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20 racconti di vita dai Diari dell'Archivio di Pieve Santo Stefano

1968/Autoritratti

Radio3 per il ‘68

1968/Autoritratti
20 racconti di vita dai Diari dell'Archivio di Pieve Santo Stefano


un progetto di Nicola Maranesi
letture di Viola Graziosi e Graziano Piazza
a cura di Laura Palmieri
fotografie di Luigi Burroni
30 aprile / 25 maggio 2018
dal lunedì al venerdì ore 22.30

Il 1968 è uno di quegli anni, ce ne sono pochi nella storia, che non ha bisogno di presentazioni. Ma quante sfumature, quante differenze si nascondono dietro a percorsi di vita, a scelte apparentemente omogenee? Questi 20 diari scelti da Nicola Maranesi tra i tanti custoditi dall’Archivio di Pieve Santo Stefano, storie di ragazze e ragazzi, di uomini e donne, di età e provenienze geografiche diverse, ci offrono a mezzo secolo di distanza uno sguardo laterale sul Sessantotto e sui sessantottini, che forse abbiamo catalogato con troppa fretta.

Ascolta 1968/Autoritratti >>

I venti racconti in programma

1. Flora Ritter ( Milano, 1948) - La Sapienza occupata >>
I tormenti di una studentessa che, mentre assiste ai cortei e al blocco delle lezioni, legge Marx e si interroga sulla sua fede religiosa, sul significato delle proteste alle quali partecipa ogni giorno.

2. Paola Scoto (Bologna, 1930) - A Parigi tra le barricate >>
Le parole che Paola Scoto lascia sulla carta ci fanno comprendere che l’abuso di droga del ragazzo che ama le fa mille volte più male delle cariche di polizia che subisce a Parigi.

3. Raffaele Favero (San Mamete – Como, 1945) - Verso oriente >>
Le lettere che Raffaele scrive alla famiglia da Bannu in Pakistan, dove contrae l’epatite virale e dove conosce un santone che gli cambierà la vita, nel bel mezzo di un viaggio verso l’Oriente che ha intrapreso proprio per farsela cambiare.

4. Anna Avallone (Reggio Calabria, 1916) - Madre professoressa >>
Il Sessantotto di Anna è quello di un’insegnante, che vede messo in discussione il proprio lavoro e il ruolo che ricopre nella società dopo il dibattito che si è aperto intorno alla “Lettera a una professoressa”, il libro scritto nel 1967 da don Lorenzo Milani e dagli alunni della scuola di Barbiana. Ma è anche il Sessantotto di una madre che deve crescere da sola un figlio adolescente, liceale prossimo alla maturità, molto attivo sul fronte della contestazione giovanile.

5. Emidio Boccanera (Roma, 1936) - Amore o libertà? >>
Il diario dell’amore, il diario del lavoro, il diario del partito, il diario dell’arte. Ci sono tanti diari nel diario di Emidio “Emi” Boccanera, romano classe 1936, nato e cresciuto in una famiglia borghese e , soprattutto, figlio del suo tempo, di quei mitici anni ’60.

6. Daniela Santerini (Pontedera – Pisa, 1948) - Le stars del Vietnam
Cinque giovanissime musiciste toscane, nate e cresciute in famiglie proletarie e piccolo borghesi, completamente prive di una coscienza politica, che si ritrovano a loro insaputa ingaggiate per una tournee di esibizioni nelle basi americane in Vietnam. La paura, la guerra, la morte, le esperienze di vita a contatto con i soldati americani e la scoperta del volto umano del “nemico” vietcong, reso inerme dal dolore della violenza e della morte.

7. Francesco Baldassi (Roma,1938) - Da Dio a Marx e ritorno
Da una fede religiosa a quella laica, e ritorno. L’estrema sintesi della vita di Francesco Baldassi, una autobiografia emblematica dello scontro a tutto campo che vedeva da anni la Chiesa e il Partito comunista contendersi le coscienze e le adesioni degli italiani.

8. Silvana Bastoli (Reggio Emilia, 1939) - L’ora della donna
Nata in una famiglia antifascista che vive in condizioni economiche disastrate. Nel dopoguerra frequenta la scuola e vive in campagna, aiutando nei lavori domestici e dei campi. Fin quando, come racconta in questa testimonianza, ancora adolescente decide di opporre un netto rifiuto ai precetti dell’educazione contadina, della società patriarcale, della morale pubblica che domina la provincia, e di battersi per la sua emancipazione di donna.

9. Gabriele Battimelli (Napoli, 1922) - Un giudice in corteo
Tra i fondatori di Magistratura Democratica, Gabriele vive gli anni del cambiamento con partecipazione privata e pubblica, prendendo posizioni scomode sul caso del giornaletto studentesco del Liceo Parini di Milano “La zanzara”, e su molte altre questioni aperte in quegli anni. Vive il Sessantotto tra manifestazioni, spettacoli teatrali e musica, suona il sassofono. Di quegli anni conserva ricordi nitidi che ha riversato in questa memoria rivolta al nipote Gabriele.

10. Franca Bertazzoni (Mantova, 1946) - Sesso sessantotto
Per molte ragazze italiane il Sessantotto è coinciso con la fine dell’oscurantismo sessuale. Franca, in quel fatidico 1968, frequenta il secondo anno della facoltà di lettere a Bologna ed è una ragazza ancora alla ricerca della propria identità sessuale che, non senza fatica, comincia ad abbattere i muri della paura e dell’incomunicabilità eretti a causa dell’educazione ricevuta in famiglia.

11. Giuseppe Corlito e Francesca (Avellino,1950) - Giuseppe e Francesca
Due liceali che si incontrano nell’estate del ‘67 in un paesino di campagna.Tra loro sarà solo un flirt. L’amore cede il passo alla riapertura delle scuole, al sovrapporsi di nuovi amori e nuove delusioni, e all’inizio della corrispondenza epistolare. Giuseppe e Francesca sono in fondo le due anime fondamentali del 68, quella "sofistica", negativa, hegelo—marxista, e quella concreta, del fare, di matrice cristiana.

12. Luciano Corradini (Reggio Emilia, 1935) - La contestazione cattolica
Insegnante di liceo, destinato poi ad avere una brillante carriera universitaria come docente di pedagogia e a ricoprire incarichi di rilievo istituzionale, nel periodo della contestazione vive tra Carpi e Reggio Emilia, in un territorio segnato dall’egemonia politica della sinistra. Membro attivo dell’Unione Cattolica italiana insegnanti medi, partecipa alla costituzione, a Reggio Emilia, dell’Unione studenti medi, e degli Organismi rappresentativi studenteschi.

13. Cosimo D’Angelo (Noto- Siracusa, 1950) - Padre e figlio
Il Tritacarne è il soprannome che il liceale Cosimo D’Angelo affibbia all’emblema delle forze contro le quali ha deciso di cominciare a battersi, al pari di molti suoi coetanei, all’alba del Sessantotto: il padre. Un padre antifascista ai tempi della Seconda guerra mondiale, divenuto invece nostalgico e filo ecclesiastico con il passare degli anni. E ancor di più: un padre diventato Preside al liceo classico nel quale il figlio studia.

14. Maria Pia Di Nicola (Teramo,1943) - Urbino Parigi sola andata
Studentessa universitaria ad Urbino, Maria Pia racconta dell’incontro con la compagna Florence, che parte tumultuosamente per Parigi per partecipare al Maggio francese. La foga di una contestazione di cui Maria Pia comprende solo in minima parte la portata e le ragioni. Come capita alla gran parte dei suoi coetanei che hanno vissuto, ma non hanno “fatto”, il Sessantotto.

15. Efrem Satanassi (Sarsina – Forlì Cesena) -  Studenti e operai
Due mondi che, in quegli anni di contestazione, fanno fatica a comunicare. Efrem Satanassi, studente ai tempi del Sessantotto, con padre operaio, racconta in modo magistrale l’impossibilità di sintesi tra questi due mondi.

16. Claudio Foschini (Roma,1949) - Il ’68 in carcere
Mentre negli atenei va in scena la contestazione studentesca, altre generazioni di giovani si preparano a combattere il sistema in una maniera ben più radicale e violenta. Sono i figli delle periferie delle grandi metropoli e delle aree più depresse del paese, come Claudio Foschini e i “ragazzi di vita” che popolano le baracche del Mandrione, a ridosso dell’Acquedotto Felice di Roma.

17. Italo Mario Magno (Manfredonia, 1945) - La Primavera di Italo
Figlio di Michele Magno, dirigente Pci, deputato e senatore, sindaco di Manfredonia, Italo è uno dei tanti comunisti italiani che in quegli anni non sanno come collocarsi rispetto ai fatti della Primavera di Praga, un conflitto che vedeva la “patria” del comunismo intervenire militarmente contro un paese che reclamava più libertà e più democrazia.

18. Maria Luisa Martinelli (Modena, 1936) - La comune di montagna
L’esperienza della “comune” rappresenta uno dei paradigmi esperienziali che nascono con il Sessantotto. Nello specifico dell’esperienza di Maria Luisa, questa dimensione si fonde con un altro grande tema sessantottino, quello della scuola e dei principi della pedagogia e dell’insegnamento. L’autrice infatti è un’insegnante che si trasferisce a insegnare in una scuola sperduta tra le montagne bellunesi, perché in quel luogo c’è un preside che sperimenta nuove forme di didattica legate agli usi e alle tradizioni delle comunità locali.

19. Carmen Mascia (Napoli, 1942) - Terapia di gruppo
Si può dire in che in Italia la psicoanalisi si sia sviluppata con il Sessantotto, e attraverso di essa il tema della sessualità diviene la chiave di lettura di tutti i processi politici, sociali, economici in corso, e la giustificazione dei mutamenti radicali che in quegli anni cominciano a ridisegnare il modo di vivere e di concepire i rapporti matrimoniali e familiari. Come nella famiglia di Carmen.

20. Maddalena ( Sassari, 1959) - La battaglia di nessuno
Nel 1968 in un paesino dell’entroterra sardo la piccola Maddalena M. vive nella miseria più totale, figlia di una madre alcolizzata e di un padre violento. Maddalena impara, per paura, a soffrire in silenzio: così, ancora bambina, subisce gli abusi sessuali di un compaesano prima, del padre poi, senza confidarsi con nessuno.

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