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Gelobet seist du Jesu Christ, cantata per soli coro orch e b. c. BWV 91

Johann Sebastian Bach

Questa cantata di Bach è fortemente ispirata dalla Corale del giorno di Natale, “Gelobet seist du, Jesu Christ” composta nel 1524 da Martin Lutero. L'inizio riassume il Natale in due righe: “Lode a Te, Gesù Cristo, poiché sei nato uomo”. Le letture prescritte per il giorno della festa sono tratte dalla “Lettera a Tito”, “È apparsa infatti la grazia di Dio” (Tito 2: 11-14) o da Isaia, “Un bambino è nato per noi” (Isaia 9: 2-7), e da il Vangelo di Luca, la Natività, l'Annunciazione ai pastori e il canto degli angeli (Luca 2: 1-14). La lettera a Tito è uno dei testi del Nuovo Testamento attribuiti a Paolo di Tarso. Nella lettera il suo discepolo Tito sembra essere il responsabile della comunità cristiana di Creta. L'oggetto dell'epistola sono la sana dottrina e le buone opere che ne conseguono. Paolo si rivolge a Tito, con cui aveva precedentemente collaborato a Corinto, per fornire indicazioni sull'organizzazione delle prime comunità cristiane e per esortarlo a portare avanti l'istruzione religiosa dei cristiani da poco convertiti. In particolare, Paolo si sofferma sui criteri per la scelta dei presbiteri. Il termine presbitero viene qui utilizzato come sinonimo di vescovo anche se siamo ancora lontani dall’organizzazione gerarchica che la Chiesa adotterà nel II secolo d.C. L'episcopato monarchico, infatti, apparirà chiaramente solo con Sant’ Ignazio di Antiochia; qui però c’è uno dei primi spunti di tale evoluzione centralizzata, sottolineata dall’uso del nome al singolare “episcopo”. L'autore propone anche un brano dedicato all'incarnazione di Gesù come strumento di salvezza (che è anche il testo usato dal poeta anonimo della cantata adottata da Bach), nel quale si manifesta la misericordia di Dio e si realizza la vita eterna. In 2,13 c’è un'esplicita affermazione della divinità di Cristo, grande Dio e Salvatore nostro, come sta a provare l'unico articolo che in greco regge i due sostantivi; tale verso fu molto usato dalle prime comunità cristiane contro l’eresia di Ario. In 3,10 inoltre compare, unica volta in tutto il NT, il termine airetikòs (eretico), che avrà tanta fortuna nella storia della teologia. Bach scrisse la cantata di Natale a Lipsia nel 1724 per il giorno di Natale e la eseguì per la prima volta il 25 dicembre dello stesso anno. Eseguì la cantata ancora altre quattro volte il 25 dicembre, nel 1731, nel 1732 o nel 1733, e due volte nel 1740, anche dopo che il suo “Oratorio di Natale”, tratto da testi di Lutero, venne eseguito per la prima volta nel 1734.

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