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Zazà - Cultura società meridione e spettacolo

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Proviamo a scavare nelle zone oscure, oltre la dimensione razionale, a partire da un seminario in esorcismo che la Facoltà teologica di Napoli - punto di riferimento per gli studi teologici e pastorali di tutto il Meridione - ha inserito nel biennio di specializzazione in Teologia pastorale profetica, diretto da monsignor Salvatore Esposito, professore di Liturgia. Un seminario di approfondimento di Demonologia che rappresenta sicuramente una novità aasoluta in campo accademico e che riflette le nuove esigenze manifestate dai fedeli. Ne parliamo in studio con Carmine Matarazzo, docente presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale.

 

A Napoli, fino al 15 settembre - nel cortile della chiesa di Santa Caterina a Formiello a Porta Capuana - è aperta la mostra\installazione di Mimmo Paladino "Pane e Oro", curata da Flavio Arensi. Il nome dell’esposizione prende spunto dalla tela omonima dell’artista del 1995 in cui il pane è visto come bisogno e l’oro come sogno: la visione di queste due 'materie vive e alchemiche" portatrici di bellezza, unite insieme, restituisce il senso di ristoro e ospitalità. La mostra rappresenta un prologo al progetto di "mensa sociale" che a settembre la Fondazione Made in Cloister avvierà proprio nel Chiostro, in collaborazione con lo Chef Massimo Bottura.

 

Enzo Savastano non esiste. Eppure i suoi occhiali da sole dicono il contrario. Una figura versatile, pigra, passionale e delicata. È l’italiano medio che si incarna nel neomelodico e integra la realtà col surreale, il vero con la fantasia, il concreto con l’astratto. È una specie di dio di una religione tutta sua, che si ispira ai padri fondatori del gorgheggio di borgata e ne stravolge le intenzioni, vestendo di ironia tutti i generi musicali che hanno la sfortuna di imbattersi sul suo cammino di conversione. Così “Reggae Neomelodico” fonde le sonorità giamaicane con i luoghi comuni di cui si impregnano i centri sociali; “Una canzone indie” si prende gioco dell’universo di locali scuri e fumosi in cui la musica indipendente sopravvive alle intemperie del mainstream, e “Le mogli dei cantanti famosi” immagina la vita sacrificata di chi ha deciso di dedicare la propria esistenza ad un partner troppo impegnato sui palchi per occuparsi di lavatrici e spesa. Savastano affronta questi e altri temi con l’umorismo raffinato della volgarità dichiarata che, rasentando l’imperfezione, diviene accessibile a tutti. E affascina, ammalia, coinvolge.


In Italia sono tre i centri nazionali di produzione della danza, riconosciuti dal MiBACT: a Catania - Scenario Pubblico\compagnia Zappalà Danza, in Emilia Romagna - la Fondazione Ater Balletto e a Firenze - Cango\compagnia Virgilio Sieni. Rosalba Ruggeri ha incontrato a Catania Roberto Zappalà, coreografo e fondatore di SCENARIO PUBBLICO nella loro bella sede, poco lontano dal Teatro Massimo, e hanno parlato di danza contemporanea e di come si crea uno spazio europeo, all'avanguardia, l'unico del Sud - (o come dice lo stesso Zappalà "l'unico sotto Firenze" ) e ancora dei 30 anni della compagnia, di "MoDEM -Movimento Democratico" - progetto di trasmissione identitaria e di residenze, dei nuovi progetti editoriali e del prossimo debutto - il 18 luglio al Festival Bolzano Danza - di Liederduett (due episodi sulle figure bibliche di Caino e Abele: Corpo a Corpo e Come le Ali).

 

Si chiama Borgoinfesta - Voci di Terra, la manifestazione che l’1-2-3 giugno 2018 a Borgagne, in Puglia, ha riaperto la finestra esposta ai Sud del mondo, sempre con l’orecchio teso ad ascoltare nuove voci della terra. Giunto alla XIV edizione, quest’anno BIF l’eco-festival che apre l’estate salentina, si è fatta due. In casa Ngracalati nasce OFF_Ortometraggi Film Festival, il corto-festival che vuole raccontare un nuovo possibile in armonia con la natura. Ed ecco Borgagne, piccolo borgo autentico del Salento, e la sua comunità essere “terra di accoglienza delle Comunità del Mondo” e palcoscenico della rInvoluzione a partire da un unico punto fermo: la terra rigenerata può dare la forza per creare nuove prospettive di vita. Ce ne parla, in collegamento, Lorenzo Pavolini.

 

La rubrica "Bellezza e bizzarria", a cura di Goffredo Fofi, ci propone questa settimana la pellicola La notte brava del soldato Jonathan (The Beguiled), un film del 1971 diretto da Don Siegel, basato sul romanzo omonimo del 1966, un cosiddetto "Southern Gothic" (intitolato originalmente A Painted Devil) scritto da Thomas P. Cullinan. Sophia Coppola ne ha tratto un remake, presentato all'edizione del festival di Cannes 2017, che però non ha convinto.

Napoli è stata risparmiata dal disincanto del mondo di cui parlò Max Weber, nonostante sia una città moderna. Geologicamente sorretta da un doppio suolo, essa ha sviluppato una affinità al regno di mezzo: i trans e i fantasmi, le famiglie di adozione e di scelta, teschi di morti anonimi che sostituiscono gli avi. Con questo libro sociologico-etnografico l’autore Ulrich van Loyen immerge in queste zone di passaggio e prova a decifrare la città attraverso la sua retroscena. Osservazioni di sedute spiritiche, del cattolicesimo carismatico ed eretico, di veggenti ed esorcisti, ma anche di imprenditori religiosi quali i presidenti delle varie associazioni della madonna dell’arco, adepti del culto delle "anime pezzentelle“, di politici locali tra forza italia e pentestellati, in breve: del mondo clientelare e della sua critica forniscono il materiale del libro. Frutto di una biennale osservazione partecipativa nel campo, il saggio connette i vari modi di fare famiglia, di passare dalla famiglia alla società, e scopre come i modelli rituali servono per dare una forma al tempo sfuggente e per trasformare anche la grande negazione – la morte – in una risorsa. Il sottotitolo del libro. Sulla possibilità di una città si riferisce addiritura a questo lavoro cultuale e culturale dedicato all’elaborazione di categorie basali che malgrado per la sua raffinatezza (o meglio addiritura per questa) è destinato a una precarietà tanto insuperabile quanto ammirabile.

La rubrica "la finestra sul Mediterraneo" a cura di Lea Nocera, propone un viaggio nel mondo del cinema palestinese, tra vecchi cinema abbandonati, festival, collaborazioni internazionali e network regionali.

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