Battaglie, attentati, rivoluzioni entrano dal soggiorno di casa come apparizioni e non lasciano tracce sul tappeto fino a quando un uomo bello e fiero, un eroe o forse un terrorista, irrompe nella vita delle tre portando ardore e scompiglio… Dall'attentato di Sarajevo del 1914 alla grande crisi finanziaria che sconvolge oggi l’Occidente, i fatti della Storia mondiale si mescolano a una galleria magica di apparizioni e la Moda e la Morte lavorano una contro l’altra a mantenere attivi i loro antichi campi d’azione, sempre più pericolosamente convergenti.

 

Ernest Bloch (1880-1959) inizia lo studio del violino prendendo lezioni dal grande Eugenio Ysaye a Bruxelles. Per fuggire alla minaccia del regime nazista si rifugia negli Stati Uniti, dove rimase il resto della sua vita. Qui divenne famoso come uno dei primi compositori classici capaci di integrare elementi ebraici nella sua musica. Le sue opere su temi religiosi esprimono i dolori e le gioie del popolo ebraico nel corso dei secoli.  Oggi Maristella Patuzzi (violino) e Mario Patuzzi (pianoforte) ci presentano alcune sue composizioni per violino e pianoforte.

 

Marco Bacci ci porta al cinema con The Lobster regia di Yorgos Lanthimos.

 

Segni d’infanzia e Oltre, festival internazionale d’arte e teatro per le nuove generazioni, torna a Mantova in più di 30 location storiche della città dei Gonzaga dal 28 ottobre al 1 novembre e festeggia i suoi dieci anni andando “oltre” con più di 250 eventi in cinque giorni dedicati non solo ai piccoli, ma anche, agli over 13 pronti a “cogliere l’attimo“ per essere coinvolti come spettatori ed anche come veri e propri collaboratori al processo organizzativo, oltre che come giovani ”critici” alle prese con recensioni agli spettacoli e confronto diretto con veri critici teatrali. Ne parliamo con Cristina Cazzola (Dir. Artistica del festival) e con i registi Antonio Viganò ed Alessandro Serra di Accademia arte della diversità/Teatro La Ribalta e Teatro Persona che portano in scena lo spettacolo H+G, con “attori speciali” per raccontare un classico dei fratelli Grimm “Hansel e Gretel”.

 

«Ogni fotografia nel momento in cui viene scattata diventa storia» ama dire Uliano Lucas e questo è anche il suo marchio di fabbrica di autore, sempre alla ricerca di aspetti della realtà da proporre come riflessione sull’uomo. Fino al prossimo 7 novembre la Galleria Belvedere Fotografia a Milano presenta la mostra Uliano Lucas tra cronaca e storia a cura di Roby Schirer e Roberto Mutti. Con Roberto Mutti attraverseremo le sale dell’esposizione dedicata a Lucas ma presenteremo anche la mostra Corrente e dintorni sempre a sua cura presso Fondazione Corrente fino al 15 gennaio 2016 e che si propone di costruire un percorso che dagli anni Sessanta ad oggi si è articolato ispirandosi più o meno consapevolmente al movimento di Corrente, acquisendone lo spirito critico, il piacere della scoperta, l’impegno civile e la forte carica antiretorica. In mostra fotografie di Gabriele Basilico, Virgilio Carnisio, Enrico Cattaneo, Mario Cattaneo, Cesare Colombo, Luigi Erba, Toni Nicolini e Luigi Veronesi e dipinti di Renato Birolli, Piero Gauli ed Ernesto Treccani.

 

Si intitola Trentacinque il secondo album del pianista Simone Graziano in veste di leader del quintetto Frontal. 35 sono gli anni che legano Graziano alla città di Firenze, motivo ispiratore dell’album. Non è un caso che, nelle note di copertina del disco, il pianista scelga di citare la poesia di Vasco Pratolini, “Firenze ha i miei 30 anni”, gettando un ponte ideale tra passato e presente per celebrare la propria città. I brani di Graziano si muovono tra strutture elaborate e improvvisazione, con un ensemble che guarda alle formazioni stabili della tradizione jazz, lavorando sulla fisionomia e sul suono collettivo. Oggi li ascolteremo dal vivo in vesrione “quartetto” grazie a:  Simone Graziano al pianoforte e  Fender Rhodes, Dan Kinzelman al sax tenore, Gabriele Evangelista al contabbasso e Stefano Tamborrino alla batteria.

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