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Il Teatro di Radio3

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TUTTO ESAURITO!
Il mese del Teatro di Radio3 | VIII edizione 
30 ottobre / 30 novembre 2018
A cura di Antonio Audino e Laura Palmieri

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I PROSSIMI SPETTACOLI

Martedì 20 novembre
ore 21.00 
in diretta dalla Sala A 
Mi sa che fuori è primavera
un progetto di Giorgio Barberio Corsetti e Gaia Saitta 
dal libro di Concita De Gregorio 
adattamento teatrale e interpretazione Gaia Saitta
scene Giuliana Rienzi suono Tom Daniels 
produzione Fattore K | co-produzione Festival Quartieri dell’arte, Fondazione Odyssea, Forteresse asbl | in collaborazione con il collettivo If Human
Irina è una donna a cui sono sottratte dal marito le due figlie gemelle di sei anni. L'uomo, padre delle bambine, si uccide e le piccole non vengono mai più ritrovate. Un terribile fatto di cronaca si fa tragicamente materia poetica. E' una storia di resistenza quella di Irina, una sorta di Medea al contrario: qui è Giasone che fa sparire i figli e nega alla madre la ritualità e la catarsi del lutto, forzandola a un'attesa infinita. Di fronte all'ineluttabilità della sua tragedia, Irina resiste. In scena Gaia Saitta la vive e la racconta, condividendola con il pubblico in sala, che è chiamato a partecipare direttamente alla ricostruzione di quanto accaduto. 

Mercoledì 21 novembre
ore 22.45
Professione ribelle. Elizabeth Cady Stanton e altre americane
Radiocomposizione di Piero Sanavio
Con Milly, Rosa Bianca Scerrino, Elena Cotta, Franco Vaccaro, Cesco Ruffini, Claudio, Parachinetto, Santo Versace, Orazio Bobbio, Mario Marchetti, Anna Bolens, Iginio Bonazzi, Renzo Lori, Wilma D’Eusebio, Alberto Marchè, Clara Droetto, Alferdo Dari, Stefania Giannotti, Bob Marchese, Ivana Erbetta, Adolfo Fenoglio, Fulvio Ricciardi, Gloria Ferrero, Anna Marcelli 
regia di Chiara Serino
ARCHIVIO: prima messa in onda 21/10/1975
Il ritratto di una figura fondamentale per la conquista dei diritti delle donne negli Stati Uniti dell’Ottocento, che con coraggio e abnegazione riuscì a smontare molti dei pregiudizi radicati non soltanto nella società ma soprattutto negli apparati politici, giuridici e amministrativi dell’epoca. Elisabeth punterà alla conquista di vere e proprie garanzie sancite dalla legge, battendosi con accanimento, insieme alle sue compagne di lotta, per il voto alle donne, che arriverà alcuni anni dopo la sua morte, ma certamente in diretta conseguenza di quel nuovo modo di pensare al mondo femminile da lei sostenuto e diffuso con tenacia. Autore del radiodramma è Piero Sanavio, scrittore, giornalista e saggista italiano, da sempre in contatto con le correnti più avanzate del pensiero e della creazione artistica internazionale.

Giovedì 22 novembre
ore 22.30
Quel copione di Shakespeare
Ideazione interpretazione e commento di Vittorio Viviani musiche composte ed eseguite da Gianluca Lusi e Vittorio Mezza.
Le novelle italiane che hanno ispirato il grande drammaturgo Fu già in Venezia un Moro da Gli Ecatommiti di Giovan Battista Giraldi Cinzio e Otello.
Appare sorprendente quanto Shakespeare amasse questo racconto, tanto da seguirlo pedissequamente nella sua opera teatrale, a partire dall’idea del generale moro, ma portando con sè anche dettagli come il fazzoletto che sarà causa della gelosia dell’uomo.

Venerdì 23 novembre
ore 22.30 
Woyzech
di Georg Büchner 
traduzione di Luciano Zagari
con Gian Maria Volontè, Giuliana Lojodice, Mario Scaccia, Antonio Battistella, Silvano Tranquilli, Gianna Piaz, Franco Latini
adattamento e regia Franco Rossi
ARCHIVIO: prima messa in onda 31/01/1964 
Il drammaturgo di lingua tedesca, morto nel 1837 all’età di ventiquattro anni, nel suo breve arco di vita ha composto alcuni dei testi che maggiormente hanno influito sulla nuova drammaturgia del Novecento. Woyzech è, tra questi, il più esplicito, diretto, crudele nella creazione di una dimensione di violenza, di follia, di sopraffazione e di miseria. Riproponiamo l’opera in una versione radiofonica d’archivio affidata a grandi nomi della scena italiana, tra cui l’allora trentunenne Gian Maria Volontè, già noto per le sue apparizioni cinematografiche e televisive, interprete del personaggio del giovane militare che arriverà ad uccidere la donna da lui amata. 

Sabato 24 novembre
ore 20.00
Il Regno profondo. Perché sei qui?
Lettura radiofonica di Claudia Castellucci e Chiara Guidi
Testo: Claudia Castellucci
Direzione vocale: Chiara Guidi
Musiche di: Stefano Bartolini, Scott Gibbons, Giuseppe Ielasi
Voci della Pubblicità: Chiara Guidi, Sergio Scarlatella, Caterina Soranzo
Tecnico del suono: Andrea Scardovi
Tecnico di ripresa audio delle pubblicità: Daniele Magnani
Tecnici della Sede RAI di Bologna: Matteo Corti e Diego Gualandi
Organizzazione: Elena De Pascale e Stefania Lora
Produzione: Societas
Un lavoro in cui la vocalità è dominante rispetto alle azioni e alla visione. Nel Regno profondo. Perché sei qui?, infatti, due figure si scambiano domande elementari che aprono crepacci sulla quotidianità, scatenando il turbine del dubbio radicale. La ricerca idiomatica para-dialettale, che guida l’esecuzione ora corale ora polifonica ora solistica delle due interpreti, crea un corto-circuito che porta a una comicità inaspettata e primitiva. Una lettura drammatica che vede tornare in scena insieme dopo molti anni Chiara Guidi e Claudia Castellucci, riprendendo e rinnovando lo storico Uovo di bocca, arricchito da componimenti inediti di Claudia Castellucci.

Domenica 25 novembre
ore 20.30
per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne
Uomini che non odiano le donne

un’idea di Loredana Lipperini
con Loredana LipperiniSimona Vinci Vasco Brondi
e con gli allievi della Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro
diretta differita dal Teatro Storchi di Modena

Un viaggio per scavare dentro l’immaginario della violenza, affrontando i miti che lo sostengono, per scoprire come sia possibile osservare la relazione tra uomo e donna in maniera differente, con una valenza più positiva, grazie ai racconti e agli autori, di oggi e di ieri, scelti dagli artisti presenti. 2666 di Roberto Bolaño, a Rose Madder di Stephen King, i testi stranieri selezionati da Loredana LipperiniSimona Vinci, anche interprete di un suo inedito che parte dai Fratelli Grimm, esplora invece l’immaginario letterario italiano, tornando al Canzoniere di Petrarca, passando per l’Elegia di madonna Fiammetta di Boccaccio e poi i ritratti di tre donne dei Promessi sposi (Lucia, La monaca di Monza, la madre di Cecilia), per arrivare a Giovanni Giudici (O Beatrice) e il recente romanzo di Maurizio Maggiani, L’amore. A Vasco Brondi la scelta di tre grandi potesse italiane: Patrizia Cavalli, Mariangela Gualtieri, Chandra Livia Candiani.

Lunedì 26 novembre 
ore 20.30 Simone Weil - Concerto poetico
scritto, diretto e interpretato da Ilaria Drago
musiche originali Marco Guidi, voce live electronics Ilaria Drago, produzione Compagnia Ilaria Drago
“Uno dei nodi più importanti da sciogliere, che ci coinvolge tutti come esseri umani, è quello dell’illusione, e il fine da perseguire ad ogni costo è la Verità. Questa era la lente con la quale Simone Weil osservava e sviscerava le questioni del mondo, e questo è stato il motore che ci ha mosso nella ricerca sia musicale che poetica per questo Concerto – scrive Ilaria Drago - Questa è da sempre la mia ricerca in teatro, una ricerca nella quale la poesia possa riflettere almeno 
un po’ quell’immagine di sacra Verità di cui facciamo parte, che possa accendere il ricordo di tanta Bellezza. Il lavoro, la guerra, la spiritualità, sono i temi toccati nel Concerto, temi che ci si propone di dire in forma poetica, attraverso l’evocazione di cui sono capaci la musica e la lirica e che, non solo hanno travolto la vita della filosofa, ma che ci riguardano e non smettono di farci riflettere”.

Martedì 27 novembre
ore 23.00
Ceneri
radiodramma di Samuel Beckett 
traduzione Amleto Micozzi
con Salvo Randone, Gabriella Giacobbe, Gianfranco Dettori, Anna Maria Riva Resnati regia di Giorgio Bandini
ARCHIVIO: prima messa in onda 29/01/1960| Premio Italia 1959
Scritto nel 1958 per la BBC il radiodramma ci fa ascoltare le parole di un uomo che cammina sulla riva del mare, quel mare che è stato causa della morte del padre, in un fluire di memorie, ricostruzioni, ipotesi, con voci che dal passato o dall’oggi arrivano a scardinare i pensieri di questa figura. Nei nostri archivi questo titolo appare con la consacrazione di un Premio Italia, dovuto non soltanto alla raffinata e complessa costruzione sonora, ma certamente all’interpretazione di una delle presenze più importanti della scena italiana di tutti i tempi, Salvo Randone.

Mercoldì 28 novembre
ore 21.00 
in diretta dalla Sala A 
Glauco Mauri | Serata d'onore
Tornando a Beckett

Glauco Mauri, che nel 1961 è stato il primo il Krapp italiano, è in questa stagione l’Hamm di Finale di partita, affiancato dal Clov di Roberto Sturno. In questa serata omaggio ad uno dei grandi interpreti della scena italiana, ripercorreremo i successi del suo repertorio con una attenzione particolare al suo rapporto con l’autore irlandese. “Nella vita della nostra Compagnia – afferma Mauri - Beckett è stato un amato compagno di viaggio. Il suo mondo poetico, tragico e farsesco è un modo di interpretare la vita: la tragedia del vivere che diventa farsa e la farsa del vivere che diventa tragedia. Un ossimoro dove convivono una risata e un arido pianto, una disperazione senza speranza e un insopprimibile sentimento di pietà per l'uomo”. 

Giovedì 29 novembre 
ore 22.30
Quel copione di Shakespeare
Ideazione interpretazione e commento di Vittorio Viviani musiche composte ed eseguite da Gianluca Lusi e Vittorio Mezza.
Le novelle italiane che hanno ispirato il grande drammaturgo La fiera ingratitudine e la incredibile ingiustizia da Gli Ecatommiti di Giovan Battista Giraldi Cinzio e Misura per misura.
Un regnante nomina un reggente per poter mescolarsi tra il popolo e vedere da vicino la realtà del Paese da lui governato. Ma proprio il reggente si macchia di gravi colpe, cercando col suo potere di sedurre una donna, promettendogli di salvare la vita del fratello condannato a morte. Un’amara parabola sulla crudeltà e sul potere capace di suggestionare il drammaturgo inglese, che segue in molti tratti della sua opera la narrazione del novellista italiano.

Venerdì 30 novembre
ore 21.00 
in diretta dalla Sala A
Il giovane criminale. Genet/Sasà
scritto, diretto e interpretato da Sasà Striano
Salvatore Striano nel suo monologo ispirato al Giovane criminale di Jean Genet si rivolge agli spettatori, li provoca e li sollecita al fine di aprire loro gli occhi su scomode realtà troppo spesso rimosse, tenute a distanza o semplicemente ignorate, che ruotano attorno alla figura del giovane criminale. Sasà attinge alla sua vita passata, trascorsa fuori e dentro la galera, così com’è narrata nel suo libro Teste matte, scritto insieme a Guido Lombardi. Le sue parole vanno a minare le certezze di un pubblico che può diventare ora ascoltatore compassionevole ora giudice severo. Sarà lui stesso, come Genet, ad indicare la via d’uscita che ha trovato grazie alla capacità salvifica dell’arte, della poesia, della letteratura, delle parole e del teatro.

 

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