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Black Net

Alexander O'Neal

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Uno dei migliori cantanti proveniente dall'era soul/R&B degli anni '80/90, che ci ha regalato una serie di successi memorabili che sono ancora trasmessi nelle radio e suonati in migliaia di eventi in tutto il mondo, tra cui "Fake", "Criticize", "If You Were Here Tonight", "Saturday Love", "Never Knew Love Like This", "Sunshine ", "Secret Lovers" e molti altri
Il suo album del 1987 "Hearsay", ha venduto quasi un milione di copie nel solo Regno Unito, e fino ad oggi Alexander O’Neil detiene ancora il record come l'unico interprete afro-americano ad essersi esibito per ben sei serate consecutive alla Wembley Arena di Londra. Definito dal poeta e scrittore Robert Lashley "Uno dei più grandi uomini del soul di tutti i tempi", O’Neal è ancora in pienissima attività con le sue esibizioni dal vivo, mandando in sold out tutte le prenotazioni dei teatri che lo ospitano. Nasce il 15 novembre del 1953 a Natchez, Mississippi. O’Neal si mostrò subito piuttosto portato per il canto sin dall’età di nove anni, anche se rifiutò sempre di esibirsi nei cori con altri bambini suoi coetanei, per ragioni di timidezza, subendo una sorta di tormento a chi lo voleva in quel ruolo a tutti costi. In realtà il sogno iniziale di O'Neal era quello di diventare un giocatore di football professionista, un linebacker per l’esattezza: O'Neal ha giocato a football alla North Natchez High School trasferendosi in seguito alla Alcorn State University dal 1972 al 1973. Ma i suoi desideri per quel tipo di carriera si interruppero per un infortunio, scoprendo inoltre di non aver tutto questo grande interesse per lo studio. Fu così che andò a Chicago a lavorare in una fabbrica. Più tardi si trasferì a Minneapolis per essere vicino a un suo cugino. Fu allora che O'Neal, circa 24enne, iniziò a cantare in band di cover locali come The Black Market Band e The Mystics. Per raccontare la fasi salienti di questo artista, la cui voce ricorda per stile e timbrica quella dell’indimenticabile Otis Redding, si potrebbe scrivere un libro sulla storia tra la sana rivalità di due grandi band dell’epoca, “Grand Central” e “Flyte Time”. I membri di entrambe le band vivevano entro un raggio di tre isolati l'uno dall'altro: la prima capeggiata dal grandissimo Prince, una formazione che per metà settimana marinava la scuola per provare nei seminterrati le cover di gruppi come Steely Dan, e Sly & The Family Stone; la seconda più indirizzata verso l’R&B di leggende come Chaka Khan, Al Green e James Brown, formata da nomi come Monte Moir, Jimmy "Jam" Harris alle tastiere, Terry Lewis al basso ed Alexander ‘Oneil subentrato successivamente alla voce di Cynthia Johnson (che diverrà poi celebre per aver cantato il pezzo che tutti conosciamo dal titolo Funkytown dei Lipps Inc). La necessità di una crescita artistica sempre più frenetica, spinse Prince a sciogliere il suo gruppo per poi chiedere ai Flyte Time di reinventarsi in una nuova formazione che si sarebbe chiamata “The Time”, dove lui avrebbe scritto i testi, creato la musica e garantito un contratto con una grande casa discografica, e loro avrebbero suonato quella musica dal vivo, con il vantaggio di prendersi tutti i meriti dalla stampa per le canzoni, il look e quant’altro: questa proposta fu accettata da tutti tranne che da Alexander O’Neil, che aveva una bellissima voce e una notevole presenza scenica, e non voleva esser secondo a nessuno, tanto meno di Prince, nella cui iniziativa intravedeva il palese intento di diventare leader del gruppo dei Time; altre fonti sostengono che O’Neil venne allontanato dal gruppo per le sue eccessive richieste di denaro avvenute durante una litigiosa cena con Prince, resta il fatto che Alexander
venne escluso e la sua voce sostituta con quella di Morris Day. Ma la carriera di O'Neal decollerà pochi anni dopo, quando il talentuoso Prince, licenzierà Jam e Lewis, ritenendoli responsabili di aver fatto perdere le date di un concerto ai Time: la coppia in realtà si sentiva oppressa dalle scelte accentratrici di Prince, e così invece di dedicarsi al tour del gruppo, si trasferì ad Atlanta per produrre niente meno che S:O:S:Band. Fu così che Jam e Lewis decisero di lavorare di nuovo con O'Neal, firmando i successi più importanti della loro carriera e dando seguito ad una storia davvero incredibile. I primi anni ottanta videro Alexander iniziare da solista come cantante, facendo le prime registrazioni nell'84 con Jam e Lewis. L'album di debutto dal titolo omonimo, viene pubblicato da un'etichetta locale chiamata Tabu (distribuito in tutto il mondo dalla CBS) e un anno dopo genera il suo primo successo nel Regno Unito dal titolo "Saturday Love"in duetto con Cherelle, insieme a classici R & B come "A Broken Heart Can Mend " e “If You Were Here Tonight”. Nel 1986 Alexander O'Neal ha ottenuto una coproduzione con Jam & Lewis per il singolo "Control" di Janet Jackson. Il 1987 vede l'uscita del secondo album di Alexander "Hearsay" che ottiene la certificazione di triplo disco di platino e genera ben sette singoli di grandissimo successo. Segue l’uscita di un LP dedicato al Natale e poi ancora “All True Man” (1991), e Love Makes No Sense (1993). Il successo, comunque calato negli anni 2000, torna all'attenzione del pubblico con una raccolta Greatest Hits e l'album Alexander O'Neal Live At Hammersmith Apollo (2005) oltre alle apparizioni nei reality TV britannici Just The Two Of Us e Wife Swap UK. Successivamente ha continuato a pubblicare gli album Alex Loves (2008) e Five Questions - The New Journey (2010). O’Neil vanta anche nel 2014 una presenza nel format televisivo americano del Grande Fratello. Il vocalist non pedonerà mai all'industria della musica di aver offuscato la sua reputazione a causa di una parentesi legata alla tossicodipendenza. Ma la sua passione infinita per la musica lo ha sempre sostenuto nei momenti difficili, ed oggi Alexander O’Neil, è già pronto per regalarci il suo ultimo lavoro dal titolo "Resurrected" in uscita nel prossimo 2018.

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