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Il Teatro di Radio3

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Tutto Esaurito!

TUTTO ESAURITO!  
Il mese del Teatro di Radio3 | VIII edizione 
30 ottobre / 30 novembre 2018
A cura di Antonio Audino e Laura Palmieri

Martedì 30 ottobre
ore 21.00 
in diretta dalla Sala A
anteprima in collaborazione con RomaEuropa Festival
Mondi | Incontro- spettacolo con le compagnie Motus e VicoQuartoMazzini

Motus | Frammenti da Panorama 
Ideazione e regia Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, drammaturgia Erik Ehn e Daniela Nicolò 
con gli attori della Great Jones Repertory Company - Maura Nguyen Donohue, John Gutierrez, Valois, Marie Mickens, eugene the poogene, Zishan Ugurlu, Perry Yung, musiche Heather Paauwe
VicoQuartoMazzini | La guerra dei mondi 80 anni dopo
Scritto diretto e interpretato da Michele Altamura e Gabriele Paolocà
Musiche composte ed eseguite da Alessandro De Rocco

Giovedì 1 novembre
ore  20.30      
L’ultima cena     
scritto e diretto da Riccardo Lanzarone con Riccardo Lanzarone e Feliciana Sibilano
musiche Giorgio Distante con la partecipazione in voce di Michele Sinisi e di Elisabetta Guido
prodotto da Riccardo Lanzarone col Teatro Koreja, con il contributo del Festival Internazionale Castel Dei Mondi e con la collaborazione di Mat-Laboratorio Urbano di Terlizzi.
Anno 2027: un futuro in cui è legittimo farsi giustizia da soli, in cui non servono prove schiaccianti per condannare qualcuno. Col denaro, si sovvenzionano strutture private che smaltiscono il crimine uccidendo i presunti colpevoli in poche ore.  Secondo capitolo de La trilogia dell'attesa ( il primo Codice nero è stato trasmesso da Radio3 nel 2016), L'ultima cena prende in prestito la figura del torero, avvolto e protetto dal suo "traje de luces", la divisa dorata, per indagare come vive le sue ultime ore un uomo accusato di reato. Condannato, prigioniero oppure ostaggio? Spera nell'assoluzione o finisce per sognare la condanna a morte? La figura del torero si sovrappone inevitabilmente a quella del boia. Una lenta metamorfosi in cui la vittima diventa carnefice. Premessa: è il giorno di carnevale. Durante la sfilata nella piazza del paese, sparisce un uomo mascherato da torero …

Venerdì 2 novembre
ore 23.00      
Delirio a due
di Eugene Jonesco
Traduzione Gian Renzo Morteo con Mario Scaccia, Giusi Raspani Dandolo, Mariano Rigillo, Renato Campese, Valeria Gagliardi, regia di Marco Lami
ARCHIVIO : prima messa in onda 05/08/1963 
Uno dei testi cardine del teatro del Novecento, interpretato in questa preziosa registrazione d’archivio da due attori, Mario Scaccia e Giusi Raspani Dandolo, che da sempre hanno attinto ad una tavolozza di tonalità interpretative quanto mai policroma con decise venature ironiche e grottesche, particolarmente adatte all’universo di questo autore. Quella che ci appare è una coppia borghese nel momento di un banale litigio che, via via, si fa sempre più aspro, tanto da fare in modo che i due non si accorgano della guerra e dei bombardamenti sotto i quali sta per soccombere il palazzo in cui abitano. 

Sabato 3 novembre
ore 22.30  
Icaro caduto
Scritto e interpretato da Gaetano Colella
regia Enrico Messina
drammaturgia del suono Raffaele Bassetti
produzione Armamaxa Teatro | Paginebianche teatro
Icaro, caduto in mare perché le ali costruitegli dal padre si sono fuse al calore del sole, viene salvato da una famiglia pugliese, e subito intorno alla creatura si condensano ipotesi, suggestioni, dicerie. Mentre in lui resta una rabbia profonda e un gran numero di interrogativi. ”Volevo raccontare” afferma Colella, “il complesso, delicato e meraviglioso rapporto che lega un padre a un figlio, meglio ancora un figlio a un padre. E le due figure leggendarie di Dedalo e di Icaro servivano perfettamente al racconto che volevo costruire, ma li ho staccati dal mito per poter raccontare una storia senza tempo, mitologica. Ho scritto il testo mescolando da un lato la lingua pugliese, il dialetto italianizzato che uso spesso nei miei spettacoli, dall’altro una lingua pulita, in endecasillabi a rima alternata, che richiama il classico nella sua forma nobile. Non si tratta di un endecasillabo poetico, ma in prosa. E’ sempre comprensibile, giusto per esprimere l’universo della fiaba e del mito al quale mi accostavo. Per rispettarlo, per raccontarlo senza tradirlo”.

Domenica 4 novembre 
ore 21.00  
in diretta dalla Sala A  
Cenere e ombra
di Sergio Pierattini
con Maria Paiato
musiche composte ed eseguite da Gianluca Misiti
Il radiodramma originale, scritto appositamente per il mese del Teatro di Radio3 da Sergio Pierattini, racconta la vicenda  del Milite Ignoto attraverso la figura di Maria Bergamas, la donna triestina che fu selezionata per scegliere, tra gli undici feretri raccolti nella Basilica di Aquileia, quello destinato al Vittoriano. Maria, madre di un soldato disperso sul Monte Cimone, divenne così protagonista e vittima di un rito collettivo dal forte valore simbolico ed emotivo.

Lunedì 5 novembre
ore 20.30  
Acqua di colonia
testo, regia, interpretazione / Elvira Frosini e Daniele Timpano, consulenza / Igiaba Scego, voce del bambino Unicef / Sandro Lombardi, produzione / Romaeuropa Festival, Teatro della Tosse, Accademia degli Artefatti, con il sostegno di Armunia Festival Inequilibrio. Si ringrazia C.R.A.F.T. Centro Ricerca Arte Formazione Teatro
Il colonialismo italiano: una storia rimossa e negata, che dura 60 anni.  Inizia già nell'Ottocento, ma nell'immaginario comune si riduce ai 5 anni dell'Impero Fascista. “Cose sporche sotto il tappetino – affermano gli autori -  tanto erano altri tempi, non eravamo noi, chi se ne importa. È acqua passata, acqua di colonia, cosa c'entra col presente? Eppure ci è rimasta addosso come carta moschicida, in frasi fatte, luoghi comuni, nel nostro stesso sguardo. Vista dall'Italia, l'Africa è tutta uguale, astratta e misteriosa come la immaginavano nell'Ottocento. Somalia, Libia, Eritrea, Etiopia sono nomi, non Paesi reali, e comunque noi con loro non c'entriamo niente.  Gli africani stessi sono tutti uguali, come  i profughi, i migranti che oggi ci troviamo intorno, sull'autobus, per strada. Immagini, corpi, identità  la cui esistenza è irreale: non riusciamo a giustificarli nel nostro presente. Come un vecchio incubo  che ritorna, incomprensibile, che ci piomba addosso come un macigno”. 

Martedì 6 novembre
ore 21.00
in diretta dalla Sala A
L’armata dei senza tetto 
Scritto e interpretato da  Ascanio Celestini 
Ispirato alle creazioni artistiche di Giovanni Albanese
Musiche composte ed eseguite da Gianluca Casadei
L’attore e autore romano prende spunto per questi suoi racconti dalle creazioni artistiche di Giovanni Albanese, montaggi fantastici di elementi e forme diverse, figure che prendono vita da materiali di scarto reperiti nei modi più diversi. Celestini intravede in queste creature i profili di individui che, come sempre nella sua scrittura, hanno contorni tragici o comici, grotteschi o buffi. “ Per Giovanni Albanese - commenta Celestini - una bicicletta rotta non è destinata alla discarica, ma gli parla. Dice ‘parlano a prescindere da me’. Non esistono oggetti muti, ma solo persone sorde che non li sanno ascoltare. E Giovanni cammina in mezzo a questo cimitero del presente. Parla coi morti del suo Spoon River”.

Giovedì 8 novembre
ore 22.30 
Quel copione di Shakespeare
Ideazione interpretazione e commento di Vittorio Viviani musiche composte ed eseguite da Gianluca Lusi e Vittorio Mezza.
Le novelle italiane che hanno ispirato il grande drammaturgo. La sfortunata morte di dui infelicissimi amanti dalle Novelle di Matteo Bandello e Romeo e Giulietta.
Due giovani amanti di due famiglie rivali incontratisi ad un ballo e legati da un amore impossibile e da un destino di morte in una Verona di sangue e vendette. Tutto questo è nella novella, uguali i nomi, le situazioni, l’intreccio, che Shakespeare trasforma in uno dei più grandi capolavori del teatro


Venerdì 9 novembre
ore 20.30  
Il problema
di Paola Fresa
con Marco Manchisi, Teresa Ludovico, Paola Fresa e Michele Cipriani, regia Teresa Ludovico
produzione  Teatri di Bari, in collaborazione con Teatro Stabile di Bolzano
In un interno domestico, Padre, Madre e Figlia si trovano a dover affrontare un problema: l’arrivo inaspettato di una malattia incurabile che colpisce il Padre, l’Alzheimer. Nel precipizio della memoria che è la sindrome di Alzheimer, la scrittura non risparmia ai suoi personaggi continui inciampi tragicomici. Così, in una corsa contro il tempo, tra rifiuto del “problema” e la silenziosa resistenza al dolore, tra notti insonni e vagabondaggi notturni, tra surreali partite a carte e mancati riconoscimenti, nel sovrapporsi di passato e presente, Madre e Figlia si ritroveranno unite nell’impresa di trattenere il ricordo di sé nella mente del Padre.

Sabato 10 novembre
ore 20.00   
Senza vincitori né vinti 
guera granda 15-18

di Mario Rigoni Stern e Francesco Niccolini
con Marco Paolini e Simone Cristicchi e con il coro Valcavasia 
musiche originali di Alessandro Grego, direzione musicale e pianoforte Filippo Faes, direttore del coro Tarcisio Dal Zotto, viola Anna Serova, chitarra IsaaK De Martin, violino Alaa Arsheed, alle percussioni Mattia Tormen e Andrea Bordignon in collaborazione con il Conservatorio Agostino Steffani di Castelfranco Veneto
drammaturgia e regia Francesco Niccolini da un'idea di Loris de Martin e Alessandro Grego
nuova edizione registrata sul Monte Tomba, 28-29 luglio 2018 produzione Jole film
Fra gli autori italiani che più hanno scritto sulla prima guerra mondiale, indubbiamente c'è Mario Rigoni Stern, con i suoi Racconti di guerra, e con i due romanzi brevi, i capolavori L'anno della vittoria e soprattutto Storia di Tönle, dove la guerra viene raccontata attraverso la fulminante esperienza di un civile, contadino ottantenne originario dell'Altipiano d'Asiago. Attraverso sei mesi di studi, interviste e approfondimenti affidati a Francesco Niccolini, la storia del vecchio Tönle Bintarn si è allargata ed è divenuta un racconto teatrale a più voci. “Sin  dalla scelta del titolo, questo lavoro cerca di tenersi lontano dalla retorica e da ogni voglia di celebrazione, sprofondato nel disgusto per un bagno di sangue ingiustificabile, e al tempo stesso impegnato a non rimuoverne l'orrore e la memoria”.  

Domenica 11 novembre
ore 20.30  
Muhammad Ali 
uno spettacolo di  Pino Carbone e Francesco Di Leva
drammaturgia di Linda Dalisi, musiche Marco Messina e Sasha Ricci, ricerche e consulenza Anna Maria Di Luca e Fausto Narducci
con Francesco Di Leva
regia Pino Carbone  
produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro
L’ispirazione nasce concretamente dal corpo di Muhammad Ali, un corpo allenato, messo in gioco, sfidato, osannato, osservato, acclamato; un corpo astuto che sa come attutire un colpo, un corpo pronto, forte, nero, in ebollizione. Un corpo che fa delle differenze una forza, un vanto, una battaglia. Un attore e un regista, traendo ispirazione dal corpo dell’indimenticabile pugile, metafora della forza che supera ogni limite, si confrontano con il senso dell’impossibile e della sfida. Diceva lo stesso Alì : "Se la mia mente può concepirlo e il mio cuore può crederlo, allora io posso compierlo." Autore, insieme a Pino Carbone, e interprete del  lavoro, Francesco Di Leva  è uno degli attori emergenti più interessanti del momento, protagonista  del Sindaco del Rione Santità di Eduardo De Filippo con la regia di Mario Martone, e interprete di film e di popolari fiction televisive. E’ tra i fondatori del Teatro Nest a San Giovanni a Teduccio, uno dei quartieri più difficili della periferia napoletana, dove insieme ad altri artisti svolge una coraggiosa attività culturale e sociale di assoluta rilevanza per tutti gli abitanti di quella zona.

Lunedì 12 novembre
ore 22.30  
Quel copione di Shakespeare
Ideazione interpretazione e commento di Vittorio Viviani musiche composte ed eseguite da Gianluca Lusi e Vittorio Mezza.
Le novelle italiane che hanno ispirato il grande drammaturgo Il giudeo e la libra di carne dal Pecorone di Giovanni Fiorentino  e Il mercante di Venezia.
Un prestito di denaro in cambio di una libbra di carne, la conquista di una donna ricca e misteriosa, un processo in cui la donna si traveste da avvocato. Questo e molto altro prende Shakespeare dalla scrittura del grande novelliere italiano.

Martedì 13 novembre
ore 21.00  
in diretta dalla Sala A
Pensa alla patria
Gioachino Rossini musicista fra Rivoluzione e Restaurazione
di Vittorio Emiliani
lettura musicale di Vittorio Emiliani e Lorenzo Lavia in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Per celebrare il 150^ anniversario della morte di Gioacchino Rossini (Pesaro, 29 febbraio 1792 – Passy, 13 novembre 1868), ospitiamo questa lettura musicale che Vittorio Emiliani ha scritto a partire dal suo libro   “Il furore e il silenzio.Vite di Gioacchino Rossini” ( Il Mulino, 2007).  Seguendo con minuzia le vicende rossiniane, Emiliani compone un quadro vivace e affollato, pieno di dettagli sconosciuti, in cui tratteggia la vita del compositore nel più largo contesto storico e culturale che si trovò ad attraversare, che ci racconta un Rossini politico.

Mercoledì 14 novembre
ore 20.30 
Il ritorno al deserto
di Bernard Marie Koltés 
traduzione di J. M. Le Moine
con  Laura Betti, Alessandro Haber, Cristina Crippa, Elio De Capitani, Hamed Elawam, Cristian
Giammarini, Corinna Lo Castro, Ida Marinelli, Kadour Naimi,Gianni Palladino, Paolo Pierobon, 
Elena Russo, Francesco Siciliano, Luca Toracca

regia Elio De Capitani
ARCHIVIO:  prima messa in onda 18/6/2004
Realizzato nel 2004 negli studi Rai per il ciclo del Consiglio Teatrale dedicato alla drammaturgia francese del 900, Il ritorno al deserto (1988) e’ il penultimo testo scritto da Koltés, un anno prima di morire, a 41 anni, stroncato dall’Aids. Una produzione complessa, con 14 attori, tra cui gli straordinari Laura Betti e Alessandro Haber nel ruolo di due fratelli che non riescono a fare a meno l’una dell’altro. Personaggi in viaggio, lontani da qualunque centralità, che  nutrono il  teatro 
di Koltés, quanto l'amore senza speranza per gli stranieri, i diversi, gli esclusi. Koltès, nel suo breve e intenso viaggio dentro la vita  ha saputo parlarci, con amore, dei margini, convinto che solo lì sia possibile scorgere alcuni movimenti del reale. 
                     
Giovedì 15 novembre
ore 22.30 
Quel copione di Shakespeare
Ideazione interpretazione e commento di Vittorio Viviani musiche composte ed eseguite da Gianluca Lusi e Vittorio Mezza.
Le novelle italiane che hanno ispirato il grande drammaturgo Maestro Raimondo aveva una moglie che non donna, anzi dea pareva dalle Piacevoli notti  di Giovanni Francesco Straparola e  Le allegre comari di Windsor.
Un amante viene nascosto in una cesta di panni sporchi per nasconderlo agli occhi di un marito. Uno spunto che ispira, insieme ad altre suggestioni, la trama e le atmosfere della divertente commedia shakespeariana e delle vicende del suo protagonista Falstaff.

Venerdì 16 novembre
ore 22.30      
Una vita  o Prove di liberazione    
Ispirato a Pensieri dal carcere di Pierre Clèmenti 
testo e regia di Clara Galante
con Clara Galante e Aniello Arena
sound designer Francesco Gentile
produzione Teatro del Carretto
“ Prendendo spunto dal fatto di cronaca che ebbe come protagonista l’attore francese Pierre Clèmenti (interprete  di talento che aveva lavorato con artisti come Buñuel, Pasolini, Bertolucci, Visconti e molti altri), con il suo arresto per droga a Roma nel 1971 e la successiva prigionia, mi sono interrogata sul senso della colpa , della giustizia, del perdono e della libertà. Temi quanto mai attuali che accendono molte domande.Avvicinandomi in punta di piedi a questa storia ho avuto
modo di scoprire quanto sia labile il confine tra noi che stiamo fuori e coloro che, per varie ragioni, stanno “dentro”. Chi, infatti, può dirsi veramente libero?Schiavo non è tanto chi ha le catene ai piedi quanto chi non è più in grado d’immaginare la libertà, scriveva in carcere lo stesso Clèmenti”. Accanto a Clara Galante, autrice e anche interprete di questo lavoro, che debutta in forma di studio nella nostra rassegna, la presenza significativa di Aniello Arena, che proprio in carcere ha scoperto la sua vocazione teatrale.

Sabato 17 novembre
ore 20.00  
Parole e musica
opera radiofonica di Samuel Beckett
musica di Morton Feldman 
con Andrea Renzi, Francesco Paglino e l’Ensemble Dissonanzen 
Mariano Patti direttore, Tommaso Rossi flauto e ottavino, Sara Brandi flauto, Alina Taslavan violino, Francesco Solombrino viola, Manuela Albano violoncello, Ciro Longobardi pianoforte,  Lucio Miele vibrafono, suono Daghi Rondanini
regia Andrea Renzi
in collaborazione con Radio Siani Network, produzione Teatri Uniti
registrazione effettuata  il 6 ottobre 2018 in occasione della prima rappresentazione alla Sala Assoli di Napoli
L’ambientazione: un vecchio signore dall’indole poetica, Croak, si reca periodicamente a trovare i suoi due servitori: Parole (chiamato anche Joe) e Musica (chiamato anche Bob). Insieme ad essi  egli ha la possibilità di comporre poemi musicali sui temi più diversi. “Tema questa sera… l’amore” dirà ai suoi due servitori. Ma Parole e Musica non vanno d’accordo. Alla fine, il poema risultante lascia del tutto insoddisfatto Croak che abbandona i due avvilito. Scritto nel 1961, insieme ad altre due sceneggiature radiofoniche (Radio I, Cascando.), venne trasmesso per la prima volta dal Terzo Programma della Bbc il 13 novembre 1962, con le musiche di John Beckett, cugino dell’autore.  Morton Feldman elaborerà una nuova partitura musicale per questo radiodramma nel 1987, anno della sua lunga suite orchestrale For Samuel Beckett, dopo aver musicato già nel 1977  l’atto unico Neither (Né l’uno né l’altro). 

Domenica 18 novembre
ore  21.00  
in diretta dall'auditorium Rai di Milano
La radio tra le righe 
letture di Elio De Capitani 
regia di Danilo Di Termini
a cura di Nicola Pedone
in collaborazione con Book City
Torna per la terza edizione La radio tra le righe, passi di romanzi, racconti e poesie in cui viene evocata la nostra “cara piccola scatola”, per citare Brecht, che ogni giorno ci tiene compagnia. In questa serata, come sempre in diretta su Radio3 dalla sede Rai di Milano, Elio De Capitani interpreta, oltre agli immancabili Murakami e Alberto Savinio, brani di Milan Kundera, Giuseppe Pontiggia, Leo Chiosso, Seamus Heaney e un altro premio Nobel che sarà svelato durante la serata. L’Auditorium A, per l’occasione aperto al pubblico, è la naturale cornice di questo incontro tra Radio3, nel mese dedicato al teatro, e Book City, nei giorni in cui Milano ospita questa festa della lettura, dei lettori e, in questo caso, degli ascoltatori.

Lunedì 19 novembre
ore 22.30  
La sorella di Gesù Cristo
di e con Oscar De Summa
Terzo capitolo della Trilogia della provincia
produzione La Corte Ospitale, Attodue, Armunia – Castiglioncello 
con il sostegno de La Casa delle Storie e Corsia Of
“Una storia tanto semplice quanto terribile.  – afferma l’autore e interprete -  Una ragazza prende in mano una pistola Smith & Wesson 9 millimetri e attraversa tutto il paese per andare a sparare al ragazzo che la sera prima,  il venerdì santo della passione, l’ha costretta a subire una violenza. Ma qual è la via per rimettere tutto al suo posto? È giusto usare la violenza per riparare ad una violenza? E se così non fosse che alternative avremmo?”    

Martedì 20 novembre
ore 21.00 
in diretta dalla Sala A 
Mi sa che fuori è primavera
un progetto di Giorgio Barberio Corsetti e Gaia Saitta 
dal libro di Concita De Gregorio 
adattamento teatrale e interpretazione Gaia Saitta
scene Giuliana Rienzi suono Tom Daniels 
produzione Fattore K | co-produzione Festival Quartieri dell’arte, Fondazione Odyssea, Forteresse asbl | in collaborazione con il collettivo If Human
Irina è una donna a cui sono sottratte dal marito le due figlie gemelle di sei anni. L'uomo, padre delle bambine, si uccide e le piccole non vengono mai più ritrovate. Un terribile fatto di cronaca si fa tragicamente materia poetica. E' una storia di resistenza quella di Irina, una sorta di Medea al contrario: qui è Giasone che fa sparire i figli e nega alla madre la ritualità e la catarsi del lutto, forzandola a un'attesa infinita. Di fronte all'ineluttabilità della sua tragedia, Irina resiste.  In scena Gaia Saitta la vive e la racconta, condividendola con il pubblico in sala, che è chiamato a partecipare direttamente alla ricostruzione di quanto accaduto. 

Mercoledì 21 novembre
ore 22.45   
Professione ribelle. Elisabeth Cady Stanton e altre americane
Radiocomposizione di  Piero Sanavio
Con Milly, Rosa Bianca Scerrino, Elena Cotta, Franco Vaccaro, Cesco Ruffini, Claudio, Parachinetto, Santo Versace, Orazio Bobbio, Mario Marchetti, Anna Bolens, Iginio Bonazzi, Renzo Lori, Wilma D’Eusebio, Alberto Marchè, Clara Droetto, Alferdo Dari, Stefania Giannotti, Bob Marchese, Ivana Erbetta, Adolfo Fenoglio, Fulvio Ricciardi, Gloria Ferrero, Anna Marcelli 
regia di Chiara Serino
ARCHIVIO: prima messa in onda 21/10/1975
Il ritratto di una figura fondamentale per la conquista dei diritti delle donne negli Stati Uniti dell’Ottocento, che con coraggio e abnegazione riuscì a smontare molti dei pregiudizi radicati non soltanto nella società ma soprattutto negli apparati politici, giuridici e amministrativi dell’epoca. Elisabeth punterà alla conquista di vere e proprie garanzie sancite dalla legge, battendosi con accanimento, insieme alle sue compagne di lotta, per il voto alle donne, che arriverà alcuni anni dopo la sua morte, ma certamente in diretta conseguenza di quel nuovo modo di pensare al mondo femminile da lei sostenuto e diffuso con tenacia. Autore del radiodramma è Piero Sanavio, scrittore, giornalista e saggista italiano, da sempre in contatto con le correnti più avanzate del pensiero e della creazione artistica internazionale.

Giovedì 22 novembre
ore 22.30   
Quel copione di Shakespeare
Ideazione interpretazione e commento di Vittorio Viviani musiche composte ed eseguite da Gianluca Lusi e Vittorio Mezza.
Le novelle italiane che hanno ispirato il grande drammaturgo Fu già in Venezia un Moro da Gli Ecatommiti di Giovan Battista Giraldi Cinzio e Otello.
Appare sorprendente quanto Shakespeare amasse questo racconto, tanto da seguirlo pedissequamente nella sua opera teatrale, a partire dall’idea del generale moro, ma portando con sè anche dettagli come il fazzoletto che sarà causa della gelosia dell’uomo.

Venerdì 23 novembre
ore 22.30 
Woyzech
di Georg Büchner 
traduzione di Luciano Zagari
con Gian Maria Volontè, Giuliana Lojodice, Mario Scaccia, Antonio Battistella, Silvano Tranquilli, Gianna Piaz, Franco Latini
adattamento e regia Franco Rossi
ARCHIVIO: prima messa in onda 31/01/1964 
Il drammaturgo di lingua tedesca, morto nel 1837 all’età di ventiquattro anni, nel suo breve arco di vita ha composto alcuni dei testi che maggiormente hanno influito sulla nuova drammaturgia del Novecento. Woyzech è, tra questi, il più esplicito, diretto, crudele nella creazione di una dimensione di violenza, di follia, di sopraffazione e di miseria. Riproponiamo l’opera in una versione radiofonica d’archivio affidata a grandi nomi della scena italiana, tra cui l’allora trentunenne Gian Maria Volontè, già noto per le sue apparizioni cinematografiche e televisive, interprete  del personaggio del giovane militare che arriverà ad uccidere la donna da lui amata. 

Sabato 24 novembre
ore 20.00      
Il Regno profondo. Perché sei qui?  
scritto da Claudia Castellucci 
regia vocale di Chiara Guidi 
interpretato da Claudia Castellucci e Chiara Guidi
musiche Giuseppe Ielasi, Scott Gibbons, fonico Andrea Scardovi
produzione Societas 
Un lavoro in cui la vocalità è dominante rispetto alle azioni e alla visione. Nel Regno profondo. Perché sei qui?, infatti, due figure si scambiano domande elementari che aprono crepacci sulla quotidianità, scatenando il turbine del dubbio radicale. La ricerca idiomatica para-dialettale, che guida l’esecuzione ora corale ora polifonica ora solistica delle due interpreti, crea un corto-circuito che porta a una comicità inaspettata e primitiva. Una lettura drammatica che  vede tornare in scena insieme dopo molti anni Chiara Guidi e Claudia Castellucci,  riprendendo e rinnovando lo storico Uovo di bocca, arricchito da componimenti inediti di Claudia Castellucci.

Lunedì 26 novembre
ore 20.30 
Simone Weil - Concerto poetico
scritto, diretto e interpretato da Ilaria Drago
musiche originali Marco Guidi, voce live electronics Ilaria Drago, produzione Compagnia Ilaria Drago
“Uno dei nodi più importanti da sciogliere, che ci coinvolge tutti come esseri umani, è quello dell’illusione, e il fine da perseguire ad ogni costo è la Verità. Questa era la lente con la quale Simone Weil osservava e sviscerava le questioni del mondo, e questo è stato il motore che ci ha mosso nella ricerca sia musicale che poetica per questo Concerto – scrive Ilaria Drago -  Questa è da sempre la mia ricerca in teatro, una ricerca nella quale la poesia possa riflettere almeno 
un po’ quell’immagine di sacra Verità di cui facciamo parte, che possa accendere il ricordo di tanta Bellezza.  Il lavoro, la guerra, la spiritualità, sono i temi toccati nel Concerto, temi che ci si propone di dire in forma poetica, attraverso l’evocazione di cui sono capaci la musica e la lirica e che, non solo hanno travolto la vita della filosofa, ma che ci riguardano e non smettono di farci riflettere”.

Martedì 27 novembre
ore 23.00
Ceneri
radiodramma di Samuel Beckett 
traduzione Amleto Micozzi
con Salvo Randone, Gabriella Giacobbe, Gianfranco Dettori, Anna Maria Riva Resnati regia di Giorgio Bandini
ARCHIVIO: prima messa in onda 29/01/1960| Premio Italia 1959
Scritto nel 1958 per la BBC il radiodramma ci fa ascoltare le parole di un uomo che cammina sulla riva del mare, quel mare che è stato causa della morte del padre, in un fluire di memorie, ricostruzioni, ipotesi, con voci che dal passato o dall’oggi arrivano a scardinare i pensieri di questa figura. Nei nostri archivi questo titolo appare con la consacrazione di un Premio Italia, dovuto non soltanto alla raffinata e complessa costruzione sonora, ma certamente all’interpretazione di una delle presenze più importanti della scena italiana di tutti i tempi, Salvo Randone.

Mercoldì 28 novembre
ore 21.00 
in diretta dalla Sala A          
Glauco Mauri | Serata d'onore
Tornando a Beckett

Glauco Mauri, che nel 1961 è stato il primo il Krapp italiano, è in questa stagione l’Hamm di Finale di partita, affiancato dal Clov di Roberto Sturno. In questa serata omaggio ad uno dei grandi interpreti della scena italiana, ripercorreremo i successi del suo repertorio con una attenzione particolare al suo rapporto con l’autore irlandese. “Nella vita della nostra Compagnia – afferma Mauri - Beckett è stato un amato compagno di viaggio. Il suo mondo poetico, tragico e farsesco è un modo di interpretare la vita: la tragedia del vivere che diventa farsa e la farsa del vivere che diventa tragedia. Un ossimoro dove convivono una risata e un arido pianto, una disperazione senza speranza e un insopprimibile sentimento di pietà per l'uomo”. 

Giovedì 29 novembre 
ore 22.30     

Quel copione di Shakespeare
Ideazione interpretazione e commento di Vittorio Viviani musiche composte ed eseguite da Gianluca Lusi e Vittorio Mezza.
Le novelle italiane che hanno ispirato il grande drammaturgo La fiera ingratitudine e la incredibile ingiustizia da Gli Ecatommiti di Giovan Battista Giraldi Cinzio  e Misura per misura.
Un regnante nomina un reggente per poter mescolarsi tra il popolo e vedere da vicino la realtà del Paese da lui governato. Ma proprio il reggente si macchia di gravi colpe, cercando col suo potere di sedurre una donna, promettendogli di salvare la vita del fratello condannato a morte. Un’amara parabola sulla crudeltà e sul potere capace di suggestionare il drammaturgo inglese, che segue in molti tratti della sua opera la narrazione del novellista italiano.

Venerdì 30 novembre
ore 21.00 
in diretta dalla Sala A
Il giovane criminale. Genet/Sasà
scritto, diretto e interpretato da  Sasà Striano
Salvatore Striano nel suo monologo ispirato al Giovane criminale di Jean Genet si rivolge agli spettatori, li provoca e li sollecita al fine di aprire loro gli occhi su scomode realtà troppo spesso rimosse, tenute a distanza o semplicemente  ignorate, che ruotano attorno alla figura del giovane criminale. Sasà attinge alla sua vita passata, trascorsa fuori e dentro la galera, così com’è narrata nel suo libro Teste matte,  scritto insieme a Guido Lombardi. Le sue parole vanno a minare le certezze di un pubblico che può diventare ora ascoltatore compassionevole ora giudice severo.  Sarà lui stesso, come Genet, ad indicare la via d’uscita che ha trovato grazie alla capacità salvifica dell’arte, della poesia, della letteratura, delle parole e del teatro.

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