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Monica o Come Tu Mi Vuoi

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Sedici appuntamenti con Monica Vitti, protagonista della trasmissione

Ritratto di un'attrice - Di Andrea Camilleri

Andrea Camilleri aveva poco più di trent’anni quando arrivò a Radio Rai.
Aveva già alle spalle una ricca esperienza teatrale, era stato il primo a portare Beckett in Italia, e a Radio2 iniziò una lunga fertilissima carriera che lo avrebbe portato a firmare più di 1300 regie radiofoniche, a realizzare trasmissioni di ricerca e sperimentazione,  tra cui molti degli episodi delle “Interviste impossibili”, prima di approdare alla televisione. 
Tra le sue tante creazioni durante la sua collaborazione con Radio2 ci piace riproporvi questo suo omaggio a Monica Vitti: “Monica o come tu mi vuoi un programma in 16 puntate realizzato nel 1968.
Un programma di cui è autore e regista, e anche in alcuni momenti conduttore, e in cui Camilleri con una geniale e appassionata intuizione, traccia, forse per primo, uno dei più accurati e piu’ affettuosi ritratti che mai siano stati dedicati a Monica Vitti


Quando Monica Vitti firmò un contratto per interpretare un ruolo comico in un film, tutti i giornali segnalarono l'avvenimento con un rilievo inusitato per ogni altra attrice.
Per la grande massa del pubblico, infatti, la Vitti era indissolubilmente legata ai ruoli inconfondibili che aveva creato per lei l'unico regista che sembrasse in grado di farla recitare, Michelangelo Antonioni. 
Per la gente, e in fondo anche per parecchi intenditori, Monica Vitti era l'interprete ideale di film come La notte, L'eclisse e Deserto rosso. 
Si trattava di un'impressione superficiale e ingannevole, naturalmente, ma a darle una parvenza di verità stava anche un'osservazione inversamente impostata: se ciò non fosse stato vero, infatti, quale attrice avrebbe potuto mai interpretare i film di Antonioni? 
La Vitti, invece, si cimentò nei ruoli allegri e dimostrò di sapersela cavare brillantemente: era un'attrice vera, disponibile per ogni regista, per ogni ruolo, per ogni personaggio.
Eppure, i luoghi comuni son duri a morire, così è accaduto anche per questo: malgrado le prove che la Vitti ha dato, l'impressione è rimasta.
Per nessun'altra attrice ci si pre­occupa di affermare ciò che sulla Vitti si ritiene legittimo: tutti gli intenditori ritengono di sapere quello che per lei andrebbe bene.

La serie di trasmissioni che la radio si appresta a dedicare alla Vitti (Monica, o come tu mi vuoi) parte appunto da questo presupposto.
Mediante una serie di colloqui, di interviste e di interventi, il regista Andrea Camilleri si propone di sviscerare questo singolare luogo comune allo scopo di appurare quale dose di verità esso contenga. 
La serie di trasmissioni sarà composta da sedici appuntamenti al termine dei quali Camilleri ritiene di poter definire compiuto non soltanto il ritratto di Monica Vitti, ma anche di poter stabilire quanto nel personaggio umano di Monica Vitti c'è di sovrimpresso o di immaginato. 
È la prima volta che un'attrice viene sotto posta ad una diagnosi così minuziosa e l'esperimento si annuncia senza dubbio interessante. Si scoprirà ad esempio che la Vitti dei film di Antonioni è soltanto una parte di Monica e che esistono altre caratterizzazioni assai ben definite. 
Poiché Monica Vitti, infine, è un'attrice vera, un’attrice di razza “con la quale è molto facile lavorare perché è una professionista ed ha studiato per recitare” (queste sono parole di Antonioni). 

Di lei parleranno gli uomini che l'hanno aiutata a rivelarsi, come il drammaturgo americano Arthur Miller; e i suoi colleghi attori. come Albertazzi; di lei canteranno i canzonettisti, che le dedicheranno di volta in volta una canzone inedita (e fra questi ci sono Johnny Dorelli, Fred Bongusto, Enzo Jannacci, eccetera).

Partecipano alla prima trasmissione: Andrea Camilleri, Johnny Dorelli, Paolo Panelli, Angiolina Quinterno, Gianrico Tedeschi.

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