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Gli italiani e la pornografia

L'osceno del villaggio | di Renato Rinaldi

L'osceno del villaggio
Gli italiani e la pornografia
dal 18 febbraio alle 19.50
di Renato Rinaldi

Tutti la consumano e nessuno sa cos'è!

“Con una battuta potrei cavarmela così, non so cos’è il porno ma quando lo vedo lo capisco benissimo”.

Porno è una delle parole più cercate sul web, ma nel codice penale italiano viene praticamente ignorata. Chi il porno lo fa è costretto a confrontarsi con le ambiguità di una censura che si rifà a leggi scritte negli anni 30, e al centro di questo impressionante vuoto normativo si erge come sommo paradosso la porno tassa. “Quindi come italiano potrei dire; io non so cosa intendono per porno”.

Ma allora che cos’è la pornografia? È veramente così difficile definirla? È un’invenzione moderna o è vecchia quanto l’uomo? È una forma di discriminazione sessuale? Un abuso che lede la dignità della donna o un raffinato divertissement? Cosa la differenzia dall'erotismo? Se l'erotismo mette in scena il mistero del corpo e dell'incontro con l'altro, la pornografia riduce tutto a oggetto? Abbassa anche il desiderio alla dimensione del consumo? Che ruolo ha il porno in un paese dove l’educazione sessuale è lasciata al caso? Quale effetto può avere sui ragazzi e le ragazze di oggi? Nuoce alla salute? Fa diventare ciechi?

Anche se coperto da divieti e da condanne etico-sociali, quello della pornografia non è un mondo a parte, lo stigma e gli imbarazzati silenzi non riescono a nascondere il reale impatto che il consumo di porno ha sulla società. In un paese come il nostro che detiene il record di frequenza alla messa domenicale e contemporaneamente anche quello del consumo di pornografia, quest’ultima non può più essere vista solo come un “problema sociale” da combattere ma anche, e soprattutto, come una “pratica culturale” da comprendere.

A dare forma all’idea di porno come oggetto culturale, ci sono le voci di consumatori, produttori, registi, performer, amatori, sociologi, antropologi, studiosi di cinema e giuristi.

Con le voci di
Giovanna Maina, Enrico Biasin, Silvia Rodeschini, Monica Timperi, Silvio Bandinelli, Marco Scarcelli, Renato Stella, Federico Zecca, Slavina, Max Felicitas, Giulia Iacolutti, Alberto Poloni, Stefano Questorio, Ugo Cornia, Vittoria Burattini, Eva Neklyaeva, Eva Geatti, Marcello Batelli, Nicola Toffolini, Michelangelo Fabbri, Angelica Jupiter, Nicoletta Landi, Francesco Mattuzzi, Luca Bich, Roberto Fabrizio, Donatella Ruttar, Elena Lolli, Titta Raccagni, Barbara Stimoli.

Immagini
Xerografie da Ways of Loving


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