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Pier Paolo Pasolini, la musica, la radio

Pier Paolo Pasolini, la musica, la radio

Pier Paolo Pasolini è una delle figure più importanti nella storia della cultura italiana del Novecento. Lo testimonino la sua poetica, la sua forza profetica, la sua denuncia della società dei consumi e della classe politica, la sua originale visione cinematografica, l’uso dei dialetti, l’amore per Roma e per il Friuli, per l’India, per l’Africa, per il popolo napoletano... potremmo continuare a mettere insieme memorie, immagini e passaggi letterari senza riuscire a sintetizzare. Sul Poeta esiste una bibliografia sterminata, sempre in aggiornamento, che affronta tutti i temi fondamentali della sua opera complessa, grandiosa, anche contraddittoria, come d’altronde è naturale per ogni artista dai tratti così – potremmo dire – “rinascimentali”.

Uno degli aspetti che ha generato e continua a produrre curiosità è quello del rapporto tra Pier Paolo Pasolini e la Musica. Un aspetto che può apparire secondario a fronte di un’opera immensa e quindi non stupisce che esista una bibliografia e una discografia tutto sommato limitata, per quanto l’argomento sia di interesse per molti studiosi e pur esistendo alcuni lavori essenziali.

A ben vedere però la musica non era solo importante in Pasolini: era anche essenziale nella sua opera. Ebbe modo di dire che avrebbe voluto scrivere musica e deve averlo detto non a caso, perché nel suo lavoro la musica torna sempre: nei film la colonna sonora non è contorno e ambientazione, ma elemento fondamentale della costruzione poetica; l’amore per Bach e Mozart ritorna in ogni progetto; nei romanzi “romani” le canzonette – considerate volgari e indirizzate a un pubblico piccolo-borghese, anzi, considerate funzionali a quello stesso mondo – sono parte essenziale della narrazione al fine di inquadrare e comprendere i personaggi; gli studi sulla poesia popolare e sul Canzoniere, all’alba dell’epoca nascente della moderna etnomusicologia, sono stati illuminanti; le poesie friulane hanno tutte una intima musicalità che sembrano chiamare le note; egli stesso si cimentò nella scrittura dei testi di alcune “canzonette” e accettò sempre di buon grado che dei suoi versi venissero trasformati in canzoni... potremmo continuare, ma questo serve solo a spiegare il perché, nell’approfondimento del tema, è sembrato utile alle ricerche mettere insieme uno speciale radiofonico che provasse a raccogliere una parte dell’esistente - cercando di indicare dei filoni di ricerca - e a mostrare quanto l’opera di Pasolini ma anche la sua stessa figura siano state motivo e fonte di ispirazione per moltissimi musicisti e cantautori.

Abbiamo chiamato questo speciale in undici puntate Pier Paolo Pasolini. Appunti musicali, perché si tratta effettivamente solo di appunti: mancano molti passaggi in riflessioni e notizie e in effetti era impossibile dare conto di tutto in un programma radiofonico. Ma la nostra speranza è quella di aver dato uno strumento in più: una piccola antologia che possa aiutare ad orientare gli studiosi oltre che ad interessare gli appassionati. Appassionati di Pasolini naturalmente, ma anche appassionati di Radio.

Infatti questo non è il primo speciale che abbiamo realizzato per rendere omaggio al Poeta. Nel 2015 la nostra Radio – che non aveva ancora assunto il nome definitivo che ha oggi – realizzò un altro speciale, in sei puntate divise per argomento (la poesia, i romanzi, il teatro, il cinema, l’intellettuale polemista e infine il racconto della barbara uccisione) dal titolo Pasolini secondo la Radio, che intendeva raccontare il modo in cui la Radio aveva parlato di lui e con lui.

Se quello era uno speciale tutto di montaggio, con documenti sonori del passato montati come in un flusso della mente e del cuore, nel caso di quello dedicato alla musica ci siamo affidati invece alle testimonianze di esperti e musicisti che ci hanno accompagnato nel viaggio. Stiamo parlando dei musicisti e compositori Giovanna Marini, Stefano Battaglia e Luigi Cinque, dei cantautori Marco de Annuntiis, Michele Gazich, Mauro Ermanno Giovanardi, Bianca La Jorona Giovannini, Massimiliano Larocca, Luigi Maieron, Pino Marino, Elsa Martin, Andrea Satta dei Têtes de Bois – che ci hanno regalato la musica della sigla, tratta dalla loro A Pier Paolo Pasolini –  ed ancora dei giornalisti, storici, esperti Susanna Buffa, Claudia Calabrese, Luciano Ceri, Enrico de Angelis, Andrea Del Favero, Enrico Deregibus, Domenico Ferraro.

Nella realizzazione abbiamo però utilizzato anche dei contributi radiofonici rari e particolari: il primo, il più importante, è un vero e proprio ritrovamento straordinario per il tipo di analisi che abbiamo proposto. Se infatti esistono delle dichiarazioni e degli interventi su varie riviste in cui Pasolini interrogato sulla musica risponde, non risultavano documenti sonori dello stesso tipo. Questo documento, appartenente al Fondo Marina Como donato alla nostra Audioteca – è grezzo, cioè non montato, destinato ad andare in onda nel programma di Radio Uno  Serio ma non troppo, condotto appunto da Marina Como. L’intervista è presumibilmente del 1969 (o degli inizi del 1970) e Pasolini parla approfonditamente del suo rapporto con la musica, rivelando cose conosciute - come l’amore per Bach e Mozart e la sua antipatia per certe canzonette italiane - ma anche fatti meno noti, come il suo amore per i Beatles e i Rolling Stones o la sua simpatia per l’Equipe 84. Un altro documento nuovo, perché di recente digitalizzato – purtroppo senza data – è tratto dal Convegno dei Cinque (Il Convegno era una trasmissione di approfondimento a cura del Giornale Radio, con cinque esperti invitati ogni volta ad approfondire un argomento dato); ci sono poi due interviste di Radio Tre a Laura Betti (una tratta da Pomeriggio musicale del 1982 e l’altra da Radio Tre Suite del 1993); altre chicche d’archivio sono le dichiarazioni di Eduardo e di Alberto Moravia dopo la morte e l’intervista a Fabrizio de André di Mario Luzzatto Fegiz sul brano Una storia sbagliata, scritto con Massimo Bubola. Un documento che avevamo utilizzato anche per il precedente speciale, come peraltro gli altri documenti con la voce di Pasolini, come l’intervista di Achille Millo, o l’inchiesta Che ne pensate di Gesù. Abbiamo poi avuto le letture di alcuni articoli, lettere e versi da parte del regista e collega Mauro De Cillis, dell’attore Giuseppe Boy e dei cantautori Michele Gazich, Mauro Ermanno Giovanardi e Sergio Pennavaria. Infine i ringraziamenti per le consulenze musicali vanno al musicista Carlo Amato, al giornalista Salvatore Esposito e al cantautore e critico Marco Sonaglia. Le musiche proposte, oltre a ricomprendere il repertorio conosciuto di e su Pasolini (le canzoni di Laura Betti, Chetro & Co, Sergio Endrigo, Domenico Modugno, Daniela Davoli) - sia in canzone che per quel che riguarda le colonne sonore dei film (Morricone, Rustichelli, Bacalov, Ghiglia ecc., ma anche Bach e Offenbach) - tengono conto dei lavori successivi alla sua morte di molti compositori e cantautori; oltre a quelle degli intervistati nello speciale, ci sono musiche di Remo Anzovino, Roberto De Simone, Nicola Piovani, arie d’opera con protagonista Maria Callas, e canzoni interpretate – tra gli altri – da Alice, Avion Travel, Stefano Bollani, Andrea Cassese, Coil, Francesco De Gregori, Duilio Del Prete, Grazia De Marchi, Dis Robas, Fabularasa, Garçon Fatal, Gabriella Ferri, Flavio Giurato, Linda, Morissey, Radiodervish, Roberto Vecchioni, Renato Zero.

Le fonti che abbiamo utilizzato sono svariate. Alcune opere di riferimento che suggeriamo sono la raccolta discografica Luna di Giorno, del 1995, a cura di Luciano Ceri, per la IT e con la supervisione di Laura Betti; tutta l’immensa opera su Pasolini fatta nelle sue pubblicazioni discografiche dall’editrice Nota, in particolare quelle di Giovanna Marini. Per le pubblicazioni da non perdere il recente: Pasolini e la musica, la musica e Pasolini. Correspondances, di Claudia Calabrese e il più antico Pasolini e la musica di Roberto Calabretto (1999). Per i rapporti tra Pasolini e l’etonomusicologia il volume di Domenico Ferraro Roberto Leydi e il “Sentite buona gente” (Squilibri Editore). Essenziale è poi l’opera di Pasolini Il Canzoniere e i suoi articoli su Vie Nuove (1964) e su Avanguardia (1956) in merito al mondo della canzone.

Gli speciali su Pasolini sono stati realizzati da Elisabetta Malantrucco

Vi proponiamo una photogallery (grazie a Marco Sonaglia) e l’ascolto di Pier Paolo Pasolini. Appunti Musicali e di Pasolini secondo la radio, con la settima puntata - ripubblicata e aggiornata dai nuovi ritrovamenti - contenente due ore di interviste radiofoniche del poeta.

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