Prima pagina

PRIMA PAGINA del 12 febbraio 2018

con Paolo Labruschi

Troppe cause per il diritto d’asilo. Così si bloccano i nostri tribunali


“La situazione sulle richieste d’asilo dei migranti è diventata ingestibile e va risolta”. A lanciare l’allarme è Paolo Maria Chersevani, presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Venezia. I tribunali veneti sono tra i più ingolfati in Italia. Anche se lui stesso precisa: “purtroppo la situazione è difficile in tutti i tribunali italiani, perché le richieste di protezione internazionale sono in continua crescita”.
A Venezia, l’Ordine degli avvocati ha dovuto assumere una segretaria da destinare unicamente alle pratiche in questione. Fino al 2015, infatti, l’Ordine gestiva solo alcune centinaia di domande per l’ammissione a gratuito patrocinio. Poi – come in altri palazzi di Giustizia – è esplosa la richiesta di protezione umanitaria e le pratiche sono schizzate a 2.086 nel 2015, quindi a 4.779 nell’anno successivo e 2.724 fino al 9 giugno 2017, di cui 2.021 per la protezione. 

Vicini al tracollo
Oggi il Tribunale di Venezia è intasato da oltre 7.000 ricorsi tra nuovi arrivi e quelli accumulati negli anni precedenti.” Siamo vicini al collasso – ha dichiarato l’avvocato Chersevani all’inaugurazione dell’anno giudiziario – si rischia di arrivare a 10.000 richieste entro fine anno. Noi non vogliamo polemizzare sui motivi dei ricorsi, né dire alla politica cosa deve fare. Però denunciamo che non è giusto che gli avvocati veneziani debbano farsi carico di un impegno del genere”. 
Le richieste di protezione umanitaria internazionale oggi rappresentano enormi carichi alla già inceppata macchina della giustizia. Solo in Cassazione, sempre in ambito civile, la percentuale i queste pratiche è del 52%. Per il restante 48% le cause riguardano per lo più materia fiscale. Nei Tribunali ordinari, e nelle Corti d’Appello, sfiora il 60%. 
Si tratta di procedimenti con priorità assoluta in ragione delle spese di mantenimento dei richiedenti a carico dell’Erario in quanto ammessi a gratuito patrocinio, tanto che il termine di definizione, originariamente fissato a sei mesi, è stato di recente ridotto a 4 mesi dal deposito del ricorso. “Non abbiamo ancora modo di valutare quel che succederà tra circa un anno, quando tutte le pratiche saranno a carico della Cassazione – precisa il legale – ma le prospettive non sono rosee”. […]  

Francesca Bussi – Libero
 

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