Benvenuto in RaiPlay Radio. Questa la legenda per navigare tra i contenuti tramite tastiera. I link principali corrispondenti alle varie sezioni del giornale sono stati associati a tasti di scelta rapida da tastiera. Premere ALT + la lettera o il numero desiderat0 + INVIO: ALT + 1 = Vai al canale Rai Radio 1
ALT + 2 = Vai al canale Rai Radio 2
ALT + 3 = Vai al canale Rai Radio 3
ALT + 4 = Vai al canale Rai Radio Tutta Italiana
ALT + 5 = Vai al canale Rai Radio Classica
ALT + 6 = Vai al canale Rai Radio Techetè
ALT + 7 = Vai al canale Rai Radio Live
ALT + 8 = Vai al canale Rai Radio Kids
ALT + 9 = Vai al canale Isoradio
ALT + 0 = Vai al canale Gr Parlamento
ALT + P = Play - ascolta la radio

Le storie della radio

Segui

Inchiesta in Occidente - Saranno europei i nostri figli?

Inchiesta in Occidente - Saranno europei i nostri figli?

La prima grande inchiesta delle Radio Audizioni Italiane: in venti puntate - a cura di Edoardo Melchiorri - un documento sonoro di ampio interesse storico ed unico nel suo genere. Realizzato nel 1951, si configura come la più antica serie radiofonica che sia arrivata completa ai nostri giorni dalla dai tempi della fondazione dell’URI nel 1924.

L’Inchiesta in Occidente “si proponeva di accertare attraverso l’indagine più vasta e completa l’esistenza di un sentimento europeo nelle nazioni democratiche del nostro continente e per la prima volta in Europa - dirà nella puntata conclusiva il direttore dell’inchiesta Giovan Battista Angioletti - la radio, questo potente mezzo di diffusione e di divulgazione, veniva impiegato su larga scala per tentare un primo censimento di quegli europei ai quali rimane affidato il destino della nostra civiltà. Ci siamo suddivisi il lavoro e nel volgere di pochi mesi abbiamo visitato 12 paesi interrogando alcune centinaia di persone. Capi di Stato e di Governo, ministri, deputati, economisti, scrittori, poeti, artisti, scienziati, giornalisti, banchieri, industriali, armatori, commercianti insieme con impiegati, studenti, operai, contadini”.

Il ritrovamento negli archivi ad opera di Edoardo Melchiorri ne fa la più ambiziosa produzione di un periodo poco conosciuto della nostra azienda, quando la radio non è più EIAR ma non è ancora RAI. Toglie dall’oblio l’unica serie completa che risalga alla fase in cui programmi e stazioni sono divisi tra Rete Azzurra e Rete Rossa, un’epoca che – fino a questa scoperta - poteva essere ricostruita quasi solo attraverso fonti indirette a causa della scarsità di documentazioni sonore: troppo poco si registrava al tempo e ancor meno ha retto al degrado dei supporti magnetici.

Va ricordato che con la liberazione di Roma nel giugno 1944 l'azienda aveva cambiato ragione sociale, da EIAR era diventata Radio Audizioni Italiane, nome che resterà fino al 1954 quando - con l’arrivo della tv - passerà al definitivo Rai Radiotelevisione Italiana. Il ‘45 e il ‘46 sono anni di grandi entusiasmi ma la radio esce malconcia dalla guerra e provvisoriamente organizza i ripetitori e le strumentazioni superstiti in due reti gestite autonomamente al Nord e al Sud. Una situazione che perdura fino al dicembre 1946 quando subentra una nuova organizzazione coordinata dal centro, ovvero la ripartizione di stazioni e programmi tra Rete Rossa e Rete Azzurra. Ripartono le trasmissioni di varietà di cui abbiamo alcuni lacerti che il nostro canale ha trasmesso in occasione di eventi speciali, come QUI RADIO MILANO: la Rete Azzurra propone “Briscola” così come la Rete Rossa raggiunge il successo con “La Bisarca”. Ma oltre a questi frammenti, poco altro - fino al ritrovamento dell’Inchiesta in Occidente – poteva aiutare a ricostruire suoni e parole di una fase che sarà tutt’altro che transitoria.  La suddivisione in Rete Azzurra e Rete Rossa durerà infatti 5 anni, fino al 30 dicembre 1951, quando il palinsesto radiofonico verrà ristrutturato intorno a tre canali: il Programma Nazionale generalista, il Secondo Programma di intrattenimento leggero e il Terzo Programma culturale, attivo già da un anno.

Il Radiocorriere n.21/1951 del 20 maggio 1951 diede l’annuncio della programmazione dell’Inchiesta in Occidente sulla Rete Azzurra, il sabato e il lunedì a partire dalle 21.50 del 26 maggio. L’articolo di copertina e di apertura - che porta la firma del responsabile dell’iniziativa Giovan Battista Angioletti - sintetizza i risultati raggiunti nella prima tranche del lavoro appena terminato e che comprendeva Francia, Olanda, Belgio e Svizzera; ringrazia chi – come l’ambasciatore italiano a Parigi - ha facilitato la realizzazione delle interviste; dichiara le finalità dell’iniziativa. Ovvero informare e divulgare sulle necessità di un’intesa europea “non più interrompibile, non più incrinabile, fra popoli che troppo a lungo si odiarono e si avversarono. Il dovere professionale non poteva impedirci di rimanere commossi, non soltanto alle parole dell’Accademico di Francia o del Magnifico Rettore dell’Università di Lovanio, ma anche, e forse più, a quelle del pescatore di Saint Malo, dell’operaio di Billancourt, dell’anonimo passante di Rotterdam o di Zurigo”. Perché questo era il senso dell’operazione condotta da Radio Audizioni Italiane con gran dispiego di uomini e di mezzi: verificare sul campo quanto gli europei di ogni ceto e classe sociale fossero sensibili e ben disposti verso una timida – ma rivoluzionaria - forma di aggregazione sovranazionale che andrà a realizzarsi da lì a pochi mesi e che sarà l’antesignana della Comunità Europea. Era stato infatti appena firmato il Trattato di Parigi (18 aprile 1951) che istituiva la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio con lo scopo di mettere in comune le produzioni di queste due materie tra Belgio, Francia, Repubblica Federale Tedesca, Paesi Bassi, Lussemburgo e Italia, le sei nazioni che ancora oggi vengono con orgoglio chiamate gli inner six, i paesi fondatori. La CECA entrerà in vigore nel luglio 1952 e i sei paesi aboliranno dogane e vincoli produttivi riguardanti la circolazione di carbone e acciaio, rinunciando in parte alla propria sovranità nel settore specifico in nome di un superiore interesse comunitario, pianificato e vigilato da organismi ad hoc. O detto in maniera più spregiudicata, i vecchi nemici creano una rete di autoprotezione che inibisca qualsiasi velleità revanscista, controllando la produzione di carbone e di acciaio che erano al tempo le materie prime indispensabili per l’industria bellica.

Dall’articolo sul Radiocorriere alla messa in onda, succede che a quello che sembrava essere il titolo unico del programma (“inchiesta in Occidente”) si affianca un più complesso – ma forse più esplicito - “Saranno europei i nostri figli”, con tanto di punto interrogativo. L’inchiesta coinvolgerà 12 nazioni dell’Europa occidentale e democratica ed escluderà a priori gli stati del Blocco Orientale così come i paesi non-allineati e quelli dalla democrazia troppo fragile o sotto dittatura. Dentro l’Austria e la Germania – pur se ancora in parte occupate dagli Alleati – e fuori la Spagna di Franco e il Portogallo di Salazar. 

I radiocronisti a cui viene affidato l’incarico - Sergio Zavoli, Antonello Marescalchi, Luca Di Schiena - sono già delle punte di diamante e li attenderà una lunga e fruttuosa carriera in RAI. Il piano di produzione è questo: si parte con quattro puntate dedicate alla Francia e affidate a Sergio Zavoli; poi l’Olanda, il Belgio e la Svizzera ai microfoni di Luca Di Schiena; Antonello Marescalchi copre l’Austria e la Germania Occidentale in due puntate; a Sergio Zavoli l’Inghilterra in tre puntate e l’Irlanda; termina il giro Luca Di Schiena con Danimarca, Svezia in due puntate, Norvegia e Finlandia. E lunedì 6 agosto 1951 andranno in onda alle 21.30 sulla Rete Azzurra le conclusioni di Giovan Battista Angioletti in quanto direttore dell’inchiesta.

“Si sono intervistate le personalità più in vista in tutti i Paesi – continuava l’articolo del Radiocorriere – e si sono raccolte preziose indicazioni sullo spirito dominante nell’opinione pubblica, sui problemi più gravi e che richiedono urgente soluzione, sulle condizioni economiche delle varie classi sociali e sullo stato attuale dell’arte e della cultura. Ma la nostra fatica non è finita. Fra pochi giorni riprenderà l’arduo e laborioso viaggio verso il Nord: un gruppo affronterà, su una potente Alfa Romeo 2500, le strade dell’Austria e della Germania e un secondo gruppo, con altre macchine, andrà alla scoperta degli europei in Inghilterra e in Irlanda, poi in Danimarca, in Svezia, in Norvegia, fino alla lontana e magica Finlandia. Tutti noi speriamo di tornare con un carico – nascosto nei nastri dei magnetofoni – di parole che, come già per noi, risuonino fiducia nell’animo di voi che ascolterete.” Ed è con questo spirito che radio Techetè – a cura di Edoardo Melchiorri - propone per la prima volta dopo 70 anni questo prezioso documento sonoro agli ascoltatori di oggi. Per ricordare quanto sia stato estremamente voluto e con gran dispiego di uomini e di mezzi il percorso che ha portato ai Trattati di Roma nel 1957 che istituiranno la CEE ed l’EURATOM, precursori di quell’Unione Europea che sembrerebbe essere nata a Maastricht con una firma nel 1992 ma che era nella mente e nei sogni di molti già in quella lunga e attualissima primavera del 1951.

di Edoardo Melchiorri

Caricamento...

Ascolta le dirette

Rai Radio 1

Rai Radio 2

Rai Radio 3

Rai Isoradio

Rai Radio 1 Sport

Rai Radio 2 Indie

Rai Radio 3 Classica

Rai Radio GR Parlamento

Rai Radio Kids

Rai Radio Live

Rai Radio Techetè

Rai Radio Tutta Italiana

Canali Overview
Apri lista canali

Riproduzione casuale Audio precedente Indietro di 15 secondi Ascolta Audio successivo Avanti di 15 secondi Ripeti
VolumeVolume off

Riproduzione casuale Audio precedente Indietro di 15 secondi Ascolta la diretta Avanti di 15 secondi Audio successivo Ripeti
VolumeVolume off Apri il player
Nessun risultato per