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Manovra di mance e di lacune

Cristina Bartelli - Italia Oggi
Una manovra di fine legislatura piena di occasioni mancate, a partire dai chiarimenti sulla detrazione Iva e alla riapertura dei termini della riassegnazione dei beni ai soci. Date per disperse anche le correzioni delle norme sulle perdite del regime per cassa. Doccia gelata anche con il rinvio dell’Iri e la mancata riapertura della Voluntary. Grane abbondanza, invece, di mance e mancette. 
Una legge di Bilancio dove, dal punto di vista fiscale, pesano più le assenze delle presenze. Una manovra di fine legislatura piena di occasioni mancate, a partire dalla detrazione Iva: i professionisti attendevano un chiarimento per evitare quello che si preannuncia come l'ennesimo caos di fine anno sul termine per la richiesta di detrazione Iva ridotto a un anno. Sul punto, forse, l’Agenzia delle Entrate interverrà con una circolare. E non solo. Molti professionisti contavano sulla riapertura dei termini della riassegnazione dei beni ai soci, in seguito a impegni presi da parte del ministero dell’Economia. Nulla di fatto. Come sono date per disperse le correzioni delle norme sulle perdite del regime per cassa. Una misura attesa dai professionisti e dalle piccole e medie imprese. La loro assenza vanifica nei fatti l’applicazione del regime per cassa e rende difficile e spesso poco conveniente l’operatività del meccanismo. Una doccia gelata è arrivata con il rinvio dell’entrata in vigore della disciplina dell’Iri, l’imposta del reddito per la piccola impresa. Due righe che hanno rinviato misure per cui già le imprese nel 2017 avevano fatto valutazioni e scelte precise. 
Grande assente della manovra la riapertura dei termini della riemersione del contante illegalmente detenuto all’estero. La Voluntary Disclosure diventa dunque solo un ricordo.
Amaro in bocca lascia ai professionisti l’approvazione della fatturazione elettronica obbligatoria dal 2019. Nei tavoli di studio tra ministero, amministrazione e operatori, si era ragionato sulla compensazione dell’introduzione dell’obbligo con meccanismi premiali. Ma così non è stato. Tanto che ieri, dopo l’approvazione della Legge di Bilancio alla Camera il presidente dei dottori commercialisti, Massimo Miani, ha diffuso una nota in cui ribadisce che “le novità in materia di fatturazione elettronica obbligatoria contenute nella legge di bilancio 2018, ci lasciano molto perplessi e ci spingono, sin d’ora, a denunciare l’assurdità di un’estensione generalizzata di tale obbligo indistintamente a tutti i 4 milioni e oltre di partite Iva in un unico d-day individuato nel capodanno 2019, che lascia presagire scene di isteria collettiva o diffusi stati d’ansi da trasmissione telematica”.

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